Renzi e Grillo, i veri dominatori di piazza e web

Dai camper ai social media, la fabbrica del consenso dei due leader

Matteo Renzi Camper
24 Maggio Mag 2013 0658 24 maggio 2013 24 Maggio 2013 - 06:58
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Nell’emorragia della politica italiana spiccano due leader che, come dei Re Mida contemporanei, toccano la crisi di rappresentanza e la trasformano in consenso. Matteo Renzi e Beppe Grillo hanno età e percorsi opposti, ma entrambi riempiono le piazze e sul web muovono numeri da record. Ad accomunarli, oltre al camper, c’è la costruzione di un network trasversale cucito addosso ai loro abiti di capi carismatici: una fabbrica del consenso che avanza a tappe serrate, pronta a trasformarsi in macchina da guerra alle prossime elezioni.

Già alle primarie Matteo faceva il tutto esaurito nei teatri. Giovani, delusi e curiosi si sono lasciati sedurre dal format fra Steve Jobs e Barack Obama, con annesso racconto delle idee che il sindaco portava in giro per la Penisola. Nella campagna per le politiche i suoi eventi sono stati i più richiesti, primo tra tutti il duetto con Bersani al teatro Obihall di Firenze. Tempo qualche mese e Renzi è passato alle piazze: dal Friuli della Serracchiani al resto d’Italia per le amministrative. Con l’aria di maretta che tira al Nazareno, sede del Partito democratico, è tra i pochi leader a scendere in strada senza il timore di essere contestato, confermandosi la guest star giusta per tirare la volata ai candidati.

È andata bene a Barletta, dove il comizio a sostegno di Pasquale Cascella (ex capo ufficio stampa del Quirinale) si è rivelato un successo. Stesso copione in Liguria, con il bagno di folla a Sarzana e le tremila persone accorse in quel di Sestri Levante, tappa battuta pure da Grillo che, tra i presenti, ha scovato un’ex fidanzata di gioventù.

Sui social il sindaco vanta un serbatoio di un milione di persone che lo seguono sommando Facebook e Twitter. Sono 426.000 su Facebook e 557.000 su Twitter. La domanda d’informazione aumenta e l’attività mediatica di Renzi spopola nella democrazia dei click. Recentemente è nato Ateniesi.it, laboratorio partito dai sostenitori torinesi poi esteso al resto della Penisola. Il quotidiano Europa ha aperto una sezione Leopolda con i contributi di personalità di area renziana. Altrove fioriscono retroscena sul sindaco e dibattiti sul suo modello comunicativo. Molto nasce dal basso, senza il marchio ufficiale del sindaco, traducendosi in movimentismo e circoli che si sommano alla rete esistente.

Se non bastasse l’impatto virale, un’altra testimonianza del fenomeno renziano è il merchandising. Lo slogan “Adesso” o il ritornello del “Keep calm” sono stati riproposti su penne, tazze, cover per iPhone e t-shirt in vendita ai comitati per le primarie o negli incontri pubblici del sindaco, che oggi è alle prese con la promozione del libro «Oltre la Rottamazione». Neanche fosse una star o un autore di best-seller, al Salone di Torino lo attendeva una lunga fila di simpatizzanti e ammiratori, molti dei quali giovanissimi

Un osservatore poco avvezzo potrebbe strabuzzare gli occhi davanti al fatto che in tempi di antipolitica si riesca a spacciare pure il merchandising. D’altronde non c’è il logo di una squadra di calcio nè la firma di uno stilista, bensì il marchio del leader. Renzi può permetterselo. Come lui il Movimento 5 Stelle, che nelle uscite pubbliche apparecchia banchetti con oggettistica griffata, utile per rimpinguare le casse dell’autofinanziamento.

Al resto pensa Beppe Grillo. Colui che più di tutti si è rivelato mattatore delle piazze sin dai V Day, è accolto alla stregua di un leader messianico cui viene posto ogni genere di richiesta: dal posto di lavoro alla risoluzione dei problemi del paese. Lo Tsunami Tour per le politiche ha toccato 80 piazze in 30 giorni e registrato numeri da tutto esaurito. Nell’appuntamento finale di Roma c’erano almeno 300.000 persone e altre 150.000 collegate in streaming.

Grillo ha rifiutato le ospitate tv, ma rimonta sul camper per le dodici tappe della campagna elettorale in Friuli e per il giro d’Italia in vista delle amministrative. Nonostante qualche piazza meno piena del previsto, il Tutti a Casa Tour è l’ennesimo toccasana dove l’ex comico può sfruttare i palchi per “rivendere” al pubblico l’attività del M5s a Palazzo e sfoderare i cavalli di battaglia sulla vecchia politica. Galvanizza gli attivisti e tenta i curiosi, lancia strali e s’improvvisa sacerdote chiedendo ai suoi, come ad Ancona, di abbracciarsi in nome della non violenza.

Ben oltre le piazze, il pallino dell’ex comico è il web: su quel terreno il Movimento 5 Stelle semina e raccoglie quotidianamente. A differenza delle iniziative renziane, molte delle quali nate dal basso, l’attività web del Movimento vanta una regia attenta ai flussi di traffico, chirurgica nei contenuti da veicolare e nelle piattaforme da privilegiare. La strategia parte dagli uffici della Casaleggio Associati (la stessa che seguiva Antonio Di Pietro) e dà i suoi frutti, diffondendo il verbo ad una velocità impressionante.

Prima dei social c’è il blog di Grillo, che Alexa inserisce tra i 150 siti più visitati in Italia e al 2594° posto nel mondo. Da alcuni mesi vanta pure un boom di accessi in virtù del ruolo di opinion maker arrivato dopo le elezioni di febbraio: da quel momento le invettive politiche dell’ex comico finiscono sui tg e nei lanci d’agenzia, per un flusso che genera commenti, reazioni, dibattiti.

La ragnatela grillina non può fare a meno dei social media, che tra Facebook e Twitter fidelizzano tre milioni di seguaci. Per le news ci sono il sito Cadoinpiedi e l’aggregatoreTzeTze, entrambi editati dalla Casaleggio Associati, mentre la web tv La Cosa (attiva sul blog e su Youtube) fornisce dirette streaming e hangout con gli attivisti. Non poteva mancare uno shop online come Grillorama, dove acquistare i dvd dell’ex comico, i libri a cinque stelle e le fatiche di Marco Travaglio. Infine YouTube, prezioso archivio dove i canali della galassia grillina custodiscono migliaia di video, 500.000 iscritti e oltre 130 milioni di visualizzazioni.

Il quadro è quello di una leadership che si consolida grazie ad una fabbrica del consenso dai numeri sempre più alti, tutti convergenti intorno al brand politico. In tal senso il sindaco e l’ex comico si confermano anomalie della politica italiana, rockstar acclamate nel valzer della casta. Non a caso si beccano reciprocamente con attacchi tutt’altro che formali: «M5s? Rivoluzionari dello scontrino», «Renzi soffre di invidia penis». Ognuno guarda ai voti dell’altro. Entrambi sanno di avere in mano una fetta di quell’elettorato deluso e curioso che oscilla sulla bilancia delle loro proposte.

Twitter: @MarcoFattorini

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