«Il turismo in Italia va rifondato come una startup»

Intervista al fondatore di Lookals

Roma 2
10 Settembre Set 2013 0715 10 settembre 2013 10 Settembre 2013 - 07:15
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Siamo nell’era del turismo mordi-e-fuggi, nell’epoca del low cost. La crisi ha cambiato il modo in cui viaggiamo. Non ci sono più vie di mezzo: a fronte di un ristretto gruppo di journeymen impegnati in lunghe trasferte pianificate o avventurose, sempre alla ricerca di nuovi percorsi e nuove vie per approfondire la conoscenza del luogo di destinazione, sono sempre di più i viaggiatori da trolley, in grado di visitare una capitale in 48 ore o un intero stato in poco più di una settimana. Per la maggior parte di noi, dunque, qualcosa forse si sta perdendo.

Non è detto, comunque, che non si possa trovare una via di mezzo, un antidoto alla superficialità. Qualcosa che possa coniugare le esigenze economiche e l’autenticità di un viaggio vissuto in profondità, addentrandosi nella cultura del luogo in cui ci si sta recando. È esattamente questo che sta provando a fare Lookals, startup basata a Berlino ma con forti radici in Italia: i co-fondatori, Marco Vismara (28) e Viviana La Colla (28), sono entrambi italiani, così come Peppe Sirchia, già anima del progetto Meedori, che gestisce la parte tecnica direttamente da Catania.

«L’inizio della storia di Lookals è la fine del viaggio di Klas, che al ritorno a Berlino dopo un soggiorno in Italia, si trova ad affermare davanti ai suoi increduli amici italiani “voglio diventare comunista”», racconta oggi Vismara. La presunta svolta politica del ragazzo tedesco, però, ha radici più nello stomaco che nella mente. «A Bologna, Klas è rimasto folgorato da un’indimenticabile serata trascorsa alla Festa dell’Unità, lo storico festival della sinistra italiana, in un mix di cucina popolare, vino rosso e proposte culturali». Una scoperta inaspettata, arrivata solo grazie all’incontro fortuito con uno studente locale, terminato seduti ad una tavolata di legno, davanti ad una porzione di lasagne e una caraffa di vino della casa.

Lo scopo di Lookals è proprio quello di offrire esperienze selezionate ed autentiche al di fuori delle consuete rotte turistiche, ma non per questo di minor fascino per il viaggiatore. La startup ha lanciato poche settimane fa la versione beta del suo sito: per il momento, le proposte sono tutte concentrate a Roma e dintorni, in quella che secondo Vismara è l’area ideale per iniziare a proporre il servizio. Oggi si può scegliere tra una visita al lago Nemi, dove si celebra il Culto di Diana Nemorensis (60€), un’originale visita panoramica a bordo dei tram (45€), un’esplorazione del Colombario di Pomponio Hylas o del Mitreo del Circo Massimo (8€).

«Le prime guide locali le abbiamo “reclutate” tramite il passaparola», prosegue Vismara. «Ad oggi stiamo instaurando delle partnership strategiche con servizi simili al nostro che operano però in altri settori sempre legati al turismo, oltre a mettere a punto una strategia di vendita studiata ed elaborata nel tempo. Siamo presenti alle fiere di settore e ci rivolgiamo ad enti ed organizzazioni che già fanno questo lavoro attivamente. Lo scopo è quello di incanalare tutti i flussi turistici - parlando di turismo esperienziale, non di hotel booking o simili - all’interno della piattaforma, per far sì che ogni professionista locale sia facilmente rintracciabile e possa promuovere attivamente il proprio territorio».

Da una parte ci sono le guide, dunque. Dall’altra, ovviamente, i viaggiatori. «Il turismo sta cambiando e vorremo contribuire a fare in modo che cambi in meglio. Sfruttando il potenziale tecnologico che abbiamo a disposizione, unito alle eccellenze del Belpaese - le guide turistiche, le associazioni culturali, ed un territorio che non ha eguali al mondo in termini di storia, arte, letteratura, vogliamo incentivare i viaggiatori a tornare in Italia offrendo loro un servizio semplice da utilizzare e che soddisfi a pieno le loro esigenze: dalla ricerca alla prenotazione ed ai pagamenti».

Lookals cerca dunque di creare due community, una di domanda e una di offerta, e di metterle in collegamento attraverso la piattaforma. Ad ogni transazione, il sito trattiene una percentuale attorno al 10 per cento. La startup è stata avviata a Berlino, come dicevamo. La capitale tedesca negli ultimi anni ha superato Roma per numero di turisti, diventando la capitale più visitata d’Europa. Nei primi sei mesi del 2013, 5,3 milioni di visitatori sono transitati dalla capitale tedesca. E se ne attendono 11 milioni entro la fine dell’anno. Un afflusso da 26 miliardi di pernottamenti che, nel solo 2011, ha fornito dieci miliardi di euro di introiti alle casse statali.

Merito di investimenti consistenti ma oculati. «Berlino è una bellissima città, dove si respira la storia e si vive nella modernità. I trasporti funzionano in maniera impeccabile e c’è un grande senso civico, pur essendo una capitale multiculturale. Allo stesso modo, la Germania è una nazione interessante con molti anni di storia da raccontare», spiega Vismara, che però rilancia. «Tuttavia, noi siamo l’Italia. Ad ogni nostro passo calpestiamo millenni di storia. Abbiamo un numero di siti patrimoni dell’Unesco che nessun altro Paese al mondo ha. Fatichiamo ad averne cura ed a promuoverli all’estero. I fondi spesso e volentieri vengono sprecati, letteralmente buttati e di testimonianze ce ne sono tante».

La soluzione è sempre quella: agire. A livello statale e personale: «Personalmente credo che si dovrebbe investire molto di più nella promozione del nostro inestimabile patrimonio, creare un sistema di infrastrutture che faciliti i movimenti e smettere di parlare a fiere e convegni ed iniziare anche ad ascoltare le richieste ed i consigli delle guide e degli addetti ai lavori. Chi meglio di loro può dire cosa serve e come farlo? Noi con Lookals nel nostro piccolo vorremmo poter contribuire alla crescita ed alla promozione dell’Italia, in Italia e all’estero. Ma se tutti gli italiani, nel loro piccolo, iniziassero a raccontare quanto sia bello il nostro Paese, potrebbero forse smuovere qualcosa e far si che sempre più viaggiatori scelgano l’Italia come meta per i loro soggiorni», conclude. 

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