I mutui, le sofferenze e l'Italia in vendita in sette comode rate

Dietro alla legge sui mutui non pagati, l’ombra della montagna di crediti deteriorati. Una scommessa del governo per mettere in sicurezza le banche, approfittando di una direttiva comunitaria. La posta in gioco, però, sono 530mila famiglie che non riescono a pagare il mutuo

Up

Una scena tratta dal film d‘animazione “Up”

29 Febbraio Feb 2016 1103 29 febbraio 2016 29 Febbraio 2016 - 11:03
Messe Frankfurt

(Quando fra vent’anni qualcuno vi chiederà com’era l’Italia nel 2016, raccontategli questa storia)

C’era una volta una direttiva dell’Unione Europea. La numero 17 del 2014, per la precisione. Era una direttiva di quelle buone, in teoria, una di quelle a favore del consumatore. Pensate che all’articolo 28, quella direttiva, chiedeva agli Stati membri di non impedire «alle parti di un contratto di credito di convenire espressamente che la restituzione o il trasferimento della garanzia reale o dei proventi della vendita della garanzia reale è sufficiente a rimborsare il credito». In altre parole diceva: se compri un televisore a rate e poi non riesci a pagarlo, restituisci il televisore, il negozio ti ridà i soldi e amici come prima.

Succede che il governo deve convertire la direttiva 17 in legge dello Stato entro il 21 marzo 2016. Lo fa con un decreto legislativo che sbarca in commissione finanze della Camera dei Deputati lo scorso 26 di febbraio, per un parere non vincolante. Succede che però il Governo fa un passettino in più e nel decreto scrive - leggete bene - che «le parti del contratto di credito possono convenire espressamente, al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che in caso di inadempimento del consumatore, la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l'estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all'eccedenza».

Ok, è illeggibile, ma voi dovete concentrarvi solo su poche parole. Il bene immobile “oggetto di garanzia reale” è la prima cosa: il decreto non riguarda più solo la televisione che avete comperato, quindi. Ma anche la casa che avete concesso in ipoteca per avere un finanziamento. La seconda cosa è l'avverbio “successivamente”. Che sembrerebbe voler dire che creditore e debitore, anche se il contratto non prevede la restituzione o il trasferimento del bene in caso di inadempienza, potrebbero decidere di inserire comunque questa possibilità in un secondo momento.

Perché allora il Governo tira dritto e punta a convertire la direttiva 17 anche per i beni concessi a garanzia, come ad esempio le case? I maligni dicono che è per fare un favore alle banche italiane. Che sono piene come uova di “sofferenze”, che altro non sono che i crediti che non si riescono a riscuotere

Questa cosa in Italia ha un nome: si chiama «patto commissorio» e, in teoria, non si potrebbe fare. Colpa, o merito, dell'articolo 2744 del Codice Civile, praticamente un unicum in Europa, dove invece è consentito pressoché ovunque: Tant'è: in Italia, se non pagate per sette volte la rata del mutuo - altra cosa che dove tenere a mente: sette rate -, la banca si rivolge al Tribunale, che a sua volta mette la casa all’asta e ripaga la banca con il ricavato della vendita.

Perché allora il Governo tira dritto e punta a convertire la direttiva 17 anche per i beni concessi a garanzia, come ad esempio le case? I maligni dicono che è per fare un favore alle banche italiane. Che sono piene come uova di “sofferenze”, che altro non sono che i crediti che non si riescono a riscuotere. A fette spesse, di 200 miliardi di “crediti non performanti” - il 16,7% dei depositi, una percentuale pari al triplo della media europea - 64 miliardi sono riferibili a finanziamenti concessi a imprese di costruzioni o immobiliari e 15 a famiglie con il mutuo.

Col decreto, si salta di netto il ricorso al Tribunale, che vuol dire niente più alea e tempi molto più rapidi di riscossione. Cosa che, evidentemente, fa alzare il valore delle “sofferenze” di cui le banche si vogliono disfare e che mezzo mondo finanziario vorrebbe portare a casa, in quanto - per quanto possa sembrare paradossale - non c'è prodotto finanziario oggi più richiesto e che renda di più. Più le banche sono messe male, più sono costrette a cederli a prezzo di saldo. Più il prezzo è basso, più è alto il ricavato quando si recupera un bene.

Sette rate - nemmeno consecutive, peraltro - non sono nulla rispetto a venti, trent'anni di mutuo. Una morosità irrisoria che rischia di privare decine di migliaia di famiglie della loro abitazione principale

Quindi sì, è vero, questa nuova legge è un regalo alle banche, perché permette loro di alzare il prezzo delle sofferenze che devono cedere e certo non farà piacere a chi vi volteggia attorno pronto a comprarsele a prezzi di saldo. Fossimo nel Governo, però, ci preoccuperemmo anche della bomba sociale che abbiamo innescato: si calcola che in Italia ci sono 2,4 milioni di famiglie con un mutuo sulle spalle e un reddito medio basso da cui attingere per ripagarlo. Tra loro, è stato calcolato da Bankitalia, circa 420mila si trovano in difficoltà mentre 110mila potrebbero avere gravi problemi di insolvenza.

Sette rate - nemmeno consecutive, peraltro - non sono nulla rispetto a venti, trent'anni di mutuo. Una morosità irrisoria che rischia di privare decine di migliaia di famiglie della loro abitazione principale. E fa specie ricordare che la maggioranza di Governo, solo pochi mesi fa, messa di fronte alla possibilità di sospendere per trentasei mesi le procedure di esproprio dell'abitazione principale, abbia soprasseduto. Così come fa orecchie da mercante dal giorno del giuramento, ormai, in relazione alle proposte di istituire una forma di tutela universale contro la povertà - chiamatelo reddito minimo garantito, per comodità -, mentre usa quel po' di flessibilità rimasta tra le pieghe del bilancio dello Stato proprio per abolire le imposte sulla prima casa.

Non sappiamo come andrà a finire questa storia. Magari aiuterà le banche ad aprire i cordoni del credito, magari nessuno rimarrà per strada, magari sarà stata una mossa lungimirante per far tornare a crescere l’Italia. A noi sembra che si scherzi col fuoco, per l'ennesima volta. Sperando che nessuno si faccia male.

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