Storie di galline, scimmie, elefanti e visoni italiani

“Storie della settimana”

Visoni Liberati 0
22 Dicembre Dic 2013 1730 22 dicembre 2013 22 Dicembre 2013 - 17:30

Storie Della Settimana 8Galline troppo strette in gabbia, visoni destinati alle pellicce, animali da circo maltrattati, pappagalli sfrattati. Non siamo nel libro della giungla, ma tra le pagine dei giornali italiani. Con una buona notizia: in molte città sono stati vietati i botti tipici del periodo natalizio per evitare incidenti, e non spaventare gli animali.

La settimana faunistica italiana ha il suo clou con la confessione della liberazione di tre visoni destinati a diventare pellicce da parte degli attivisti della associazione Essere Animali. Un atto di «disobbedienza civile» con l’obiettivo di riaccendere in Italia il dibattito sul tema e fare pressione per l’approvazione di una legge che vieti gli allevamenti dei cosiddetti animali da pelliccia. Dal Corriere.it

... Nel breve video si vedono le diverse fasi che hanno portato alla liberazione dei tre animali avvenuta l’estate scorsa. Prima l’ingresso degli attivisti nell’allevamento (di cui Essere Animali non fornisce indicazioni), l’apertura delle gabbie dove sono tenuti i visoni, il trasporto fuori dall’allevamento, la liberazione vicino ad un fiume (anche in questo caso nessuna localizzazione precisa). «È incredibile vedere come questi animali, che sono nati e cresciuti prigionieri, ritrovino immediatamente l’istinto per la vita in libertà – dice Montuschi – I visoni dovrebbero vivere nei boschi e lungo i fiumi, costringerli in una minuscola gabbia, ucciderli inserendoli in una camera a gas dove moriranno anche dopo 2 minuti di tremenda agonia e infine scuoiarli per poterne vendere la pelliccia è una pratica crudele che deve essere subito vietata». CONTINUA A LEGGERE

TRE visoni liberi from Essere Animali on Vimeo.

A Godega di Sant’Urbano, in provincia di Treviso, due imprenditori sono finiti sotto inchiesta per maltrattamenti sugli animali. Il motivo: le galline ovaiole vivevano troppo strette nelle gabbie. Da La Tribuna di Treviso

È nato come un controllo sanitario per l’eccessiva presenza di mosche attorno allo stabilimento, si è trasformato in un’indagine che ha portato due imprenditori a processo per maltrattamenti sugli animali. La vicenda riguarda la “Società nuova aurora” di Godega di Sant’Urbano, sede in via San Marco. Dopo mesi di lamentele dei residenti della zona per l’invasione di mosche, con tanto di lettere al sindaco, polizia locale e personale veterinario dell’Usl effettuano un controllo nell’allevamento di galline di proprietà di Tiziano Toffoli e Luciano Casagrande. È luglio del 2011. All’interno di uno dei capannoni c’è «una situazione alquanto precaria dal punto di vista dell’igiene», come riferito ieri in aula da uno degli ispettori che hanno eseguito quel controllo. CONTINUA A LEGGERE

Ma se a Godega le galline continueranno a vivere nell’allevamento, anche se più larghe, in Sicilia 1.200 animali della Parco della villa d’Orléans saranno sfrattati. Da Resto al Sud

Ci vorrà una vera “arca di Noè” per liberare il Parco ornitologico di Villa d’Orléans a Palermo. Mille e 200 animali, tra cui molte specie protette, dovranno essere sgomberati al più presto dal sito su ordine della Regione Sicilia, ente titolare dell’area. Alla fine ne resteranno solo 200. E’ l’epilogo di un contenzioso tra la stessa Regione e la ditta proprietaria degli esemplari che fa capo a Nicola Lauricella. I fondi a disposizione per Villa d’Orléans erano già stati dimezzati in passato a 280 mila euro, mentre l’attuale governo regionale li ha praticamente azzerati rivendicando la proprietà della fauna del parco, che invece, è stata riconosciuta alla ditta che lo gestisce.

Tra gli animali ci sono pappagalli, scimmiette Uistiti’ (le più piccole al mondo), aironi, pellicani, gufi, fagiani, ma anche oche, cigni, gru, aquile, fenicotteri corvi e avvoltoi, senza contare altri ospiti come pesci, tartarughe, daini e antilopi. Ora dovranno tutti essere trasferiti in altre aree protette italiane, ma anche in Germania e in Olanda. Villa d’Orléans sarà praticamente svuotato della sua preziosa fauna e la protesta è scattata soprattutto su facebook dove decine di utenti hanno inondato la fan page del parco di messaggi di rabbia e amarezza. CONTINUA A LEGGERE

Stanno messi sicuramente peggio le bestiole del Circo Medrano. Un’ispezione della Lav sotto i tendoni, autorizzata dalla magistratura, ha permesso di trovare elefanti lasciati al freddo, tigri rinchiuse in spazi angusti e canguri con disturbi del comportamento. Da L’Espresso

Elefanti esposti al freddo (anche se la normativa impone di custodirli ad una temperatura di almeno 20 gradi), tigri rinchiuse in gabbie strette e canguri con comportamenti stereotipati.
Queste le condizioni in cui sono stati trovati gli animali del circo Medrano dai responsabili della Lac (Lega abolizione caccia) e della Lav (Lega anti vivisezione), nel corso di un’ispezione autorizzata dalla magistratura.
Una mancanza di rispetto per gli animali che potrebbe costare cara al circo in questione. Albertino Casartelli, rappresentante di quella che nel Principato di Monaco è stata definita «la più grande famiglia di circo di alto livello in attività», è stato infatti rinviato a giudizio con l’accusa di maltrattamento di animali (reato contemplato dall’articolo 544 ter del codice penale). CONTINUA A LEGGERE

Per chiudere, una buona notizia di Natale: si sta diffondendo, da Nord a Sud, l’abitudine da parte dei sindaci di emanare ordinanze che vietino i botti di Natale e Capodanno. I motivi, nella maggior parte dei casi, hanno a che fare con la prevenzione degli incidenti. Ma anche cani, gatti, piccioni e famiglia vi ringrazieranno. Succede a Fabriano (dal Corriere Adriatico): 

No ai botti e ai fuochi di Capodanno, ma non per l’austerity bensì perché spaventano gli animali. Una scelta che andrà a unire l'amministrazione comunale della città della carta a tante altre realtà che aderiscono alla campagna (in collaborazione con il servizio veterinario - Area Vasta n.2, la Lav-Lega anti vivisezione delle Marche e l'Associazione animalisti italiani sede di Fabriano) di sensibilizzazione in difesa degli animali: "Stop ai botti di Capodanno". Niente spettacolo pirotecnico, ma spazio al classico brindisi collettivo il 31 dicembre con spumante e panettone. CONTINUA A LEGGERE

E a Cosenza (dal Corriere della Calabria):

Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, così come aveva deciso negli anni scorsi, ha emanato un'ordinanza con la quale si vieta l'utilizzo dei botti natalizi dal 23 dicembre al 2 gennaio su tutto il territorio comunale. L'ordinanza è finalizzata ad evitare che l'utilizzo dei botti possa provocare danni a persone e cose. Il divieto riguarda l'utilizzo di qualsiasi tipo di materiale pirotecnico in «luogo pubblico o in luogo privato da cui possa cadere su luoghi pubblici». CONTINUA A LEGGERE

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