intervista

Francesco Alberoni: l'amore è un pericolo sociale

Il sociologo del riflusso: altro che Baci Perugina, l'amore è il motore delle rivoluzioni. La società conservatrici sono quelle in cui non ci si può amare. Matrimonio gay? «Sì, ma con l'amore non c'entra niente»

Foto 26 Grande

Francesco Alberoni (dal sito http://www.alberoni.it. Foto Luciano Ferri)

13 Febbraio Feb 2016 0011 13 febbraio 2016 13 Febbraio 2016 - 00:11
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«Sarai considerato il padre del riflusso, me lo disse Norberto Bobbio alla fine degli anni Settanta». Così, è stato, in effetti, per Francesco Alberoni. Molti lo associano alle rubriche sull'amore sulle prime pagine del Corriere della Sera prima, e de Il Giornale, dopo, ma ben prima Bobbio si è affermato come uno dei più importanti sociologi italiani. Ordinario alla Cattolica a Milano, poi, tra gli anni Sessanta e in Settanta, rettore di Sociologia a Trento, Alberoni ha iniziato, come tutti allora, studiando i movimenti politici. Poi, spiega, «proprio perché studiavo i movimenti, ho cominciato a occuparmi di amore».

Ecco, appunto: cosa c’entrano i movimenti politici con l'amore?
In realtà, io all’inizio mi occupavo di probabilità soggettiva, del modo in cui prevediamo gli eventi aleatori. Lì mi sono reso conto che, di fronte al destino, hai due possibilità: o ti metti dalla parte del caso, o cerchi di capire se c’è il trucco.

E lei da che parte si è messo?
Dalla parte del caso. Il mondo anglosassone, invece, che è pragmatista e utilitarista, è tutto dalla parte di chi prova a dare un senso economico, fatto di costi e benefici, a tutto. Io, grazie a questo, ho capito l'amore. Loro no. Per loro è una caduta, un accidente. «To fall in love», dicono.

Perché sbagliano?
Perché l'amore non è giusto o sbagliato, non ha costi e benefici. Innamorarsi è come il lancio di un dado: tanti lanci hanno un senso economico. Se lanci un dado solo, non ci sono costi e benefici. È puro rischio. Un giorno, quando meno te lo aspetti e senza capire come mai, una persona diventa la persona più importante della tua vita. E ti cambia la vita, in modi inimmaginabili.

Rifaccio la domanda: che c'entra tutto questo con la politica?
Quando questo fenomeno, questo lancio dei dadi, riguarda una sola persona diciamo che è una conversione religiosa. Quando riguarda due persone, parliamo di innamoramento, quando ne riguarda molte, lo chiamiamo movimento. Io ho studiato i movimenti e l'innamoramento, in parallelo.

Cosa c’è di politico, nell'innamoramento?
Nell'innamoramento ci sono due individui che fondano una società nuova. Si separano da due ordini precostituiti, e creano una società nuova, un mutante. Cosa che nei matrimoni combinati non accade. Allo stesso modo, nella seconda internazionale, i comunisti volevano creare l'uomo nuovo. È il medesimo processo.

Una specie di rivoluzione…
È ciò che genera il caos, quello che io chiamo uno "stato nascente". Se prendi i libri di Agatha Christie, quasi tutti gli omicidi discendono da una relazione amorosa inappropriata. Nel contesto delle relazioni famigliari e parentali è una scheggia impazzita. Infatti nel mondo islamico, o in India, è proibito innamorarsi.

In che senso?
Le società in cui non ci si può innamorare sono molto più stabili. Nelle società arcaiche e tradizionali - com'era anche la nostra, fino a qualche tempo fa - i maschi si dividono le femmine così come si dividono i campi. E le donne sono velate, per non indurre in tentazione. Poi si innamorano lo stesso, sia chiaro, ma sono consapevoli che il rischio è altissimo. In Iran ti fanno fuori se ti innamori della persona sbagliata. In India se tocchi uno di un’altra casta vai a finire nella foresta a mangiare merda.

E da noi in Occidente, invece?
Sta accadendo l'opposto. Ormai ti sposi o convivi solo quando sei innamorato. Quando si allenta la passione nascente, subito si dice che non si è innamorati, che non si vuole più stare assieme.

Pensa sia giusto?
Penso che l'amore allo stato nascente sia in grado di rigenerarsi. E cambia sempre.

«Le società in cui non ci si può innamorare sono molto più stabili. Nelle società arcaiche e tradizionali - com'era anche la nostra, fino a qualche tempo fa - i maschi si dividono le femmine così come si dividono i campi. E le donne sono velate, per non indurre in tentazione»

In una società simile, in cui è l'innamoramento che guida le relazioni, che senso ha, ancora, il matrimonio?
Non ne ha, o comunque ne ha molto poco. Il rito arcaico del “prometto di amarti per tutto il resto della mia vita” è una promessa assurda. Nessuno può promettere una cosa simile.

Ormai a essere interessate al matrimonio e all'istituzionalizzazione dell'amore sembra siano rimaste solo coppie omosessuali...
Io consentirei ai gay di sposarsi, ci mancherebbe, ma non c'entra nulla con l'amore. È una questione pratica, di bisogni, di responsabilità, un’assicurazione sul rischio. Due persone che si amano, del resto, non ha senso che se lo dichiarino pubblicamente. Lo sanno.

Però, in qualche modo, l’amore e la libertà di amare sono al centro delle lotte dei movimenti per l’estensione dei diritti alle coppie omosessuali…
Quello non è un movimento.

Perché?
L'occidente oggi non ha movimenti. Ci sono gli animalisti, i gay, certo. Ma sono realtà che mettono al centro la liberazione di un piccolo sé. Il gay combatte per se e la sua comunità, non per l'umanità. Non è totalizzante. Sono movimenti che rendono pluralista la società e che, contemporaneamente, la frantumano. I movimenti unificanti in Europa sono andati quasi tutti distrutti.

Non potrebbe essere l’Europa stessa l’oggetto di un movimento?
Non scherziamo. a mai visto lei una manifestazione per l’Europa? Oggi i movimenti sono contro, semmai.

Come Grillo…
Ecco, forse i Cinque Stelle possono essere considerati un movimento. A prescindere dal fatto che peraltro si definiscano loro stessi in quei termini. Non c'era prima. E non era assolutamente prevedibile che Grillo incontrasse Casaleggio, agli albori di una crisi economica, e costruisse un movimento anarchico organizzato. I movimenti nascono tutti così.

E come mai l’unificazione europea non può diventarlo?
Perché un insieme di accordi economici non può generare uno stato nascente. L’Europa non è nata da alcun movimento, il che non è necessariamente un male visto cosa avevano combinato fascismo, nazismo e comunismo. Gli anglosassoni, che hanno vinto la guerra e ci hanno liberato, così come le élite europee - comunque formate dentro una cultura illuminista - non volevano movimenti in Europa.

Quindi l’Europa è destinata a non nascere?
Sa qual’è la prima cosa che fa un movimento? Indottrina e si arma. Prenda l’Isis: recluta i bambini, costruisce loro una scuola e gli mette i fucili in mano. L’Europa non si occupa né di scuola, né di armi.

In Europa nemmeno si fanno più, i figli…
I figli sono un’altra questione. I processi demografici non c'entrano nulla con l'amore. Le coppie innamorate non sono quelle che hanno figli. La questione demografica è legata alla società prima che all'amore. È quasi un processo tribale. I figli nascono in tempo di guerra, perché c'è bisogno di soldati e di donne che fanno figli. Una società imbelle non ha bisogno di fare figli. Il figlio, in una società imbelle, è un lusso.

«Sa qual’è la prima cosa che fa un movimento? Indottrina e si arma. Prenda l’Isis: recluta i bambini, costruisce loro una scuola e gli mette i fucili in mano. L’Europa non si occupa né di scuola, né di armi»

Lo Stato Islamico, che imbelle non è, è un movimento che può conquistare il mondo?
I movimenti possono nascere piccolissimi e con poche armi a disposizione, ma essere in grado di conquistare il mondo. Il cristianesimo è l'esempio più evidente. Tanto più se chi dovrebbe combatterli non li capisce.

Cos’è che non capiscono?
Hanno sempre pensato a Bin Laden o ad Al Baghdadi come due terroristi, che se li ammazzi, finiscono i problemi. Loro pensano che i movimenti siano come la mafia di Al Capone, che basti decapitarli per risolvere il problema. Non è così: un movimento sopravvive ai suoi capi.

Perché?
Perché il movimento ha sempre un nemico, e il nemico rimane. È questa la grande differenza tra un movimento e due innamorati.

Beh, ma anche nella coppia a volte c’è il nemico: le famiglie, il terzo incomodo...
A volte sì. Ma la coppia non vuole cambiare il mondo. La coppia si esclude dal mondo. Nel movimento c'è sempre un noi e gli altri, un dentro e un fuori, Dio e Satana. Ogni cosmogonia nasce da un conflitto. Poi uno vince e si afferma e diventa totalizzante. Il movimento è rivolta. Vuole occupare la città, non costruirne una nuova. L'innamoramento, invece, è il paradiso terrestre, crea uno spazio nuovo da occupare.

Lei si è occupato anche di pubblicità. Il rapporto tra uomo e oggetto non può essere, a suo modo, una forma di innamoramento?
Assolutamente no. Il legame amoroso tra uomo e oggetto non esiste.

Perché?
Il legame consumatore-oggetto è piuttosto narcisismo, vanità. Non c'è interazione, non c'è dramma. C'è vanità anche nel campo erotico, intendiamoci. L'uomo vuole la donna più bella. La donna l'uomo più bello, potente, ricco, forte. Poi però non puoi decidere di chi ti innamori. I greci lo sapevano che l'amore era un semidio capriccioso, che tirava frecce a caso. L'innamoramento è una delle poche cose umane - insieme alla malattia e alla morte - in cui si dice che «era destino».

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