Abbiamo bisogno di essere meno ricchi di quanto pensiamo

Basta un esercizio: prendete carta e penna e scrivete una lista di cose che vi siete negati negli ultimi mesi o anni, pensando di non avere abbastanza denaro. Scoprirete che alcune cose ve le potevate permettere e che di altre non avevate davvero bisogno

Bellezza Yacht
25 Luglio Lug 2016 1436 25 luglio 2016 25 Luglio 2016 - 14:36

Siamo più ricchi che mai. Viviamo più a lungo, possediamo più proprietà e godiamo di maggiori lussi. Allora perché non siamo anche più felici? È da questa considerazione che il filosofo Alain De Botton è partito per scrivere il suo libro Status Anxiety, da cui è stato poi realizzato anche un documentario.

Il libro è incentrato sullo studio di una particolare forma di ansia universale, che l’autore chiama “ansia di stato”, causata da ciò che gli altri pensano di noi – se ci giudicano vincenti o perdenti – e da come ci sentiamo un successo, o un fallimento.

La preoccupazione per il nostro status sociale ci tiene svegli la notte a chiederci se se abbiamo fatto bene, se abbiamo l’auto, i vestiti, la casa giusta. Ma De Botton sfida la credenza che “siamo ciò che possediamo” e prova a dare una nuova visione della felicità, che non può essere definita da dove viviamo o da quanti soldi abbiamo. Il denaro in fondo non è altro che un’opinione, infatti ci percepiamo come poveri o ricchi a seconda dell’educazione che abbiamo ricevuto. La vera ricchezza, invece, deriva dalla rappresentazione di noi: se non siamo quello che siamo veramente, e non viviamo la vita che desideriamo, ci sentiamo poveri.

La vera ricchezza deriva dalla rappresentazione di noi: se non siamo quello che siamo veramente, e non viviamo la vita che desideriamo, ci sentiamo poveri

Molto spesso ci impediamo di fare delle cose che ci rendono felici perché non ci sentiamo abbastanza ricchi. Ma il denaro non deve essere il nostro alibi per non fare dei cambiamenti. Un esercizio molto semplice e pratico di coaching per svelare come mettiamo in atto certi meccanismi di rinuncia, è quello di scrivere nero su bianco una lista di cose che ci siamo negati negli ultimi mesi o anni, pensando di non avere abbastanza denaro per permettercele. Molto spesso (anzi, quasi sempre) ci si rende conto che alcune cose di cui ci siamo deliberatamente privati in realtà ce le potevamo permettere. Altre invece magari sono davvero al di sopra delle nostre possibilità, ma scrivendole è probabile che realizzeremo che in fondo non ci interessano più di tanto, altrimenti avremmo trovato il modo di ottenerle.

Questo atteggiamento – impedirci di avere o fare qualcosa che invece potremmo permetterci – è molto pericoloso perché in qualche modo blocca il manifestarsi della ricchezza nella nostra vita. Nella convinzione di essere poveri ci impediamo di essere ricchi. Un paradosso. E come possiamo fare per liberarci di certe convinzioni negative ebloccanti?

Prima di tutto è importante dare una nostra definizione di ricchezza. Completiamo le seguenti affermazioni: «io mi sentirò ricco quando nel mio conto corrente ci saranno…, quando guadagnerò…, quando il mio stile di vita comprenderà…». Questo esercizio ci permetterà di iniziare a ragionare su obiettivi ben definiti e non su una definizione generica e astratta di cosa vuole dire per noi star bene.

Dopo averlo fatto è necessario passare alla fase di pianificazione, facendo non uno ma tre budget. Il primo (basic) deve aiutarci a capire quanti soldi abbiamo bisogno per fare una vita che ci soddisfi (e non solo che ci consenta di sopravvivere). Il secondo e il terzo sono invece degli upgrade, e definiscono rispettivamente i soldi che ci servono per stare un po’ meglio rispetto al basic, e quelli che ci permetterebbero di fare una vita lussuosa, sempre secondo i nostri personali parametri. Questo esercizio serve per farci capire che spesso possiamo permetterci quello che desideriamo!

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