Effetti collaterali: la morte

L'agghiacciante lista di controindicazioni nei bugiardini dei medicinali: dalle fratture ossee al sanguinamento rettale, dalla lingua nera e pelosa, ai comportamenti violenti, alla psicosi, all'epatite, alle allucinazioni, al decesso

Side Effects 02

dal film "Side effects" di Steven Soderbergh (2013)

29 Gennaio Gen 2016 1500 29 gennaio 2016 29 Gennaio 2016 - 15:00

La lingua. Nera. E pelosa. È uno dei possibili effetti indesiderati del comune antibiotico che prendiamo quando ci viene il mal di gola. Augmentin contempla, come se non bastasse, “vescicole simili a piccoli bersagli” e “cristalli nelle urine”. Anche Roaccutan, farmaco contro l'acne, ha effetti collaterali simpaticamente kantiani: pianto a dirotto, sanguinamento rettale e fratture ossee. Solo ai più fortunati: epatite, psicosi e irsutismo. Meglio tenersi i brufoli o diventare un lupo mannaro? Per non parlare del celestiale talco mentolato che nelle avvertenze ammonisce le mamme: non usatelo tutti i giorni per l'igiene del vostro bebè, “l'inalazione può causare irritazioni polmonari, gravi difficoltà respiratorie e morte”. Morte.

Ecco perché prima di assumere un farmaco forse (non) vorremmo sapere che a volte il rimedio è peggiore del malanno. Circa il settanta per cento degli italiani lo sa perché legge il foglietto illustrativo, quella diavoleria che Stefano Benni ne La traccia dell’angelo paragona a un biglietto della lotteria “con gli effetti collaterali le controindicazioni le sfighe possibili”. Sappiamo bene che scopriremo cose tremende ma compiamo lo stesso quest'atto d'informazione masochistico. Le medicine non sono solo promessa di guarigione, caramelle zuccherine che ci faranno stare meglio, ed è compito del bugiardino ricordarci l'esistenza della carie.

Sul termine “bugiardino” ci sono varie ipotesi etimologiche. Pare sia una parola toscana. La Crusca ci dice che il “bugiardo” era la locandina dei quotidiani esposta fuori dalle edicole, con i suoi titoli in grassetto. Negli anni d'oro della farmacologia si tendeva a sorvolare sui difetti del medicinale per esaltarne l'efficacia, omettendo certe informazioni ansiogene. Adesso invece i controlli sono talmente scrupolosi da segnalare perfino effetti collaterali che potrebbero accadere solo se il paziente si trovasse in Nepal a quell'altitudine precisa e avesse ingerito prima il tal fungo allucinogeno. Insomma, resta un po' bugiardo in ogni caso, esagerato da una parte (abbellisce) o dall'altra (imbruttisce), perché le cose che ci fanno paura sono sempre un po' gonfiate, millantate, colorite.

Il bugiardino apre il terno al lotto dell'assurdo: lo Chantix -viene usato per smettere di fumare-, il Mirapexin -per trattare il morbo di Parkinson- e il Lariam -per la prevenzione e il trattamento della malaria- hanno due effetti in comune. Allucinazioni e comportamenti psicotici violenti

È proprio così che il bugiardino apre il terno al lotto dell'assurdo: lo Chantix -viene usato per smettere di fumare-, il Mirapexin -per trattare il morbo di Parkinson- e il Lariam -per la prevenzione e il trattamento della malaria- hanno due effetti in comune. Allucinazioni e comportamenti psicotici violenti (molti pazienti hanno riferito di aver visto “serpenti strisciare sui muri” e “persone negli armadi”). L’assunzione dello Xeloda, invece, potrebbe far sparire del tutto le vostre impronte digitali.

Chissà se esiste un foglietto che segnala “cefalea, ittero e possibile crescita di ali e antenne”? Kafka apprezzerebbe. Ora, succede davvero? Qualche poveretto, da qualche parte nel mondo, si è svegliato con la lingua nera e pelosa? Saranno istruzioni per l'uso fallate -e non si sta parlando di un armadio dell'Ikea- o spunti per racconti di fantascienza buttati lì da qualche scienziato burlone?

Per questo il paziente medio non lo prende sul serio, non lo legge fino in fondo. Solo gli ipocondriaci che per essere certi di aver eliminato tutti i microbi devono cantare dieci volte “tanti auguri a te” mentre si lavano le mani arrivano fino alla fine, scrutando ogni cavillo. L'effetto distopico aiuta a delimitare le possibilità, a sentirsi degli eroi senza paura che sfidano la sorte, che pensano di non essere proprio loro a doversi beccare quella rarità. Essì, la paura della malattia devia, si concentra su possibilità virtuali, remote, decisamente pulp, allontanandoci dalla realtà. Va bene ho le placche alla gola ma pensa un po': c'è di peggio.
C'è qualcuno che ha placche alla gola con lingua nera pelosa e urine cristallizzate. Speriamo non capiti anche a me, non può certo capitare a me, ma se capitasse proprio a me?... Come l'apocalisse, c'è tutto il male possibile bell'e pronto, così non dobbiamo impegnarci a pensare all'altro male. È proprio quell'elemento ingannatore l'anima delle medicine, una sorta di bugia a fin di bene, il particolare esagerato e improbabile, ad aprire l'immaginazione e ad impedire all'intelletto di pensare l'ulteriore, di entrare nella spirale depressiva dell'impensabile. Nel frattempo l'antibiotico di turno ci fa passare tutto e si può anche sopportare il sottile avvelenamento sancito da mal di pancia lancinante -alterazione della normale flora batterica-, progressiva assuefazione e dal fatto che la volta dopo servirà qualcosa di più potente -sviluppo di specie batteriche resistenti-.

Ecco le istruzioni per iniziati della Cardioaspirina: “precauzione dev'essere osservata per sostanze quali spironolattone, la furosemide e gli antigottosi uricosurici”

Pace al restante trenta per cento che non legge affatto il bugiardino, si perde quest'universo di mutanti, lasciando da parte le possibilità senza paura e risparmiandosi quell'ignoranza d'altro tipo, del profano che non ci capisce niente a causa dei paroloni tecnici che spingono ad aprire una o più pagine di Wikipedia. Sempre Benni illumina: “Era scritto in lettere piccolissime. In mini-ittita, in microegizio, in gerocriptico esculapico. Scritto apposta per i vecchi che non ci vedono bene o per chi non conosce quelle parole difficili. Sarebbe stato più leale scrivere: mandate giù e cazzi vostri”. Come le istruzioni per iniziati della Cardioaspirina: “precauzione dev'essere osservata per sostanze quali spironolattone, la furosemide e gli antigottosi uricosurici” o il significato di certi termini tipo “tinnito” (la percezione di una serie continua di suoni brevi e squillanti). Sembra un testo crittografato, tanto che l'Agenzia europea del farmaco ha introdotto l’obbligo di un test di leggibilità e pare che un gruppo all'interno dell'Unione Europea stia lavorando ad un foglietto nel quale prevarranno immagini accompagnate da didascalie esplicative. Si sono inventati pure Pharmawizard, un'app per bugiardini con le gif.

Pensiamo per un momento di non essere dei guardoni della propria cura, di sapere di cosa si sta parlando senza dover ricorrere a disegnini o a facilitazioni, di poter rispondere per le rime all'uomo sorridente in camice bianco che ci schiaccia come una mosca fra i due tomi del Lexicon of Therapy e immaginiamo, con paura razionalizzante, quei mostri dalla lingua nera e pelosa che potremmo -ancora- diventare.

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