Hai una bella abbronzatura: merito (in parte) dei raggi di galassie lontane

Ogni secondo arrivano sulla terra dieci miliardi di fotoni extragalattici: stelle lontanissime, a volte già scomparse, emettono i loro raggi che, dopo un viaggio di miliardi di anni, finiscono sulla tua pelle

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23 Agosto Ago 2016 0840 23 agosto 2016 23 Agosto 2016 - 08:40

È anche un’espressione italiana: quando si va in spiaggia, si prende il Sole. Per la precisione però, si verrà colpiti da pacchetti di energia, i fotoni, in arrivo dalla stella del nostro sistema. Alcuni saranno sorpresi di sapere che, come dimostra questo studio pubbicato da The Astrophysical Journal, sulla Terra non arriva solo la luce del Sole. Ci sono anche raggi di stelle provenienti da galassie lontanissime, a miliardi e miliardi di chilometri (e anni) di distanza. È la “luce di sottofondo extragalattica” (e lo Smithsonian ne parla con cognizione di causa).

Insomma, a contribuire all’abbronzatura di ciascuno di noi, intervengono anche raggi luminosi di stelle lontane, alcune anche già scomparse. Addirittura, anche econdo gli scienziati, che ne hanno misurato la portata, anche alcuni raggi dell’epoca del Big Bang.

In totale, ogni secondo arriva sulla Terra un sestilione di fotoni (cifra inimmaginabile). Di questi, una minuscola parte – dieci miliardi – sono extragalattici. Derivano da stelle lontane, spirali di galassie e buchi neri supermassicci. Sono una quantità ridotta, certo, ma arrivano comunque. La gran parte verrà bloccata dal pulviscolo spaziale, che impedisce alle onde ultraviolette di bersagliare il pianeta.

Tutti gli altri, invece, partiti miliardi di anni fa, hanno percorso distanze siderali immense attraversando lo spazio. E poi, dopo tutta questa fatica, si sono andati a posare sulla vostra pelle. Siatene orgogliosi.

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