Foodscovery, la piazza del mercato virtuale del cibo di qualità

Due startupper pugliesi con esperienza internazionale hanno lanciato un sito che mette in contatto clienti del mondo e produttori di nicchia italiani

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25 Aprile Apr 2015 0300 25 aprile 2015 25 Aprile 2015 - 03:00
WebSim News

Si chiama market place ed è la nuova frontiera della vendita online delle eccellenze del food, qualcosa di più sofisticato – in realtà più semplice – dell’e-commerce legato al cibo italiano, che in definitiva non ha mai trovato la giusta rotta, con mille tentativi deludenti. Perché market place? Per il fatto che mette in contatto direttamente produttori italiani e consumatori finali, eliminando ogni passaggio intermedio, e garantendo capillarità e qualità dell’offerta, competitività dei prezzi, flessibilità del modello, efficienza del processo.

La prima realtà che si è lanciata sul tema ha un nome azzeccato: Foodscovery, creata da Fabio Di Gioia e Mario Sorbo, appassionati startupper con esperienza internazionale. Pugliesi doc, dopo la laurea in Bocconi si sono distinti nel settore dell’Investment Banking internazionale e delle vendite online, contribuendo al lancio nel 2012 del più noto portale di e-­commerce del Sud-Est Asiatico: lazada.com che attualmente ha 2000 dipendenti e totalizza circa 2 milioni di visite al giorno. 

Il progetto entrato a far parte dell’acceleratore di impresa Axel Springer Plug and Play grazie al quale potrà accedere ad un importante network per un ulteriore sviluppo del progetto

«Da italiani all’estero abbiamo vissuto in prima persona la mancanza del nostro cibo di qualità, everificato direttamente il fascino che questi prodotti esercitano sull’immaginario collettivo – spiega Di Gioia – a quel punto ci siamo resi conto delle potenzialità di un mercato ancora in fase di sviluppo e unendo la passione per il cibo tradizionale con le competenze maturate nel settore tecnologicamente avanzato delle vendite online, abbiamo sviluppato il progetto». Il progetto è nato grazie al supporto economico del fondo di investimento regionale “Fira” all’interno di Starthope (fondo dedicato alle imprese innovative in Abruzzo). È poi entrato a far parte dell’acceleratore di impresa Axel Springer Plug and Play - joint venture tra il gruppo editoriale tedesco Axel Springer e il famoso acceleratore della Silicon Valley Plug and Play -  grazie al quale potrà accedere ad un importante network per un ulteriore sviluppo del progetto. Anche Techstars, il più importante mentorship-­driven startup incubator americano, ha manifestato interesse per Foodscovery.

«Il nostro impegno a scoprire le migliori specialità italiane, con particolare enfasi su prodotti di nicchia e presidi Slow Food, per renderle accessibili al pubblico più esigente in Italia e all’estero»

Ma cosa è Foodscovery? «Potrei dire che è il nostro impegno a scoprire le migliori specialità italiane, con particolare enfasi su prodotti di nicchia, laboratori artigianali, presidi Slow Food e specialità locali, attraverso una rete di food-scout distribuiti su tutto il territorio, per renderle accessibili al pubblico più esigente in Italia e all’estero» risponde Sorbo.  In effetti, l’innovazione del progetto si concretizza nei processi e nei canali di vendita proposti: Foodscovery si definisce online food delivery infrastructure è un vero e proprio market place cioè un sistema di vendita diretta tra produttori e utenti. Il ruolo della piattaforma è di selezionare i migliori produttori secondo alti standard qualitativi, e di proporli ad un largo bacino di utenti gestendo tutti gli aspetti dalla logistica ai flussi finanziari, al marketing e alla promozione. Questo rende il sistema accessibile anche ai piccoli produttori che normalmente non sono strutturati per affrontare un sistema di vendita online. Al tempo stesso si crea fidelizzazione dell’utenza, che può scoprire e acquistare direttamente prodotti autentici di eccellenza gastronomica, irraggiungibili – a meno di essere nelle vicinanze - senza Foodscovery. Il meglio, nella massima comodità. 

È la diretta connessione tra produttore e cliente a differenziare questo sistema rispetto ad altri siti tradizionali di e-­commerce

È proprio la diretta connessione tra produttore e cliente il grande punto di forza di questo sistema rispetto ad altri siti tradizionali di e-­commerce. Le ragioni sono molteplici, come spiega Di Gioia: «In primo luogo la mancanza di un magazzino centralizzato di prodotti impatta positivamente sui costi rendendo i prezzi di vendita più competitivi. Poi, l’accordo stipulato con Dhl consente di contingentare le spese di spedizione e di abbassare la soglia minima di acquisto per ottenere la spedizione gratuita. E ancora la fornitura ai singoli produttori dell’attrezzatura necessaria per l’imballaggio e la spedizione di prodotti freschi, rende accessibile al pubblico qualsiasi prodotto come fosse acquistato sul posto». Altri plus sono la gestione delle transazioni finanziarie attraverso il sistema internazionale Paymill – che garantisce sicurezza al 100%, piena tracciabilità dell’ordine, risoluzione di problematiche di resi e rimborsi – e la flessibilità e del modello consente di velocizzare l’acquisizione di nuovi fornitori e la gestione del portafoglio prodotti complessivo, con promozioni e offerte nel continuo.

C’è anche un aspetto ecologico. L’intero processo di vendita diretta permette di risparmiare anche in termini di emissioni di CO2, evitando il trasporto dei prodotti ad un magazzino intermedio, e modula la produzione in funzione della domanda diretta, evitando il rischio di spreco alimentare (tipico nel caso di invenduto su prodotti in stock), e valorizzando le piccole realtà locali. In definitiva, Foodscovery è un curioso (e positivo) esempio di come da un lato un promotore di prodotti eccellenti diventi un divulgatore di cultura enogastronomica (nel portale viene data notevole attenzione al territorio e alle storie dei produttori) e dall’altro la passione di due italiani riesca a portare direttamente l’eccellenza del Made in Italy fuori dai nostri confini.  «Fin dai primi mesi del 2015, abbiamo reso possibili le spedizioni anche all’estero, per soddisfare i palati più esigenti d’Europa – chiude Sorbo – dà soddisfazione sapere che qualcuno pretende il vero cannolo siciliano nella City di Londra e lo acquista con un solo click». 

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