Il Palazzo scopre improvvisamente la nazionale: «Siamo come Antonio Conte»

Per i grillini gli azzurri sono come i Cinque Stelle. In Forza Italia sognano di vedere il Cavaliere al posto di Conte. Renzi non perde occasione per parlare della nazionale. Siamo solo ai quarti di finale, ma è già partita la corsa bipartisan a salire sul carro di Buffon e compagni

Matthias Hangst/Getty Images

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1 Luglio Lug 2016 0956 01 luglio 2016 1 Luglio 2016 - 09:56

Tu chiamalo se vuoi, opportunismo. Mentre gli Europei di calcio emozionano il Paese, la politica si accoda ai successi della nazionale. Da destra a sinistra, improvvisamente tutti hanno scoperto il fascino del pallone. Una coalizione bipartisan pronta a salire sul carro del vincitore, che in questi giorni ha il profilo dell’allenatore Antonio Conte.

Più o meno richiesti, i paragoni si sprecano. A sentire la senatrice Paola Taverna, la nazionale azzurra è come i Cinque Stelle. «Vedere tanti ragazzi giovani, così preparati, quasi sconosciuti, che hanno dimostrato di essere un'ottima squadra, è bello» ha spiegato la grillina a Radio Cusano Campus. La conquista del Campidoglio da parte di Virginia Raggi? Come la vittoria contro la Spagna agli ottavi di finale. «È stato un evento che non ci aspettavamo». Se i Cinque Stelle si scoprono azzurri, Silvio Berlusconi diventa il nuovo ct della nazionale. Ne è convinto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, che intervistato da La Stampa ha ipotizzato l’inedito ruolo per il Cavaliere. La nuova Forza Italia? «Immagino un partito strutturato in maniera più tradizionale, con un’organizzazione chiara, un congresso in cui far confrontare le varie posizioni. Un’arena in cui ci sia competizione e faccia emergere i più capaci. Con Berlusconi a fare il coach, un po’ come Antonio Conte».

«Conte andrebbe invitato in tutte le scuole di politica - spiega la deputata Paola Binetti - certamente anche dalle parti di Area Popolare, dove abbiamo in campo 11 giocatori-leader, ma non riusciamo a creare una vera e propria squadra»

Nella trasposizione calcistica del Palazzo, non mancano i rimpianti. «A volte una partita può infondere più fiducia nei cittadini di quanto non facciano mille dichiarazioni di politici esperti» riconosce con un pizzico di malinconia la deputata centrista Paola Binetti. Dagli stadi francesi a Palazzo Chigi, per l’allenatore italiano sembra già pronto un ruolo nell’esecutivo. «Il vero miracolo di Conte è stato quello di aver creato spirito di squadra e determinazione nel gioco - così la Binetti - Tolleranza zero per distrazioni, ma nello stesso tempo rispetto assoluto delle regole. Non male come micro-manuale dell’arte del buon governo». E così Buffon e compagni diventano un modello da esportare anche in Parlamento. Non senza qualche autocritica. «Conte andrebbe invitato in tutte le scuole di politica, certamente anche dalle parti di Area Popolare, dove abbiamo in campo 11 giocatori-leader, ma non riusciamo a creare una vera e propria squadra».

Domani gli azzurri giocheranno a Bordeaux, ai quarti di finale ci attende la difficile sfida contro la Germania. Nel lungo prepartita, intanto, giocatori e staff tecnico entrano loro malgrado nel confronto politico. I successi della nazionale diventano lo specchio dei fallimenti del governo. Tanto che ormai qualcuno propone di affidare al ct le trattative diplomatiche più complicate. Come la sfida per conquistare un seggio nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (che dovremo dividere con i Paesi Bassi). «La verità è che siamo stati battuti dall’Olanda - spiega il senatore Maurizio Gasparri - La grande e importante Italia è stata trombata all’Onu. Forse sarebbe stato meglio affidare a Conte la trattativa, piuttosto che a Renzi, Gentiloni e compagnia».

«La grande e importante Italia è stata trombata all’Onu - racconta il senatore Maurizio Gasparri - Forse sarebbe stato meglio affidare a Conte la trattativa, piuttosto che a Renzi, Gentiloni e compagnia»

Archiviate le competenze amministrative, i politici si scoprono esperti di pallone. Qualche giorno fa il governatore campano Vincenzo De Luca si è lasciato andare a una lunga disamina della vittoriosa partita contro le Furie Rosse. Roba da far impallidire Bruno Pizzul. «Il primo tempo di Italia-Spagna è stato qualcosa di entusiasmante - così a Radio Kiss Kiss - Non ricordo da anni, forse da decenni, una partita della nazionale così bella, così intensa con una squadra concentrata, aggressiva all'attacco. Siamo abituati ad un calcio micragnoso e timoroso, che bello, veramente una prova di grande qualità atletica, tecnica ma anche di grande sapienza tattica». La Regione Campania come Coverciano.

L’Italia vince, sorprende, conquista l’ammirazione dei tifosi. Di fronte a tanti successi non poteva mancare l’insistente entusiasmo di Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio ha parlato degli azzurri durante l’ultima diretta Facebook: «Bisogna ammettere che avere dietro quei tre, più Buffon è una bella sicurezza, fa stare tranquilli». Alla nazionale ha dedicato diversi tweet. Non si è risparmiato neppure durante la recente visita a San Pietroburgo, nel giorno della sfida contro la Svezia. «L'unico problema - ha spiegato alla stampa - è che oggi lo speech ufficiale al Forum economico è alle 15, quando c'è la partita dell'Italia». Nella newsletter di due giorni fa il premier è arrivato quasi a prendersi il merito delle vittorie azzurre. «Quando avevamo incontri istituzionali, l’Italia ha vinto. Putin mi ha detto del gol di Eder contro la Svezia. Con Hollande e Merkel avviamo assistito alle parate di Buffon e al gol di Pellè. Ora come diavolo facciamo a organizzare un incontro istituzionale sabato prossimo alle 21?». Se andrà male contro la Germania, stavolta le opposizioni avranno un buon motivo per prendersela con il governo.

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