Crozza non sfotte più Renzi. E si prepara allo sbarco in Rai

Perché il Renzi dentone è sparito dalla galleria delle parodie del comico? Ci sono due problemi per il suo passaggio nella tv pubblica: uno di repertorio e uno di produzione e costi. Ma ci si sta lavorando: nella visita a Dallatana, Caschetto e Gori avranno parlato di questo?

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(Daniele Venturelli/Getty Images)

14 Marzo Mar 2016 1024 14 marzo 2016 14 Marzo 2016 - 10:24

Il problema principale di Crozza nella Rai delle Meraviglie è se potrà continuare a prendere per i fondelli Renzi. Avete notato che nelle prime tre serate della nuova stagione su La7 il premier dentone è desaparecido? Sì, un piccolo richiamo nella prima puntata nelle vesti di partner di Denis Verdini, vero ras degli intrighi parlamentari. Meno di un cameo. Una citazione, ma significativa, è arrivata invece nell’ultima serata, dove il mattatore è stato un Donald Trump razzista, nazista, guerrafondaio. Risate facili, che si porterebbero benissimo anche su Mamma Rai. Ma ecco la chiusa di Crozza: “Con un Trump così, noi ci lamentiamo di Renzi…”. Inconfutabile. E a chi fosse sfuggito: “Di fronte a Trump, Renzi Alfano e Brunetta tutta la vita. No, scusate, Brunetta mi è scappato”. Brunetta.

Ieri, dopo l’incipit tutto per Mentana e il secondo blocco sulle primarie americane, la terza tranche è stata dedicata ad un must come Antonio Razzi. Poi la sarabanda di Floris e diVenerdì, con il quartetto di collegati Pagnoncelli, Luttwak, Cacciari e Freccero (voglio portare chiunque su Raiuno… E Crozza?), mentre il finale è stato per lo strepitoso Germidi Soia. Nella collezione primaverile del Paese delle Meraviglie l’artista genovese ha scelto di rinnovare quasi completamente la galleria dei personaggi. Lentamente e impercettibilmente la carica provocatoria e satireggiante trascolora in una comicità più soft ed ecumenica. Non più De Luca e Maroni, meno papa Bergoglio e Mattarella. Dentro il cuoco vegano, Trump (“l’abbiamo scritto ieri pomeriggio”) e la parodia carnevalesca dei talk show. Ma la vera novità delle prime tre serate è la sparizione di Renzi. La squadra degli autori è affiatata, il mattatore molto versatile, si può disinvoltamente improvvisare e assorbire qualche illustre omissione, senza perdere troppo smalto (6,95 per cento di share).

Il secondo problema di Crozza nella Rai delle Meraviglie è di tipo produttivo. A La7 il programma fornito “chiavi in mano” dalla ITV Movie di Beppe Caschetto costa circa 400mila euro a serata. E va notato che dura poco più di un’ora, forse meno al netto dei break pubblicitari. Ci sono da pagare gli autori, l’orchestra, il teatro di via Mestre a Milano e la star. Un budget elevato per la rete del risparmioso Urbano Cairo. Ma l’editore stringe i denti e allarga la borsa: con il 7 per cento abbondante di media, Crozza nel Paese delle Meraviglie è di gran lunga il programma di punta della rete e se il suo protagonista dovesse andarsene ne risentirebbe parecchio anchediMartedì, secondo per ascolti (5 per cento circa), dove la sua copertina garantisce a Floris un robusto contributo di audience.

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