I trucchi degli architetti per riempire gli uffici di salutisti

Siamo pigri, chi più chi meno. Per questo basta rendere più comodo o attraente un cibo salutare rispetto a uno zuccherato per farci diventare dei perfetti salutisti. Gli espedienti adottati nella sede di Google e ad Harvard tracciano la strada

Google Kirkland, Washington

Gli uffici di Google a Kirkland, nello Stato del Washington (Stephen Brashear/Getty Images)

15 Luglio Lug 2016 1519 15 luglio 2016 15 Luglio 2016 - 15:19

Tutti i giorni nella nostra professione prendiamo decisioni – anche più contemporaneamente – sotto la pressione di una scadenza ravvicinata, bombardati da una quantità di informazioni spesso fuorvianti. In condizioni simili, è chiaro che commettiamo errori.

Ecco dunque che l’architetto della scelta, o behavioral designer, che costruisce suggerimenti intelligenti per influenzare in maniera positiva i comportamenti della gente, diventa sempre più una figura centrale nei dipartimenti delle aziende, anche e soprattutto digital, intervenendo sul contesto che fa da sfondo alle nostre decisioni per cercare di renderlo più chiaro e più consono al nostro modo di agire.

Personalmente trovo l’espressione architettura della scelta molto felice. Lo spazio delle decisioni, infatti, come una casa, va arredato in modo funzionale al suo utilizzo e, perché no, a un’estetica dell’azione virtuosa.

La possibilità di utilizzare i limiti cognitivi delle persone per spingerle a prendere decisioni migliori, anche in ufficio, ha mille ambiti di applicazione. La salute è tra queste, perché un lavoratore più sano è anche un lavoratore più produttivo e felice. E produttività e felicità sono, piaccia o meno, in qualche modo quantificabili.

Gli esempi sono molteplici. Google ha fatto un grosso investimento in molte delle sue sedi, con sperimentazioni dal risultato assai interessante in molti ambiti. Nella sede di New York è stato fatto un banalissimo cambiamento nei dispenser degli M&M’s, distribuendoli in contenitori opachi. Il semplice utilizzo di un colore velato ha portato, in una settimana, a una riduzione nel consumo dei celebri confetti del 10% per cento.

L’architetto della scelta, o behavioral designer, che costruisce suggerimenti intelligenti per influenzare in maniera positiva i comportamenti della gente, diventa sempre più una figura centrale nei dipartimenti delle aziende

La scala cromatica è stata utilizzata anche nei bar e nelle mense di Harvard. I differenti cibi sono stati associati a un colore diverso: verde per le verdure e l’insalata, rosso per i dolci e gli snacks. L’uso di questi colori- etichetta, come in una sorta di semaforo, hanno un impatto sulla scelta dei piatti da parte di chi si siede a mangiare.

A volte basta davvero poco per modificare anche in modo impercettibile ma significativo il comportamento di una persona: è ormai prassi consolidata, anche in diverse mense di aziende italiane, riconfigurare lo spazio in funzione dei cibi più salutari.

Mettere al centro della mensa l’isola delle verdure perché, sperimentalmente, è dimostrato che molte persone tendono a privilegiare la prima cosa che vedono entrando, e isolare invece negli angoli più difficilmente raggiungibili il bancone dei dessert. Semplice e dal risultato sicuro.

Sempre in Google: all’ingresso della mensa, quando bisogna prendere i piatti per poi cominciare la fila, c’è una scritta che dice “Chi sceglie piatti più grandi, normalmente mangia di più”. Questo piccolo segnale informativo aumenta la probabilità di utilizzare piatti più piccoli.

L’eye contact è una ben nota strategia di marketing: gli scaffali ad altezza sguardo sono quelli che costano di più nei supermercati e per ovvie ragioni. Con lo stesso meccanismo, anche nei luoghi di lavoro si possono disporre le bottiglie d’acqua, nei dispenser, in posizione più appetibile rispetto ai soft drinks.

Continua a leggere su Centodieci

Potrebbe interessarti anche