Non solo scontrini, le proposte di legge del M5s

In arrivo il reddito di cittadinanza

27 Maggio Mag 2013 0608 27 maggio 2013 27 Maggio 2013 - 06:08
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«I parlamentari del Movimento 5 Stelle sono i rivoluzionari dello scontrino», chiosa Matteo Renzi in tv. «Con 3 milioni di disoccupati smettete di parlare degli scontrini e il vostro 25% di voti tiri fuori tutte le idee che ha», ammonisce Milena Gabanelli al termine del servizio di Report che fa infuriare la galassia grillina. L’accusa comune rivolta al M5s è quella di immobilismo, ma agli atti risultano decine di proposte di legge, interpellanze e mozioni firmate dai 163 pentastellati. Le aree di interesse vanno dai diritti civili all’economia: la stella polare rimane quella dei venti punti del programma diffuso in campagna elettorale.

PICCOLA E MEDIA IMPRESA. Tutto parte da un’interpellanza dei cinque stelle «sulle aperture domenicali indiscriminate degli esercizi commerciali che hanno creato problemi alla piccola distribuzione». Il tema è un pallino di Beppe Grillo, che recentemente ha incontrato Confesercenti e fatto il punto sulla road map da stendere a difesa della piccola e media impresa. In pochi giorni il dibattito sfocia nella proposta di legge firmata dal deputato Michele Dell’Orco «contro la liberalizzazione delle aperture festive e domenicali nel commercio in un’ottica di salvaguardia delle pmi». L’iniziativa, diametralmente opposta alle linee guida tracciate dal governo Monti, chiede di affidare «la competenza legislativa e la potestà regolamentare alle regioni e agli enti locali» per meglio individuare la «pianificazione della turnazione delle festività lavorative».

STAMPA. Risalgono ad aprile due disegni di legge il cui primo firmatario è Vito Crimi. L’atto n. 453 chiede l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali «ai fini della promozione della concorrenza e della tutela dei consumatori nel settore dell’informazione nonché al fine di assicurare il conseguimento di rilevanti economie di spesa per la finanza pubblica». L’atto n. 454 tira dritto verso l’abolizione dell'ordine dei giornalisti, perchè «l’accesso alla professione e il suo esercizio siano liberi da vincoli burocratici».

DIRITTI CIVILI. Ad oggi in Senato sono state depositate tre proposte. La prima è di Michela Montevecchi, recante «nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia». La seconda porta la firma di Alberto Airola e concerne le agevolazioni anagrafiche a beneficio delle persone transgender, con «nuove norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso». L’ultima proposta di Luis Alberto Orellana mira a introdurre «modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso». Le iniziative hanno ricevuto il placet di Sel e Ivan Scalfarotto, che apre: «su questi testi si può raccogliere un consenso più ampio».

COSTI DELLA POLITICA. Tra i capisaldi della campagna elettorale, la questione è stata presa di petto da Roberta Lombardi, prima firmataria della proposta depositata alla Camera «per l’abolizione dei contributi pubblici e modifiche alla disciplina in materia di spese elettorali e agevolazioni a partiti e movimenti». Nel testo i pentastellati chiedono l’abolizione dei rimborsi elettorali, limiti più stringenti alle spese elettorali di partiti e candidati, nonchè la destinazione delle somme risparmiate in favore delle piccole imprese. 

LIBERE PROFESSIONI. La proposta di legge abbraccia la riforma delle libere professioni dell’area tecnica ricalcando il «modello anglosassone». Nel documento presentato dai pentastellati si chiede l’abolizione degli ordini e dei collegi professionali, mossa che consentirebbe «lo sgretolamento di veri e propri centri di potere». Segue la reintroduzione delle tariffe minime e l’istituzione di registri degli abilitati presso i ministeri.

CASA. Il Movimento gioca le sue carte su impignorabilità della prima casa e abolizione dell’Imu. Carla Ruocco è la prima firmataria della proposta di legge per la «temporanea impignorabilità delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale o a luogo di lavoro, nonché in materia di tutela dei compensi di lavoro dal pignoramento». Il senatore Francesco Molinari è l’estensore del ddl per la cancellazione dell’Imu sulla prima casa, ad eccezione di abitazioni signorili, ville di lusso e castelli. Per la copertura economica i grillini hanno studiato il raddoppio delle aliquote nei confronti dei concessionari del gioco d’azzardo, mentre le tasse sulle rendite finanziarie passerebbero dal 20% al 27%, cui si aggiunge l’aumento dell’imposta sulle transazioni finanziarie introdotta con la legge di stabilità 2013.

PROVINCE. «Da quando siamo nati abbiamo individuato nella provincia l’ente da sopprimere, tant’è che non abbiamo mai partecipato alle elezioni provinciali». Così il senatore Nicola Morra presenta la proposta di legge costituzionale firmata da 109 parlamentari pentastellati. Il progetto prevede l’eliminazione delle Province «per un risparmio di due miliardi di euro annui», il trasferimento delle competenze a Comuni e Regioni e la tutela dei dipendenti. «Verrebbe tagliato il personale politico - assicura Morra - cioè quello che fa aumentare la spesa pubblica alimentando la partitocrazia». Le risorse economiche risparmiate, chiedono i proponenti, dovrebbero essere «rese disponibili al finanziamento di opere per la messa in sicurezza degli edifici scolastici».

VILIPENDIO. Durante il tour elettorale per le amministrative Grillo non ha mancato di attaccare il Capo Dello Stato. Nel mirino dell’ex comico l'indagine a carico di alcuni attivisti per i commenti sul blog riferiti a Napolitano, cui è seguita una perquisizione della polizia giudiziaria negli uffici della Casaleggio Associati. Su questo terreno si inserisce il disegno di legge depositato da Lello Ciampolillo per «l’abrogazione dell’art. 278 del codice penale in materia di offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica».

GIOCO D’AZZARDO. Ludopatia, slot machine, salvaguardia dei minorenni. Va in questa direzione la proposta di legge elaborata dai deputati Walter Rizzetto e Aris Prodani. Il documento concerne il «divieto di propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro e della partecipazione dei minori ai medesimi, nonché disposizioni in materia di autorizzazione all’esercizio del gioco lecito». «Il gioco d’azzardo è diventata una piaga sociale, per questo chiediamo di vietarne la pubblicità», spiega Walter Rizzetto, che reclama più poteri per i sindaci nella gestione delle sale da gioco.

EQUITALIA. Sull’agenzia più discussa del paese il Movimento ha fatto approvare alla Commissione Finanze della Camera una risoluzione unitaria che impegna il governo a cambiare parte della disciplina di Equitalia e delle modalità di riscossione. Tra i punti cardine il divieto di ipoteca sulla prima casa, una rateazione più lunga e lo stop al pagamento anticipato in caso di ricorso. Al Senato sono arrivati emendamenti per chiedere la sospensione delle cartelle Equitalia per chi vanta crediti verso la Pubblica Amministrazione, oltre all’impignorabilità di stipendi e pensioni sotto i 5.000 euro.

MAFIA, AMBIENTE E LEGGE ELETTORALE. Nelle ultime settimane, sul tavolo dei parlamentari a cinque stelle sono transitate anche le proposte per «l’inserimento nel codice penale dei delitti contro l’ambiente» e per «l’etichettatura degli alimenti con obbligo di indicazione dell’origine delle materie prime». Sul macrotema legalità lavorano deputati e senatori del M5s, che a breve potrebbero sfornare un progetto di modifica alla legge anticorruzione 190/2012. Nel frattempo è approdato un ddl che chiede «il divieto di propaganda elettorale finanziata da condannati per mafia». Infine, depositato a Palazzo Madama, un progetto di legge elettorale «per vietare la candidabilità di chi è condannato, ripristinare le preferenze e porre un limite di due mandati».

NO TAV. Nell’attesa di capire come si dipanerà la questione Ius soli, restano aperti altri fronti: sulla politica estera figurano la mozione di ritiro delle truppe dall’Afghanistan e una richiesta di spiegazioni al governo sul caso Marò. La regia è di Alessandro Di Battista, frontman carismatico della pattuglia grillina agli esteri. In orbita infrastrutture invece, la lotta No Tav è in cima alla lista del Movimento, da mesi assurto a principale referente politico dei valsusini. Il senatore Marco Scibona dirige la battaglia parlamentare che annovera un’interpellanza al governo sulla liceità del cantiere della Maddalena, un disegno di legge per la cancellazione degli accordi franco-italiani e la proposta di istituire una commissione d'inchiesta. Quest’ultima il M5s la vorrebbe pure sulla ricostruzione post terremoto in Abruzzo e per il caso Montepaschi, «al fine di far luce sulle responsabilità politiche della vicenda».

WORK IN PROGRESS. In fase di elaborazione c’è un testo di legge per la graduale soppressione dell’Irap, ma l’attesa di media e attivisti è rivolta alla proposta chiave del Movimento, il reddito di cittadinanza. Il cavallo di battaglia sventolato da Grillo in campagna elettorale è oggetto di studio da parte di una trentina tra deputati e senatori. Si lavora sulle cifre (600 euro mensili), sulle modalità di erogazione e sulla copertura dell’operazione (tra i 30 e i 40 miliardi di euro annui). Il reddito di cittadinanza, assicura la senatrice Nunzia Catalfo, «sarà al centro di un contesto di politiche attive volte al reinserimento lavorativo, non sarà un semplice sussidio o una social card al cittadino».

Twitter: @MarcoFattorini

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