Attenzione: a nessuno interessano le tue opinioni politiche (almeno su Facebook)

Lo dice una ricerca. Pochissimi utenti cambiano opinione grazie a ciò che leggono sui social network. Il più delle volte sono già d’accordo, altrimenti sono solo infastiditi

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19 Agosto Ago 2016 0830 19 agosto 2016 19 Agosto 2016 - 08:30
Tendenze Online

Polemica, il tuo nome è Facebook. Se c’è una discussione, un diverbio, uno scontro – soprattutto se si dibatte di questioni politiche – il social network non manca mai. Sfoghi e rabbia passano sulla rete, si concretizzano (si fa per dire) in post più o meno articolati e vengono esposti al giudizio degli utenti (degli amici), che reagiranno secondo le proprie sensibilità. Cioè, avranno sempre da ridire. La repubblica del commento livoroso, nonostante le apparenze, si annida qui (e non su Twitter, dove le ondate di tweet e retweet, anche a causa della loro brevità e velocità di scorrimento, non suscitano mai grandi emozioni). Eppure, nonostante l’impegno e i litigi, non capita quasi mai che un post possa far cambiare idea a qualcuno.

Lo sostiene una ricerca di Rantic Media, un’azienda il cui core business è vendere blocchi di follower: degli intervistati, pochissimi ammettono di essere stati influenzati, almeno una volta, nelle loro opinioni, dalla lettura dei post sui social network. Il più delle volte li condividono già (se non nella loro interezza, nel senso generale), negli altri casi si sentono infastiditi. Quasi mai, però, al punto di smettere di seguire o eliminare dagli amici chi li ha pubblicati. In ultima analisi, si può dire che – nonostante le speranze di chi si mette a ticchettare sulla tastiera – tutto ciò che viene scritto su Facebook non cambia nulla. Deludente, eh?

Per essere più specifici, del campione di 10mila utenti statunitensi di Facebook intervistati da Rantic, il 94% dei Repubblicani e il 92% dei Democratici sostiene di non essere mai stato influenzato da post che sostengono opinioni diverse dalle proprie. Al tempo stesso, i Repubblicani si dimostrano un filo più tolleranti dei Democratici, nel senso che tendono meno a censurare le persone che non la pensano come loro (88% contro l’82% dei blu).

Infine, pur con la consapevolezza che esiste un mondo fuori dai social, quasi tutti continueranno a scrivere post con le loro opinioni politiche: il 34% dei Democratici e, un po’ più attivi, il 39% dei Repubblicani. Nonostante le proprie opinioni non avranno effetto sui cuori o i cervelli delle persone che li leggono, nessuno vuole rinunciare al piccolo diritto, garantito dai social. di dire la sua.

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