«Internet, il corpo è la prossima frontiera»

Mohanbir Sawnhey, guru del marketing digitale: il mondo iperconnesso cambierà tutte le regole

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11 Novembre Nov 2014 2345 11 novembre 2014 11 Novembre 2014 - 23:45
Messe Frankfurt

Disruptive innovator. Alla fine, è questo l’unico modo in cui si può definire Mohanbir Sawnhey senza annoiare nessuno con il suo chilometrico curriculum accademico, i suoi sei saggi, il suo bouquet di consulenze che spaziano da Adobe Systems a Cisco Systems, da DuPont a Goldman Sach sino a, Johnson & Johnson, Kraft Foods e Sony e, come se non bastasse, la sua amicizia personale con il Presidente americano Barack Obama.

Nato a Kalaikunda, in India, il professor Sawnhey è uno dei più importanti esperti di marketing al mondo. In particolare, oggi, è uno dei pochi uomini che danno l’impressione di vedere il futuro, più che prevederlo. Due settimane fa, Sawnhey è stato per due giorni in Italia. L’abbiamo incontrato a Napoli, ai margini di una conferenza che ha tenuto all’Università Federico II organizzata dall’associazione Crazy for digital marketing, associazione che finanzia progetti digitali per la semplificazione e l’inclusione sociale.

«Oggi, con la banda larga, tutto è iperconnesso, dalle persone alle informazioni, dalle cose alle infrastrutture – spiega Sawnhey –.  Oggi ci sono un miliardo di computer connessi a internet, ma ci sono anche dieci miliardi di telefoni e tablet. E nel 2020, quando tutte le cose, dai vestiti alle automobili, dai frigoriferi ai distributori di benzina saranno connessi a internet ci saranno centinaia di migliaia di punti connessi l’uno con l’altro. Non ci sarà spazio, forse nemmeno alcuna possibilità di non essere connessi».

Secondo Sawhney, l’iperconnettività trasformerà la nostra vita, il nostro lavoro, il nostro consumo: «Dire che ci saranno dieci oggetti connessi per persona, vuol dire che produciamo una mole di dati che dice tutto di noi. Circa 2,5 exabite di dati ogni giorno, tanto per dare dei numeri. Una mole di dati che, per essere protetta dai cyber-attacchi ci costerà circa 100mila dollari al minuto». 

Non finisce qui, peraltro: «Se oggi accetto di avere addosso degli oggetti che producono e inviano dati su di me in tempo reale, ogni minuto della mia vita – si chiede Sawnhey, che tutto è fuorché un complottista paranoico -,  che resistenze potrò opporre il giorno che mi diranno che un microchip sottopelle terrà sotto controllo il mio tasso di glicemia, se delle lenti a contatti connesse a internet mi permetteranno di comprare qualcosa semplicemente guardandola? La prossima frontiera dell’iperconnettività è il corpo. Cominciamo ad abituarci all'idea».

Di fronte però c’è il presente. Un presente nel quale la rivoluzione digitale può sgretolare in pochi giorni rendite di posizione consolidate da decenni: «Oggi puoi fare cose impensabili anche solo pochi mesi fa – spiega Sawnhey -: puoi trovare un taxi in cinque minuti a Delhi, controllare la tua salute dal tuo orologio da polso, far partire la lavatrice col telefono, seguire i migliori corsi universitari gratuitamente, leggere qualunque libro pubblicato al mondo pagando un importo relativamente piccolo, finanziare la tua impresa senza passare dalle banche, gestire un’impresa senza aver comprato un solo computer».

Che effetti tutto questo può produrre ce l’abbiamo di fronte agli occhi: «Oggi la catena di alberghi più grande del mondo non è più Hyatt, ma Airbnb. Allo stesso modo, Amazon ha sostituto catene retail che sembravano eterne come Best Buy. Allo stesso modo è facile prevedere come il futuro dell’automobile si chiami Tesla, non certo General Motors. E come la stessa Apple sarà scalzata da aziende innovative come One Plus, che producono smartphone  di qualità superiore a prezzi molto più bassi».

Questo non vuol dire che i leader di mercato di oggi siano destinati a morte certa, ovviamente. Al contrario, ci sono numerose strategie che possono essere messe in atto per evitare di essere seppelliti dalla storia: «Un’azienda minacciata dall’innovazione, può decidere di attaccare, sfidando i propri nuovi rivali sul loro terreno, come ha fatto il canale via cavo americano Hbo, quando è stata minacciata dai televisioni in streaming come Netflix o Hulu». Un'altra strategia è quella di comprarsi l’innovatore, «come ha fatto la storica compagnia assicurativa americana Allstate con il player emergente delle assicurazioni online eSurance». Ulteriore possibilità è quella di assorbire nel proprio modello di business le innovazioni altrui, «come fanno i negozi fisici, che attraverso internet assomigliano sempre più a portali come Zalando, o a concessionari come l’iStore di Bmw o il VIsionary Store di Mercedes o l’Audicity Cyberstore, che di fatto replicano offline l’esperienza di essere in un sito web».

L’ultima reazione possibile, per Sawnhey, è quella che consiglia alle piccole e medie imprese italiane, siano esse manifatturiere o commerciali: «Adattarsi all’innovazione altrui, imparare dalla loro esperienza, incoraggiare la condivisione di idee con imprese appartenenti al medesimo settore o alla medesima filiera. E, infine, comportarsi come navi corsare, creando campagne marketing virali, creando un senso d’attesa per il prodotto, magari permettendo di comprarlo solo a chi è in possesso di un invito, o aprendo brevi e limitate finestre di vendita». Osare e rischiare, insomma. Che il futuro, purtroppo per noi, non aspetta chi rimane fermo. 

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