«Altro che Capalbio, da noi i migranti curano il verde pubblico»

Il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra ha avviato il progetto nel 2014. Dopo aver svolto un corso di formazione, 50 migranti lavorano nei parchi. «Siamo stati i primi in Italia. Noi li ospitiamo, loro vengono incontro alle esigenze della città. A Capalbio sbagliano: la sinistra deve aprire le porte»

MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images

Mario Laporta/AFP/Getty Images

23 Agosto Ago 2016 1047 23 agosto 2016 23 Agosto 2016 - 10:47

«Dobbiamo aprire le porte ai migranti, siamo un’amministrazione di sinistra. Ma in cambio bisogna stringere un patto con queste persone. Noi li ospitiamo, loro devono svolgere un ruolo nella nostra città». Quarantadue anni, esponente del Partito democratico, Alessio Cavarra è il sindaco di Sarzana. Un comune di 22mila abitanti in provincia di La Spezia. Quando pochi giorni fa il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento Immigrazione del Viminale, ha proposto di attivare progetti di volontariato per i richiedenti asilo, al primo cittadino ligure è venuto da sorridere. Da un paio d’anni nella sua città circa cinquanta migranti curano la manutenzione di tre parchi pubblici. Altro che Capalbio. Se nel paese maremmano simbolo della sinistra intellettuale l’arrivo di alcuni profughi ha scatenato il panico, a Sarzana i migranti sono coinvolti in lavori socialmente utili già dal 2014. «Siamo stati i primi in Italia - racconta Cavarra - E da allora sono molti i sindaci, anche importanti, che mi hanno chiesto informazioni. Vogliono copiare il nostro modello».

Sindaco, come è iniziata?
Abbiamo avviato il progetto due anni fa, dopo che la prefettura aveva inviato in città una quarantina di migranti africani. Siamo una città accogliente, lo dice la nostra storia. Non potevamo voltarci dall’altra parte. E per dare vita all’iniziativa è stato firmato un protocollo d’intesa con la Caritas.

«I migranti lavorano su base volontaria per la manutenzione di queste aree verdi. Sono stati svolti dei corsi di formazione, hanno imparato a usare decespugliatori e tagliaerba. In questo modo hanno avuto anche l’opportunità di apprendere un mestiere che non conoscevano. Ovviamente c’è un’assicurazione che li copre in caso di infortuni»

Non tutti i cittadini saranno stati entusiasti.
Certo, all’inizio anche i nostri concittadini erano un po’ perplessi. Ma in poche settimane la paura si è trasformata in solidarietà. Oggi non è raro vedere qualcuno, sotto il sole, offrire da bere o da mangiare a questi ragazzi mentre lavorano. Ma non le nego che soprattutto durante i primi tempi, c’è stato chi ha provato a cavalcare i timori della gente.

Sarzana ha conosciuto anche la ribalta nazionale. In città è venuto a manifestare il segretario legista Matteo Salvini.
Il leader leghista è arrivato nel 2015, ha organizzato una manifestazione proprio davanti all’ex discoteca messa a disposizione da un privato dove sono alloggiati i migranti. Ma devo dire che al di là dell’attenzione mediatica, con Salvini c’erano pochissime persone.

All’epoca il leader leghista la accusò di pagare 5mila euro al mese per l'affitto della struttura che ospita i migranti.
E invece il comune non tira fuori neanche un euro. È la Caritas a farsi carico dell’affitto. In compenso la città riesce a garantire la pulizia di tre parchi pubblici risparmiando anche parecchi soldi. Dal 2015, quando effettivamente è iniziato il progetto, sono state svolte almeno 1200 ore di lavoro. Un impegno che altrimenti ci sarebbe costato diverse migliaia di euro ogni anno.

Cosa fanno effettivamente queste persone?
Lavorano su base volontaria per la manutenzione di queste aree verdi. Sono stati svolti dei corsi di formazione, i migranti hanno imparato a usare decespugliatori e tagliaerba. In questo modo hanno avuto anche l’opportunità di ricevere un attestato e apprendere un mestiere che non conoscevano. Ovviamente c’è un’assicurazione che li copre in caso di infortuni.

«All’inizio anche i nostri concittadini erano un po’ perplessi. Ma in poche settimane la paura si è trasformata in solidarietà. Oggi non è raro vedere qualcuno, sotto il sole, offrire da bere o da mangiare a questi ragazzi mentre lavorano»

E non vengono retribuiti?
No. Ma l’idea è proprio questa: noi e la Caritas offriamo ospitalità. E loro in cambio, sempre maniera volontaria, vengono incontro alle esigenze della nostra città.

Lei è un esponente del Pd.
Sì, sono del Partito democratico. E sono renziano.

In un altro comune amministrato dal suo partito, Capalbio, in questi giorni si sono sollevate diverse polemiche di fronte alla possibilità di ospitare alcuni migranti.
E hanno sbagliato. Un’amministrazione di sinistra ha l’obbligo di creare le condizioni per ospitare queste persone. Ma come dicevo prima, la convivenza deve essere reciproca. Perché essere di sinistra vuol dire tenere aperte le porte a chi è in difficoltà, sempre nel rispetto delle regole.

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