Quanto è bella la pagina facebook degli Eurocrati

Spiegano l’Europa e i suoi meccanismi con la satira e l’ironia sui suoi protagonisti. Il problema è che le loro rappresentazioni sembrano più vere e probabili di quelle ufficiali

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7 Luglio Lug 2016 0813 07 luglio 2016 7 Luglio 2016 - 08:13

Se l’Europa è in crisi, ci si può rivolgere solo a loro: agli Eurocrati. Con misure draconiane, forti dosi di austerità, controllo del debito e rieducazione nei confronti dell’allegria mediterranea, hanno le ricette per rimettere in piedi il Continente e, al tempo stesso, far sorridere su Facebook. Eh sì, perché non dei veri eurocrati si parla, ma della omonima pagina Fb ormai attiva da due anni che, con ironia, fustiga le abitudini troppo leggere dei mediterranei a suon di meme, status ispirati e veri e propri tormentoni.

“Siamo l’Europa della burocrazia e delle banche”, dichiarano. Prendono in giro, allo stesso tempo, la retorica anti-europeista e la retorica pro-austerity che ha già inflitto le sue misure in Italia. Un punto di riferimento per commentare e comprendere tutti i grandi avvenimenti che interessano l’Europa: dalla crisi greca (referendum oxi compreso) alla Brexit.

In mezzo, la glorificazione ironica dei protagonisti di Bruxelles: c’è Jean-Claude Juncker, rappresentato spesso come un ubriacone:

C’è Jirky Katainen, vicepresidente della commissione europea, insieme ad Aura Salla:

C’è Margrethe Vestager e la sua passione per il cucito e gli elefanti:

C’è Gianni Pitella, mediterraneo convertito dalla Basilicata che è diventato ormai una celebrità

E sopra tutti c’è Mario Draghi, vero imperatore delle istituzioni europee, sempre in lotta con la Germania dell’austerity e di Wolfgang Schäuble e di Weidmann, ma ormai dotato di poteri assimilabili a quelli dei re taumaturghi del medioevo.

Schauble disapprova, sempre:

Il mondo degli eurocrati esagera (ma non troppo) le posizioni e i pensieri di una classe politica sconosciuta in Italia fino a poco tempo fa. Per pigrizia giornalistica e, soprattutto, per difficoltà rappresentativa, erano pochi i leader che conquistavano le pagine dei giornali e diventavano popolari. Solo un taglio ironico, a quanto pare, poteva creare un interesse specifico per una classe di dirigente grigia ma molto, molto divertente:

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