Casaleggio a Cernobbio: non era il Bilderberg italiano?

Un grillino al Forum Ambrosetti

Cernobbio Villadeste
6 Settembre Set 2013 0900 06 settembre 2013 6 Settembre 2013 - 09:00

Mentre i suoi parlamentari si spendono in lotte alla casta e strali contro i poteri forti di politica ed economia, Gianroberto Casaleggio approda a Cernobbio in qualità di invitato al Forum Ambrosetti. Desta sorpresa il fatto che il cofondatore del Movimento Cinque Stelle figuri tra gli ospiti del paludato think tank, culla dell’establishment internazionale che a settembre si dà appuntamento in riva al lago di Como. Qui, tra relatori di prestigio, massimi sistemi ed entrature strategiche, i partecipanti sborsano oltre diecimila euro per trascorrere tre giorni e tre notti nella villa-hotel prestata alle conferenze.

Da venerdì a domenica sfileranno i vari Mario Monti, Enrico Letta, Angelino Alfano, Marco Tronchetti Provera, Giulio Tremonti, Paolo Scaroni, Corrado Passera. E ancora la direttrice dell’FMI Christine Lagarde, il senatore Usa John McCain, l’ex premier spagnolo Josè Aznar, il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Bastano pochi nomi per capire che a Cernobbio banchetta il Gotha della politica e della finanza tanto inviso al Movimento. Questa volta il guru fa il suo ingresso a Villa d’Este coi galloni di manager per parlare di democrazia diretta e new media, con buona pace degli attivisti Cinque Stelle che considerano quello di Cernobbio “Il Bilderberg italiano”. Senza dimenticare che pochi mesi fa i deputati Carlo Sibilia e Paolo Bernini volarono in Inghilterra a proprie spese per documentare dall’esterno la riunione del Bilderberg, quello vero.

Resta a piedi pure Claudio Messora, che Casaleggio ha voluto al Senato in qualità di responsabile comunicazione dei Cinque Stelle. Un anno fa il blogger di area grillina cannoneggiava il forum Ambrosetti dal suo blog e dal pulpito del talk L’Ultima Parola. «Cernobbio è come il Bilderberg - chiosava - ci vanno i soliti noti e vige la “Chatham House Rule”, regola del “si dice il peccato ma non il peccatore”, cioè voi chiacchierate quanto volete, poi quando si esce non si può fare il nome di chi ha detto quella cosa». E ancora: «Questa è gente che dovrebbe essere eletta da noi per amministrarci nel nostro esclusivo interesse, ma siccome a noi la verità non la dicono, hanno bisogno di chiudersi in uno stanzino e, al riparo da occhi indiscreti, come cospiratori qualsiasi, raccontarsela finalmente giusta per sfogarsi un po’. È ammissibile? Trasparente un paio di palle».

I tempi cambiano. Da alcuni mesi il guru stellato ha ricominciato a mettere il naso fuori dal fortino milanese della Casaleggio Associati accreditandosi pubblicamente come leader del Movimento. Prima il blitz al Quirinale, poi le interviste a Corriere della Sera, Gianluigi Nuzzi e Wired. Ora è disposto a sporcarsi le mani nel tempio dei poteri forti tra banchieri, capitani d’industria e politici di lungo corso. La sua presenza scomoda anche lo stesso Messora che, chiamato in causa nelle ultime ore, fa retromarcia: «Casaleggio andrà lì per dire cose che nessuno ha mai detto in quel luogo, in apertura dei lavori e davanti a Letta seduto in prima fila. Dunque forse in questo caso si può opinare che il fine giustifichi il mezzo». A Cernobbio, insieme alla coerenza grillina, ci sarà anche Machiavelli.

Twitter: @MarcoFattorini

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