Grazie alla tecnologia è iniziata la fine dell’era dei semafori

L’Audi ha annunciato che entro quest’anno in sette città americane le sue auto dialogheranno con i semafori e sapranno quanto tempo dovranno aspettare. È solo un esempio dei progetti che, da Zurigo a Austin, vedono impegnati centri di ricerca per eliminare l’inefficiente sistema dei semafori

Semaforo Amore

(MAURIZIO GAMBARINI/AFP/Getty Images)

23 Agosto Ago 2016 1628 23 agosto 2016 23 Agosto 2016 - 16:28

L’Audi ha annunciato l’implementazione di una nuova funzione che consente ad alcuni dei suoi modelli di comunicare con i semafori. Si tratta di una soluzione che potrebbe facilmente piacere ai clienti; grazie a un timer nel cruscotto, infatti, è possibile controllare fra quanto tempo le luci dei semafori cambieranno.

Questa funzione è ben più di un semplice trucco. La fine dei semafori è stata pronosticata da tempo, e la mossa da parte di Audi rappresenta il primo segnale del loro declino.

I semafori sono una soluzione imperfetta a un mondo imperfetto. I conducenti umani sono costretti ad attendere di fronte al semaforo rosso per lasciar scorrere il traffico in un altro senso di marcia. Questa attesa è deleteria sia per la scorrevolezza del traffico che per l’inquinamento, e nell’era dello smartphone non è neppure garantito che tutti i conducenti siano pronti ad avanzare non appena la luce diventa verde.

I ricercatori hanno sognato per anni il giorno in cui questo crimine all’efficienza veicolare sarebbe stato superato. Quest’anno, un team composto da membri del MIT e di ETH Zurich ha suggerito la sostituzione dei semafori con sistemi “slot-based” simili a quelli utilizzati per controllare il traffico aereo.

In questo scenario, il computer di bordo di una vettura a guida autonoma comunicherebbe con un sistema di gestione del traffico situato presso ciascuna intersezione. L’auto segnalerebbe il proprio percorso – una svolta a sinistra, ad esempio - e riceverebbe automaticamente il comando per attraversare in sicurezza. Secondo i ricercatori, una impostazione simile permetterebbe di raddoppiare la capacità di un tipico incrocio a due vie e permettere alle vetture di procedere in un lasso di tempo ridotto.

Questa idea ricorda una proposta che risale al 2009, quando alcuni esperti della University of Texas, Austin, ha elaborato un sistema di “prenotazione” che avrebbe dovuto permettere alle vetture di fissare un appuntamento per attraversare un incrocio senza sostare.

I ricercatori hanno sognato per anni il giorno in cui i semafori, un crimine all’efficienza veicolare, sarebbero stati superati

Entrambe le soluzioni sono interessanti. Anche se la prima vettura interamente autonoma potrebbe presto entrare in commercio, però, passerà ancora molto tempo prima che le strade vedano un cospicuo numero di automobili guidate da validi conducenti robotizzati.

Il team di Austin ha già piani a riguardo. L’anno scorso, infatti, ha sviluppato una versione modificata del sistema di prenotazione che funziona in parallelo con i sistemi di guida autonomi, semi-autonomi, e interamente gestiti dal conducente umano. Nella loro simulazione, i conducenti di una vettura con sistema di navigazione adattivo potrebbero premere un pulsante per richiedere l’assegnazione di un turno per attraversare un incrocio. In prossimità di altre vetture dotate dello stesso sistema o interamente automatizzate, le automobili formerebbero una fila per attraversare l’incrocio. Qualora l’incrocio fosse occupato, la prenotazione verrebbe negata e il conducente sarebbe tenuto a rispettare le normali segnalazioni stradali.

Il sistema Audi non si spinge a tanto, ma rappresenta la prima distribuzione commerciale di un a infrastruttura per la comunicazione vehicle-to-infrastructure. Audi ha intenzione di implementare questa funzione nei modelli Q7 e A4, e la funzione di interazione con i semafori sarà disponibile inizialmente in sette città degli Stati Uniti.

Come per la comunicazione vehicle-to-vehicle, pensata per agevolare il traffico lasciando “parlare” le automobili fra loro, la cosiddetta “V-to-I” costituisce una tecnologia chiave per la diffusione massiccia delle automobili a guida autonoma.

Articolo tratto da Mit - Technology Review Italia

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