Renzi snobba il Meeting, ma deve molto a Cielle

“Ciellino” sin da giovane. I rapporti con la Cdo Toscana. I voti alle primarie di Firenze e del Pd

Lupi Renzi
19 Agosto Ago 2014 0015 19 agosto 2014 19 Agosto 2014 - 00:15

Al Meeting 2014 di Comunione e Liberazione sono già partite le scommesse. Tra le anime cielline c’è infatti chi sostiene che quest’anno, al posto del presidente del Consiglio Matteo Renzi, potrebbe esserci un altro esponente di rilievo del centrosinistra, quel Pier Luigi Bersani da sempre in ottimi rapporti con il movimento di Don Giussani. Bisogna partire da qui, da questo azzardo di metà estate, per comprendere i motivi che hanno spinto l’attuale segretario del Partito Democratico a non presentarsi tra gli stand della Fiera di Rimini. C’è chi dice che siano semplici problemi di agenda, ma in realtà, dopo gli scandali e le inchieste nella regione Lombardia di Roberto Formigoni degli ultimi anni, in molti sono convinti che Renzi abbia voluto marcare le distanze da Cl puntando invece sul più blando e pudico raduno degli scout dell’Agesci. «Vuole fare il cattolico adulto come Prodi» ironizza un ciellino milanese che ricorda come non sia stato solo il premier in carica a decidere di non passare dalle spiagge romagnole. Perché in realtà il Movimento di Don Giussani è spaccato sulla figura dell’ex rottamatore fiorentino. 

Da un lato lo appoggia al governo con il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, dall’altra però non si fida abbastanza, soprattutto dopo il doppio siluramento di Mario Mauro dall’esecutivo, sia nel passaggio da quello di Enrico Letta sia in commissione affari istituzionali. Si mormora che lo stesso Giorgio Vittadini, fondatore della Fondazione per la Sussidiarietà, deus ex machina della Compagnia delle Opere, uomo pratico ma di poche parole, non si sia mai troppo convinto delle «sparate di Matteo». Anche se in un'intervista a Repubblica di martedì 19 agosto ha smorzato i toni: «Cl tifa per lui», ha spiegato. Ma è anche in questo dualismo che si gioca il rapporto tra cielle e Renzi. Non a caso Mauro va ripetendo che tra i ciellini ci sono molti renziani.

O ancora che i rapporti tra Cl e l’ex sindaco di Firenze sono di lunga data. A onor del vero al Meeting del Renzi c'è già stato, sia nel 2007 sia nel 2008 quando presentò un libro insieme con Denis Verdini. Tanto che nei giorni di insediamento del nuovo esecutivo, correva il giorno 20 febbraio 2014, un suo ex compagno di scuola, tale Giacomo Forni, parlò alla trasmissione radiofonica un Giorno da Pecora in questo modo: «Ero il suo avversario politico al Liceo Dante di Firenze, eravamo entrambi rappresentanti d'istituto, lui con la lista che noi definivamo di CL e io con quella di sinistra». «Perché dice lista di Cl?» domandarono i giornalisti: «Nei volantini c'erano le frasi di Don Giussani, e una volta il nostro capolista li accusò di essere di Cl. Matteo rispose così: "questa cosa potrebbe andar bene per me". Perché lui era notoriamente un militante di Cl, mentre gli altri dicevano di non esserlo». I rapporti tra Renzi e il movimento sono molto intensi. E non sono solo istituzionali. Da presidente del Consiglio, infatti, deve comunque confrontarsi con le cooperative bianche legate alla Cdo presenti nelle grandi opere pubbliche italiane, a cominciare dall'Expo 2015. 

Ma sono anche politici. Nel 2009 durante le primarie di centrosinistra per correre a sindaco di Firenze si ricorda ancora oggi come fu la Compagnia delle Opere e buona parte delle truppe cammellate cielline a far convergere su di lui i voti necessari per spuntarla sul rivale Lapo Pistelli, ora sottosegretario al ministero degli Esteri. Non solo. La stessa cosa pare sia accaduta pure durante le primarie del 2013 del Pd contro Bersani, quando proprio una parte di Cl tradì il vecchio compagno emiliano, da sempre sostenitore di quell’accordo storico tra cooperative bianche e rosse di cui il Meeting di Rimini è la plastica rappresentazione. Dario Nardella, attuale sindaco di Firenze, successore e fedelissimo del premier, lo disse fuori dai denti l’anno scorso: «Matteo ha rapporti con Comunione e Liberazione fin da giovanissimo. A maggior ragione da quando riveste incarichi istituzionali, ne sono stato io stesso testimone».

Sempre nel 2013, Nardella, presente quest'anno tra gli stand fieristici, si augurò che “l'amico” arrivasse nel 2014 «da leader di un centrosinistra rinnovato». Non è accaduto purtroppo. L'attuale primo cittadino parla perché parte in causa. La moglie Chiara Lanni è molto attiva nel mondo delle cooperative bianche legate alla Compagnia delle Opere. È legata a doppio filo con Con Opera, Consorzio Nazionale di Cooperative Sociali dedicate ai Servizi educativi per la prima infanzia: in pratica le aziende consorziate hanno accesso alla costruzione di scuola dell'infanzia e asilo nido. Del resto i rapporti tra Renzi e la Compagnia delle Opere della Toscana, il braccio economico del Movimento, sono di lunga data.

Il punto di snodo è al solito ”Marchino” Carrai, Richelieu dell'ex Rottamatore, presente alla Camera nel giorno di insediamento insieme con la first lady Agnese e finito nella vicenda dell'affitto pagato in via degli Alfani 8. Carrai, oltre ad aver portato alla corte di Renzi esponenti della finanza americana e nostrana, ha portato tra le mura del comune fiorentino Francesco Neri, il presidente della Cdo toscana. I due sono molto amici. Neri, caso vuole sia pure presidente presidente di Con Opera. A marzo il suo nome è finito in un'interrogazione del consigliere comunale fiorentino di Sel Tommaso Grassi. Vi si contestava l'affidamento di alcuni servizi per i musei di Firenze alla Crossmedia controllata dalla D&C di Carrai. Il Richelieu ha venduto la società poco dopo, ma nella Crossmedia compariva sempre Neri. Sia mai che Bersani vada al Meeting per ricordare di chi ci si doveva fidare alle ultime primarie del Pd...

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