«Perché Letta non espelle anche gli elettori del Pd?»

Pippo Civati: non voterò la fiducia a questo governo

Beppe Civati
25 Aprile Apr 2013 1744 25 aprile 2013 25 Aprile 2013 - 17:44

«Chiedo scusa per il ritardo ma ero a una manifestazione per il 25 aprile. Una di quelle cose di sinistra…». Il deputato Pd Pippo Civati la prende con ironia. A Montecitorio proseguono gli incontri tra il premier incaricato Enrico Letta e i gruppi parlamentari. In queste ore sta nascendo il nuovo governo di larghe intese. «Eppure nel Pd non ne abbiamo ancora discusso», si lamenta. Civati è pronto a non votare la fiducia all’esecutivo. Stando alle minacce di qualche dirigente democrat, potrebbe essere espulso dal partito. «Allora dovrebbero espellere anche tutti i nostri elettori che non condividono questa decisione». Intanto il Partito democratico rischia di dover sostenere il ministro Renato Brunetta. «Se questa è la logica, perché non Berlusconi alla Giustizia?».

On. Civati, iniziamo dalla fine. Quando il governo Letta andrà alle Camere lei voterà la fiducia?
Al momento sono per il no. Anche se mi piacerebbe che ci fosse la possibilità di discuterne. Nel partito finora non c’è stata l’occasione per confrontarsi.

Francesco Boccia ha avvertito: «Chi non vota la fiducia è fuori dal Pd».
Onestamente trovo gravissimo che il numero due di Enrico Letta attacchi in questo modo chi non è d’accordo. Da un premier delle larghe intese mi aspetterei un po’ di dialogo. Magari duro, ma un confronto ci deve essere. Proprio oggi è il 25 aprile. Parlare di espulsioni appartiene a una cultura politica che non è la mia.

Intanto gli incontri con il Pdl proseguono.
Secondo me questa è una brutta giornata per il governo Letta. Vedere Denis Verdini al tavolo delle trattative fa capire il gioco al rialzo che ha impostato Berlusconi.

Eppure il governo di larghe intese sembra l’unica soluzione.
Non è così. Poteva nascere anche un governo di scopo. Un esecutivo istituzionale senza la presenza di leader politici.

Intanto si discute di ministri. Il Pdl ha proposto Brunetta.
E perché non Berlusconi? Se noi mettiamo Enrico Letta è giusto che anche loro puntino sul proprio leader. In questo governo, per esempio, Alfano ci deve essere per forza. Ripeto, io non sono assolutamente d’accordo. Ma non capisco con quali argomenti il Pd può opporsi. Perché adesso facciamo gli straniti o i sorpresi? Siamo stati noi ad accettare questa logica. Mi limito a sottolineare che Berlusconi ministro della Giustizia potrebbe creare qualche problema..

Quanto potrà durare un governo di questo tipo?
Secondo me durerà poco. E non saremo noi a decidere quando finirà.

E quali riforme potranno essere approvate?
Ho visto che Enrico Letta intende partire dall’eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti. Mi sembra fosse un tema caro al Pdl. Poi si passerà all’Imu. Se la togliamo anche ai benestanti penso che Silvio Berlusconi sarà d’accordo. Mi auguro che almeno Letta si presenti al tavolo delle trattative con una riforma elettorale precisa. Altrimenti rischiamo di non portare a casa neppure quella. I soggetti sono gli stessi che hanno provato a cambiare il Porcellum per tutto lo scorso anno. Presentare il governo alle Camere senza una riforma della legge elettorale sarebbe un argomento in più per non votare la fiducia.

C’è il rischio che una parte dell’elettorato non capisca questa scelta?
No, c’è la certezza che una parte consistente dell’elettorato non capisca questa scelta. Non so se Letta e i suoi vogliono espellere anche loro. Mi piacerebbe discutere. Sono stato eletto in una coalizione con Nichi Vendola, e ora Sel non c’è più. Su Rodotà non abbiamo mai aperto un confronto. Abbiamo affossato Romano Prodi con il voto segreto di un centinaio di franchi tiratori, e nessuno sa chi sono. Ne vogliamo parlare? 

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