La guerra dei matti

Non sappiamo nulla, ma abbiamo già strumentalizzato in ogni direzione la strage di Monaco. Forse il terrorista era un pazzo malato, ma anche noi non stiamo molto bene

Monaco Attentato

(Getty Images/Joerg Koch/Stringer)

23 Luglio Lug 2016 1028 23 luglio 2016 23 Luglio 2016 - 10:28

Ha urlato «Sono tedesco!» dal tetto del centro commerciale di Monaco in cui aveva appena ammazzato otto persone. Anzi no, ha urlato «Allahu Akbar!», dice una donna musulmana testimone oculare della sparatoria al Mc Donald’s. Ce l’aveva con gli «stranieri di merda», anzi no, con gli infedeli, o ancora, con le politiche sociali del governo tedesco. E le dietrologie sull’uso dei media, poi, che dicono nazista e non dicono musulmano, o che fanno il contrario. O che parlano di un terrorista solo se con la pelle scura e di un pazzo se invece è biondo e con gli occhi azzurri. Come Nizza, la scorsa settimana. No, come Breivik, cinque anni dopo Oslo e Utoya. E poi giù a pesare i contraccolpi sulla Merkel - meglio sia nazista che fondamentalista islamico, chissà che succede se è un profugo.

Non sappiamo nulla, su quel che è successo a Monaco, ma abbiamo già detto tutto e il contrario di tutto. E non importa, in fondo, che qualunque sia la matrice è semplicemente senza senso entrare in un McDonald’s e puntare la pistola contro dei bambini. Non ha senso ed è ingiustificabile. Ma a noi, che ormai abbiamo assimilato - forse per esorcizzare quanto sta accadendo - l’idea che in fondo sia tutto un gigantesco videogame, un brutto film, una finzione, importa il giusto.

Non sappiamo nulla, su quel che è successo a Monaco, ma abbiamo già detto tutto e il contrario di tutto. E non importa, in fondo, che qualunque sia la matrice è semplicemente senza senso entrare in un McDonald’s e puntare la pistola contro dei bambini. Non ha senso ed è ingiustificabile

E allora ci dividiamo e facciamo il gioco del cui prodest, e usiamo gli ennesimi otto morti come uno strumento per affermare le nostre idee, come stessimo parlando di calcio, delle olgettine, della legge elettorale: come se un pazzo dissociato che spara ad alzo zero potesse offrici la prova definitiva - in spregio a ogni logica - che aprire le porte ai profughi, o agli stranieri sia stata una pessima idea. O che l’austerità è cattiva. O che bisogna bombardare la Siria. O che tornerà Hitler.

La realtà è molto più semplice: non sappiamo nulla e anche quando sappiamo non ci stiamo capendo nulla. Forse è vero, un manipolo di pazzi ci ha preso per mano e ci sta trascinando con sé nell’abisso. Ma noi, purtroppo, non stiamo facendo alcuna resistenza.

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