Crescere è importante: facciamolo in modo etico e con una visione a lungo termine

«Non abbiamo un disperato bisogno di crescere. Abbiamo un desiderio disperato di crescere»: un’ossessione ben sottolineata da Friedman, che rischia di travolgere con sé l’ambiente e il clima. Occorre farlo, ma con giudizio

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24 Agosto Ago 2016 1604 24 agosto 2016 24 Agosto 2016 - 16:04
Messe Frankfurt

Un uomo d’affari americano si trovava sul molo di un piccolo villaggio del Costa Rica, quando si accosta la barchetta di un pescatore. Dentro c’era un bel carico di tonni dalle pinne gialle. L’americano si complimentò con il pescatore per la qualità delle sue prede e gli chiese quanto ci aveva messo a catturarle. «Un paio d’ore», rispose il pescatore. Allora l’americano gli chiese perché non era rimasto fuori più a lungo, così da pescare altri tonni. «Ne ho più che a sufficienza per sfamare la mia famiglia», replicò il pescatore.

L’americano, incuriosito, incalzò: «Ma come impieghi il resto del tuo tempo?». «Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bambini, faccio la siesta con mia moglie e ogni sera mi reco nel centro del villaggio dove bevo vino e suono la chitarra con i miei amici. Ho una vita piena e intensa!».

L’americano scoppiò a ridere. «Io sono un dirigente di Wall Street e posso aiutarti. Dovresti dedicare più tempo alla pesca, e con i proventi comprarti una barca più grande e aprire un sito web. Un piano finanziario ben strutturato ti fornirebbe le risorse per acquistare tre o quattro nuove barche. Alla fine avresti una flotta di pescherecci. Invece di vendere il pescato a un intermediario, lo venderesti direttamente alla fabbrica e potresti aprire anche un impianto di inscatolamento. A quel punto controlleresti il prodotto, la lavorazione e la distribuzione. Dovresti lasciare questo villaggio di pescatori, e trasferirti a New York, dove potresti esternalizzare alcune attività a dei terzisti per crescere più agevolmente».

«Ma, senõr, quanto tempo ci vorrà per fare tutto questo?»
«Da quindici a venti anni».
«E poi, senõr?»
«Adesso viene il bello. Al momento giusto annuncerai una IPO e venderai le azioni della tua azienda diventando così molto ricco. Guadagnerai milioni di dollari!»
«E poi, senõr?»
«Poi potrai ritirarti e trasferirti in un villaggio di pescatori, dove potrai dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i tuoi figli, fare la siesta con tua moglie e andare tutte le sere nel centro del villaggio, dove berrai vino e suonerai la chitarra con i tuoi amici».

Lessi questa simpatica storiella anni fa. E ancora oggi mi ritorna in mente. Mi fa pensare all’ossessione per la crescita. Tante aziende, dalle multinazionali alle startup, dimostrano assai spesso di farsi travolgere da tale ossessione. L’economista americano Milton Friedman tempo fa ha affermato: «Non abbiamo un disperato bisogno di crescere. Abbiamo un desiderio disperato di crescere».

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