PayPal ora fa microcredito e diventa socio delle pmi

Finanziamento in tempi di credit crunch

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10 Ottobre Ott 2013 0800 10 ottobre 2013 10 Ottobre 2013 - 08:00
Messe Frankfurt

In un momento in cui trovare fondi per le start up e microimprese è sempre più difficile, PayPal ha deciso di entrare nel mercato dei prestiti. Lo farà per ora per le imprese che già si appoggiano al suo sistema di pagamenti online per vendere prodotti. Non è una novità assoluta, dato che già Amazon e Kabbage hanno istituito programmi di finanziamento. Ma è comunque nuovo da molti punti di vista. Due su tutti: i prestiti possono arrivare in pochi minuti e il recupero avviene in maniera automatica, ed è direttamente collegata al venduto generato. 

Il sistema funziona così: viene applicata una quota fissa di prelievo sui ricavi, stabilita all’inizio, e non ci sono altre tasse da pagare né interessi periodici prefissati. Una volta accettati i termini e le condizioni del finanziamento, la somma viene erogata immediatamente. Questo può avvenire perchè la società è già a conoscenza dello storico delle vendite on-line dei suoi clienti, così come dei flussi di entrate nelle loro casse. L’importo del prestito, gestito da WebBank perché PayPal non può farlo direttamente, è pari al massimo all’8% delle entrate annuali del richiedente. Visto che il tetto per i commerci su PayPal è di 250mila dollari, il prestito non potrà superare i 20mila dollari (15mila euro circa). 

I pagamenti vengono effettuati automaticamente, trattenendo una cifra che va dal 10% al 30% degli incassi, man mano che si realizzano tramite PayPal. Per esempio, la commissione potrebbe essere di 281 dollari per un prestito di  8mila euro (3,25%), con un rimborso del 30% delle entrate, oppure di 947 dollari (11,83%), con un rimborso del 10 per cento. 

Ovviamente, nel caso venissero a mancare le entrate all’imprenditore in un dato periodo, non ci sarebbe nemmeno il prelievo. «Parlando con i commercianti, ho potuto vedere che molti si loro sono strettamente vincolati al capitale» dice Brian Grech, che si occupa di risk-management per le Pmi di PayPal. «In molti casi l’opzione migliore per loro sarebbe una carta di credito personale o di un anticipo in contanti. Soluzioni molto costose che ci aspettiamo di sostituire completamente col nuovo tipo di prestito». Per il momento i prestiti riguarderanno 90mila commercianti, una piccola parte di quelli che si servono di PayPal.

Il progetto finirà nel 2014 e dopo averne analizzato i lati positivi e le criticità, PayPal prevede di lanciare una versione più grande del programma.  

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