I soldi degli Agnelli in Olanda: invece che lamentarci, facciamo l’Unione fiscale europea

Senza regole comuni, l’Europa è un paradiso fiscale: ecco perché lo spostamento di Exor ad Amsterdam è perfettamente razionale. Ecco perché serve un’accelerazione nell’integrazione

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26 Luglio Lug 2016 1040 26 luglio 2016 26 Luglio 2016 - 10:40
Messe Frankfurt

Nemmeno si potrebbe definire una notizia, forse, l’emigrazione in Olanda di Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, che a partire dal 2017 si fonderà con l’omonima trans-frontaliera che già ha sede ad Amsterdam, con tanti saluti a Torino e al Bel Paese. Una curiosità, al massimo. Velata, come al solito, dall’ipocrisia di inventarsi motivazioni improbabili - questa volta la necessità di “armonizzare le leggi che regolano il gruppo” - quando anche i bambini sanno che in Olanda non esistono tasse sulle plusvalenze. Coincidenze: le finanziarie, di mestiere, spostano capitali per realizzare plusvalenze.

E ok, potremmo pure arrabbiarci con gli Elkann. Potremmo snocciolare tutto il rosario della dinastia Agnelli, ricordando gli aiuti di Stato che hanno ciclicamente ricevuto per permettere agli italiani di comprare le loro automobili, le barriere all’ingresso verso i concorrenti stranieri, le generose forniture pubbliche tra forze dell’ordine e auto blu. Potremmo, ma la categoria della gratitudine non appartiene all’economia. E nella globalizzazione, se il libero pollaio è vuoto (anzi, pieno di tasse), le libere volpi vanno a cacciare altrove. Così è, se vi pare.

Una soluzione ci sarebbe: se nell’Unione Europea ci fosse una sostanziale uniformità fiscale - nell’aliquote, nelle scadenze, nella burocrazia, nella riscossione, nella giustizia tributaria - forse Exor non avrebbe trovato così conveniente spostare baracca e burattini in Olanda

Oddio, una soluzione ci sarebbe: se nell’Unione Europea, oltre alla libera circolazione dei capitali, ci fosse anche una sostanziale uniformità fiscale - nell’aliquote, nelle scadenze, nella burocrazia, nella riscossione, nella giustizia tributaria - forse Exor non avrebbe trovato così conveniente spostare baracca e burattini in Olanda. Che non vuol dire solamente alzare le aliquote di Olanda e Irlanda e Lussemburgo. Ma anche ridurre e semplificare le aliquote italiane, tanto per fare un nome.

Per le multinazionali e le finanziarie sarebbe un po’ più dura (e meno conveniente) fare arbitraggio fiscale contro un intero continente, ancora oggi il mercato più importante del pianeta. Allo stesso modo, non sarebbe nemmeno così semplice andare a nascondere i soldi altrove. Perlomeno, se l’Europa non calerà le brache con Londra nella trattativa post-Brexit.

Eccoci al dunque, quindi. E lo diciamo a chi associa le parole Europa e “neoliberismo selvaggio” con troppa leggerezza. A chi non capisce che essere ventotto Stati l’un contro l’altro armati è il miglior modo per far scorrazzare liberamente le multinazionali per il Vecchio Continente, alla ricerca dell’aliquota zero. A chi è convinto che la sovranità si riconquista tornando alle piccole patrie. Euroscettici avvisati, mezzi salvati.

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