Supermercati, la crisi fa più male ai gruppi francesi

La spesa degli italiani

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13 Gennaio Gen 2014 0930 13 gennaio 2014 13 Gennaio 2014 - 09:30
WebSim News

Un recente studio curato da Mediobanca (“L’Annuario R&S”) fa il punto con lo scenario nel quale si trovano a operare cinque grandi gruppi presenti nella Penisola (colpisce l’assenza di Conad nell’analisi). Emerge così che il 2012 (ultimo consuntivo disponibile) si è chiuso con vendite in calo dello 0,4% sull’anno precedente, a quota 31,1 miliardi di euro. Un dato insolito per un settore abituato al segno positivo, per quanto senza balzi da un esercizio all’altro. Quasi tutti i player analizzati risultano in flessione: Carrefour (gli interessi italiani ammontano al 6,6% dei 76,8 miliardi mondiali) cala del 5,8%; Auchan-Sma (aggregato italiano al 10,9% del dato internazionale, pari a 46,9 miliardi) cede l’1,3%, mentre per Gecos (marchio Pam) e Coop la contrazione è limitata rispettivamente allo 0,6 e allo 0,1%. In controtendenza si muove Esselunga (famiglia Caprotti), che mette a segno un progresso del 4,5%. Queste variazioni non modificano comunque le posizioni principali, con la Coop ancora in testa nella classifica per fatturato, davanti a Esselunga.

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Se si allarga lo sguardo al periodo 2008-2012 emerge una crescita delle vendite di settore limitata a un modesto 0,4%, e anche in questo caso i risultati migliori sono appannaggio di Esselunga, davanti a Coop, con i due gruppi francesi in coda. Un dato, quest’ultimo, che risente della riduzione di punti vendita nel nostro Paese da parte degli operatori transalpini.

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Il quadro economico‐finanziario dei principali operatori della Gdo in Italia

 

 

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Risultato netto cumulato (2008‐2012, milioni di euro)

 

Caprotti, un gioiellino di efficienza e il nodo della successione

Il gruppo messo in piedi da Bernanrdo Caprotti risulta essere anche il migliori in termini di ricavi al metro quadro di superficie (calcolato sui soli punti vendita di proprietà), con oltre 16.400 euro, un dato in costante crescita negli ultimi anni. Mentre gli altri gruppi si collocano tra i 6.800 euro al metro quadro di Coop e i 4.800 di Gecos. Anche esaminando il fatturato per punto vendita il quadro non muta: primeggia Esselunga a oltre 47 milioni nel 2012 (+12,2% sul 2008), di fatto il fatturato annuo di una media impresa italiana, davanti ad AuchanSma (14 milioni, 7% sul 2008).

I primati dell’azienda lombarda si trovano ora a fare i conti con un difficile passaggio di testimone, dopo che lo scorso 23 dicembre il fondatore (88 anni, di cui 62 trascorsi al lavoro) ha lasciato le deleghe operative ai manager, conservando un posto nel consiglio d’amministrazione. Una carriera di successo, la sua, che in mezzo secolo ha visto crescere Esselunga da 15 punti vendita a ben 144, con 20mila dipendenti e quasi 7 miliardi di ricavi.

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Bernardo Caprotti, patron di Esselunga

Al momento le redini sono in mano ai top manager dell’azienda, anche se sugli assetti proprietari e direttivi incombe la causa legale tra lo stesso Caprotti e i due figli di primo letto, che lo accusano di averli estromessi in maniera fraudolenta dalla holding di controllo. Il rischio è che la situazione di confusione presti il fianco all’arrivo di un gruppo straniero, con l’inglese Tesco e la statunitense Wal-Mart che già in passato si sono mostrate interessate all’acquisto.

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Fatturato per mq e variazioni % sul 2008

 

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Fatturato per punto vendita e variazioni % sul 2008

 

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Dipendenti per 1000 mq di superficie e variazioni % sul 2008

 

Vento di novità per le cooperative

La transizione verso il post-crisi ha spinto la Coop a un cambiamento epocale nei mesi scorsi. Lo storico presidente Vincenzo Tassinari ha lasciato il posto a Marco Pedroni (già numero uno di Coop Consumatori Nordest), che si trova a dirigere un gruppo rinnovato anche nella governance: al posto del sistema duale composto da un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza oggi c’è solo il cda.

A lui spetta il compito di proseguire sulla strada della crescita sul fronte del fatturato e cercare soluzioni per reagire alla crisi dei consumi, che negli ultimi anni ha inciso negativamente sui margini, pur con sensibili differenze tra le diverse cooperative che ne fanno parte. Sarà interessante capire la risposta dei consumatori al recente lancio dell’e-commerce non food, con un assortimento di circa 7mila prodotti non presenti nei punti vendita “fisici”. Dal successo o meno dell’iniziativa potrebbero dipendere molte strategie future dei player di settore, mai come ora attenti al tema dei costi.

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Fatturato 2012 delle Coop

 

 

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Mon / Fatturato (in %)

 

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Saldo finanziario e svalutazioni nel 2012 (nove Coop, milioni di euro)

 

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Risultato netto 2012 (milioni di euro)

 

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