Il Nazareno, sede del Pd dove si vedono Renzi e il Cav

I luoghi “sacri” dei partiti

Partiti Edifici
4 Giugno Giu 2013 1517 04 giugno 2013 4 Giugno 2013 - 15:17

L’identità in un partito politico è l’elemento caratterizzante. Quello che più di tutti lo definisce in quanto tale e al tempo stesso ne traccia il profilo, evidenziandone i contorni che di fatto lo rendono unico. Non si tratta solo di ideologia, c’è dell’altro. Parliamo di simboli, espressioni, volti ma soprattutto luoghi. Sì perché nell’immaginario collettivo, da sempre, ad un partito politico si è accompagnata una connotazione geografica forte, diventata poi un unicum con la tradizione e la storia di esso. Succede oggi come in passato. Abbiamo voluto analizzare i casi più significativi che hanno segnato la storia della cronaca politica tra prima e seconda Repubblica.

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Renzi e Berlusconi si incontreranno in una sala dove è appesa questa foto che ritrae Fidel Castro e Che Guevara giocare a golf

Il caso più recente è quello del Partito democratico. Secondo quanto si legge sul sito ufficiale del Pd, la sede della segreteria si trova in via Sant’Andrea delle Fratte. Tuttavia per convenzione nel gergo giornalistico, e non solo, si tende ad identificare il partito con la dicitura Largo del Nazareno o più semplicemente Nazareno. Ecco cosa riporta il sito dell’enciclopedia italiana Treccani.

Largo del Nazareno loc. s.le m. inv. Per metonimia topografica, il Partito democratico, che ha la sede nazionale in Largo del Nazareno a Roma.  Svolta del Pd: oggi il Partito democratico presenterà una nuova proposta di legge sulla riforma elettorale. Il doppio turno resterà negli archivi degli atti parlamentari: per assecondare l’appello di Giorgio Napolitano a Largo del Nazareno stanno mettendo a punto un nuovo testo. (Maria Teresa Meli, Corriere della sera, 31 luglio 2012, p. 7) • Ora, però, il disegno di Monti sta assumendo un profilo un po’ diverso rispetto a quello immaginato dai democratici. Secondo i vertici di Largo del Nazareno rischia di connotarsi come una sfida diretta. Che può compromettere le future alleanze e assegnare un diverso equilibrio istituzionale. (Claudio Tito, Repubblica.it, 19 dicembre 2012, Pubblico)

 

È un copione che si ripete questo, perché anche in passato alcuni dei principali partiti politici venivano identificati con il nome della via in cui vi era la sede della segreteria nazionale. Tra le più note c’è  via delle Botteghe Oscure da cui il nome popolare attribuito al palazzo storico che ha ospitato la sede centrale del Partito Comunista Italiano, dalla sua fondazione allo scioglimento. Nell’autunno del 1946, a pochi mesi dal referendum che sancì la nascita della Repubblica, il Pci acquistò il palazzo al civico numero 4 per trenta milioni di lire. Una cifra enorme per quell’epoca, che serviva però a dare al partito una sede in grado di competere con quella della Democrazia Cristiana. 

 

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Alla Democrazia Cristiana è legato il nome di Piazza del Gesù, dove si trova il palazzo Cenci Bolognetti. Occupato dai democristiani nel giorno stesso della Liberazione, il palazzo divenne per sempre la sede storica della segreteria nazionale del partito, fino al suo scioglimento nel 1994. Di recente il palazzo in cui ha perfino vissuto Alcide de Gasperi è stato affittato, ironia della sorte, al settimanale satirico “Il Male” diretto da  Vauro Senesi e Vincenzo Gallo. Una riedizione dell’omonimo giornale che negli anni 70-80 ebbe nella Dc uno dei suoi bersagli principali.

Cenci Bolognetti

Altro luogo di culto della politica italiana della prima Repubblica è rappresentato dal civico 476 di Via del Corso, altrimenti noto come la sede del Partito Socialista Italiano. Molte leggende si sono diffuse sul quartier generale di Bettino Craxi e soci: ascensori parlanti, porte a specchio e inquietanti quadri di Deanna Frosini. Ma anche la portineria blindata, l’appartamento di Martelli con camino e vista su piazza di Spagna e l’ufficio con terrazzo dello stesso Craxi. Nel 1994 però il Psi, colpito da una pesante crisi finanziaria a causa della crisi politica, dovette vendere la sede di via del Corso.

Icona simbolo della destra italiana, che fu Movimento Sociale prima e Alleanza Nazionale poi, è il palazzo Boncompagni-Ludovisi sito in Via della Scrofa. Fu il leader Giorgio Almirante ad inaugurare la sede il 17 dicembre 1984: un immobile di 850 metri quadri che costò al partito poco più di tre miliardi di lire. Qui la destra “pura” ci restò per quattordici anni. Anni dell’ultima stagione di Almirante e della prima di Gianfranco Fini. Ma anche Mani pulite, il referendum per il maggioritario e l’alleanza con il mai troppo amato Silvio Berlusconi. Sono i locali dello sdoganamento dall’eredità fascista, dell’ideazione della svolta di Fiuggi con il passaggio ad An e la scissione di Pino Rauti, divenuto poi capo del Msi - Fiamma tricolore.
Tra gli aneddoti più significativi si ricorda un caffè bevuto, proprio in via della Scrofa, il 25 aprile 1993 da Fini e Cossiga, che fece parlare di una simpatia dell’ex presidente della Repubblica nei confronti di un partito che stava cambiando. Nel 1994 il partito decide di trasferirsi in via Nazionale 82, convinta del fatto era necessaria una sede più grande per ospitare un partito che in quegli anni era cresciuto in voti e peso politico.

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