Miracolo a Roma, ecco l’acceleratore di start up più grande d’Europa

Il Luiss Enlabs di Roma ospita 40 imprese innovative, che diventeranno cento. L’ambizione è alta: fare di Roma il cuore della rivoluzione digitale in Italia. Dove, però, manca ancora un vero mercato del venture capital

Luiss Enlab

Un’immagine di Luiss Enlabs (fonte: lventuregroup.com)

17 Marzo Mar 2016 1540 17 marzo 2016 17 Marzo 2016 - 15:40
Messe Frankfurt

Roma, Stazione Termini. Per le cronache, uno dei luoghi più frequentati della città, con a volte anche problemi di ordine pubblico. Pochi sanno che in realtà, al piano superiore dell’edificio, al di sopra dei numerosi viaggiatori in transito, c’è uno straordinario luogo,l’acceleratore d’impresa con quaranta start up incubate. Luogo che presto, dopo i lavori di ampliamento della sede, ne conterrà addirittura cento, arrivando a essere la più grande realtà di questo tipo in Europa. Stiamo parlando di‎ Luiss Enlabs, che nasce dalla collaborazione tra LVenture Group e l’università Luiss di Roma, che annovera tra i partner Wind, Deloitte, Sas e Bnl-Bnp Paribas. Non è un caso che la prima tappa del Festival della Crescita - evento itinerante che toccherà altre nove città italiane, prima di tornare a Milano - parta proprio da qui, da una realtà che prova a navigare controcorrente, regalando speranza alla Capitale.

«Più che chiamarlo un luogo di speranza, direi che è un luogo di opportunità - racconta Massimo Angelini, direttore delle relazioni pubbliche di Wind Italia, che sostiene Luiss Enlabs sin dalla sua fondazione, nel 2013 -. Si tratta dell’ambiente ideale per giovani che hanno voglia di costruire il loro futuro, provando a rendere concreto un loro sogno. Qui ci sono competenze diffuse, mentorship, tutorship, tutto quel che serve».

Ossigeno, per una città come Roma che ha tanto bisogno di nuove idee e progetti di rilancio. «Luiss Enlabs è la prova che da questa città non arrivano solo cattive notizie», spiega Angelini. «Roma, non ce lo dimentichiamo mai, è pur sempre il polo universitario più grande d'Europa. Ha tre università pubbliche, due private, due internazionali, è il luogo in cui ci sono tutte le sedi delle più grandi imprese italiane private italiane nonché gli headquarter delle principali multinazionali presenti in Italia. Immaginare che questi mondi, sapere e impresa, pubblico e privato, non riescano a dialogare e fare sistema è una follia. Tutte queste competenze vanno messe in rete per spingere lo sviluppo della città e per fare da locomotiva all’Italia».

Luiss Enlabs, che nasce dalla collaborazione tra LVenture Group e l’università Luiss di Roma, sarà il più grande acceleratore di start up in Europa

Già accade, peraltro. Era il 12 marzo scorso quando tremila romani si sono dati appuntamento per il sabato di pulizia collettiva chiamato #wakeuproma, organizzato proprio che da Luiss Enlabs e Retake Roma: «È la testimonianza che se si fa sistema si cambia anche il destino di una città – afferma Angelini –. Vale per manifestazioni di civismo attivo come questa, ma anche per le attività museali e culturali, o per riconfigurare i servizi cittadini. In questo bisogna far leva sul fatto che il mobile payment si sta affermando, nel trasporto pubblico, nell'intrattenimento, finanche nella pubblica amministrazione. Dobbiamo fare sistema e fare di Roma il cuore della rivoluzione digitale di questo Paese».

Esemplificativa, in questo senso, è anche la scelta del luogo in cui Luiss Enlabs è situato. Prassi vuole che le start up trovino spazio nei coworking di periferia, sovente costruiti nei vuoti lasciati dalla grande industria: «Termini è perfetta - spiega Angelini - è uno snodo cruciale per l’alta velocità e le startup hanno bisogno di essere raggiungibili. Non c'è posto migliore, a Roma, dove realizzare una struttura simile». Per Wind, sostenere Luiss Enlabs non è solo parte della sua strategia di responsabilità sociale d’impresa, che è quella di sostenere le realtà legate al mondo della digital economy, ma anche un’occasione per trovare nuovi partner e nuovi fornitori: «Ce ne sono quattro con cui stiamo già lavorando - spiega Angelini - Qurami è una realtà che fa la coda al posto tuo, dando la possibilità ai clienti di prendere appuntamento. Noi la usiamo nei nostri punti vendita dei centri commerciali». Non solo: «C'è anche NetLex, una piattaforma digitale che si rivolge agli studi di avvocati e che, grazie al cloud, permette al cliente, ad esempio, di condividere la documentazione coi tribunali. E poi c'è Maison Accademia, start up di giovani creativi che hanno realizzato le nuove divise per gli addetti nei nostri punti vendita. E GamePix, piattaforma che crea videogiochi per social network e smartphone».

«L’universo delle start up deve naturalmente entrare nella sfera di interessi della politica. La spinta che il governo sta dando sull'infrastruttura a banda larga e su un infrastruttura digitale moderna è positiva. Tutto converge verso un deciso salto di qualità. Bisogna accelerare però»

Massimo Angelini, direttore delle relazioni pubbliche di Wind Italia

Affinché il motore parta davvero, però, molte cose devono cambiare: «Il digitale è una delle leve principali su cui puntare se si vuole tornare a crescere - spiega Angelini - Lo deve capire la pubblica amministrazione, perché è di fronte a un bivio. Lo deve capire la politica, che sta facendo bene sulla banda larga, ma deve accelerare». Soprattutto, però, lo devono capire le start up: «Questo universo deve naturalmente entrare nella sfera di interessi della politica. La spinta che il governo sta dando sull'infrastruttura a banda larga e su un infrastruttura digitale moderna è positiva. Tutto converge verso un deciso salto di qualità. Bisogna accelerare però. Lo devono capire anche le start up e chi sta loro attorno: «Serve un mercato vero del venture capital, serve una capacità di penetrazione commerciale più forte - conclude Angelini - e occorre avere la consapevolezza che si può anche fallire. E che il fallimento non deve essere un’esperienza negativa, ma opportunità per fare meglio». Dovesse accadere, vorrà dire che un pezzo di Silicon Valley è veramente arrivato in Italia. Magari proprio al primo piano di una stazione, sopra i treni che partono e che arrivano.

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