I 10 lavoratori che le aziende italiane non trovano

In Italia la difficoltà di trovare figure specializzate è aumentata dal 17 al 34% in un solo anno

Lavori
8 Giugno Giu 2014 1730 08 giugno 2014 8 Giugno 2014 - 17:30
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In un mondo in cui esistono quasi 200 milioni di disoccupati, di cui oltre 3 milioni solo in Italia, il 36% delle imprese dichiara di essere in difficoltà nel reperire sul mercato figure professionali qualificate soprattutto in ambito tecnico e ingegneristico, ma anche amministrativo, finanziario e commerciale. Lo dice la nona Talent Shortage Survey, l’indagine condotta da ManpowerGroup, che coinvolge circa 37mila aziende in 42 Paesi diversi. Compresa l’Italia. Le aziende nostrane segnalano un aumento, dal 17 al 34% in un solo anno, della difficoltà di reclutare talenti qualificati soprattutto in ambito tecnico/produzione, amministrativo e commerciale. La percentuale più alta dall’inizio della crisi.

Le dieci professioni mancanti
Le professioni più richieste e difficili da trovare in Italia sono dieci: troviamo profili di produzione e tecnici specializzati, in particolare nel settore meccanico, elettromeccanico, elettronico, dell’IT e del mondo digitale. «Le lavorazioni della meccanica di precisione, di cui l’Italia è leader, sono un esempio di come una professionalità si stia evolvendo in un contesto sempre più tecnologico, così come nel settore digital oggi cerchiamo figure professionali che sei mesi fa non esistevano», spiega Stefano Scabbio amministratore delegato di ManpowerGroup Italia e Iberia.

Ma non mancano solo queste figure iperspecializzate. Tra le figure difficili da trovare ci sono anche segretarie, assistenti di direzione, assistenti amministrativi e personale di back office, ma anche addetti alle vendite, personale alberghiero e autisti. 

Talent Shortage 0

Mancano competenze tecniche e soft skills
Tra le carenze riscontrate dalle aziende interpellate, ci sono le competenze tecniche (hard skills), l’esperienza e le competenze trasversali (soft skills). Per i diversi ruoli aziendali vengono richieste competenze trasversali, spiega Stefano Scabbio Amministratore Delegato di ManpowerGroup Italia ed Iberia, che sono «collaborazione, innovazione, visione d’insieme e integrazione organizzativa». Qualità importanti per realizzare «una nuova concezione di azienda “agile”».

Quali soluzioni adottano quindi le aziende per far fronte alla mancanza di alcune figure professionali? L’idea che emerge è quella di adottare strategie non tradizionali. Lo dice l’80% delle aziende, in cerca di soluzioni innovative per la valutazione delle competenze e per il reclutamento di nuovi talenti. Dalle risposte emerge che la formazione interna, i modelli lavorativi, per tracciare e monitorare lo sviluppo dei giovani talenti e preparare piani di successione, e le tecniche di recruiting, per attrarre giovani talenti anche dall’estero, dovranno essere le mosse prioritarie.

 

 

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