900 milioni per ridurre lo smog fermi da due anni: ma non era emergenza ambiente?

Si tratta di incentivi all'uso delle energie rinnovabili previsti dallo Sblocca Italia nel 2014, rimasti inutilizzati per colpa della burocrazia. Nel frattempo, l’Italia va avanti a colpi di blocchi del traffico e danze della pioggia

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MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images

14 Gennaio Gen 2016 1646 14 gennaio 2016 14 Gennaio 2016 - 16:46
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Messe Frankfurt

Emergenza ambiente? Tutti d'accordo, fino a qualche settimana fa. Ma passata la pioggia e la buriana mediatica, nessuno pare occuparsene più. E nel silenzio di tutti, ci sono 900 milioni di incentivi per ridurre le emissioni di gas serra bloccati da due anni per colpa della burocrazia.

La storia è quella del cosiddetto ”conto termico”, riportata recentemente alla luce da una recente interrogazione di Ermete Realacci al governo. Si tratta di una serie di incentivi per promuovere l’efficienza e l’uso delle rinnovabili nel riscaldamento ed è una storia, la loro, che comincia il 1 agosto del 2014, quando il governo Renzi presenta lo “Sblocca Italia”. All'articolo 22, il decreto prevedeva un aggiornamento dei criteri per erogare questi incentivi. O meglio, una loro semplificazione per renderne più facile l'accesso a famiglie e imprese.

La storia è quella del cosiddetto ”conto termico”, una serie di incentivi per promuovere l’efficienza e l’uso delle rinnovabili nel riscaldamento. Una storia, la loro, che comincia il 1 agosto del 2014, quando il governo Renzi presenta lo “Sblocca Italia”

Sempre secondo lo Sblocca Italia, un primo monitoraggio sull'efficacia di questi criteri doveva essere effettuato a dicembre 2015, proprio nelle settimane di emergenza smog. Un’emergenza smog che, ricordiamolo, è figlia soprattutto del riscaldamento termico delle case, che produce più del 40% delle polveri sottili.

Il problema è che quel monitoraggio non avrebbe avuto ragion d'essere, perché i criteri, nonostante il decreto lo prevedesse, non sono mai stati aggiornati. Così, quei 900 milioni, già stanziati, sono rimasti lì, inutilizzati da due anni, persi nei meandri di una burocrazia statale che definire dannosa, oltreché elefantiaca e cieca, è un complimento. Il tutto, nell'indifferenza più totale. Alla faccia della retorica su Cop21 e sul riscaldamento globale. Ce li meritiamo, i blocchi del traffico. E non solo quelli.

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