Non solo Fertility Day: i sette epic fail dei Governi

La classifica delle gaffe più celebri dei membri dei governi negli ultimi anni. Un bestiario di errori marchiani o uscite infelici pronunciate con le migliori intenzioni.

Piero Fassino

(SAEED KHAN/AFP/Getty Images)

1 Settembre Set 2016 1610 01 settembre 2016 1 Settembre 2016 - 16:10

Diciamolo pure: la campagna per il Fertility Day non è stata proprio un successone. Se il ministero della Salute sperava che le donne sarebbero corse a inviare messaggini peccaminosi ai mariti in vista della serata, il risultato è stato invece un flop clamoroso. Insulti, indignazione, polemiche, rigurgiti femministi.

La ministra Lorenzin, però, può consolarsi: in passato c'è chi ha fatto peggio. Da Padoa Schioppa a Renzi, infatti, i politici italiani hanno un invidiabilissimo curriculum di gaffe, strafalcioni e figuracce che – a differenza della fertilità – non scadono mai. Ecco i sette peggiori disastri degli ultimi anni:

7 – SHISH! Un paio d'anni fa diventò virale la conferenza di Matteo Renzi al Digital Venice. Ventotto minuti – ventotto! – di un inglese degno di Nando Mericoni di fronte al piatto di maccaroni, con l'apice raggiunto dall'ormai mitico “shish”, diventato un simbolo, un emblema, un effigie dell'italiano all'estero che chiede indicazioni in mezzo all'incrocio agitando una cartina pieghevole senza capirne il verso (né come ripiegarla).

6 – DON'T BE CHOOSY Ai tempi del Governo Monti l'Italia era molto più depressa di oggi. Non è detto che stessimo peggio, ma si rideva molto meno: Berlusconi non andava più in giro per l'Europa, Renzi quasi quasi era ancora scout e pure Zelig aveva appena chiuso. Un disastro. Col senno di poi, però, qualche gaffe clamorosa - che allora ci fece arrabbiare - può entrare a pieno diritto in questa classifica. Per esempio, la ministra del Welfare Elsa Fornero se ne uscì dicendo che i giovani italiani erano “choosy”. Nessuno sapeva cosa significasse, ma tutti intuirono fosse un' offesa. Quando poi wordreference sentenziò “esigente, schizzinoso”, legittimò l'insurrezione popolare. Sono passati cinque anni; nel frattempo i giovani non sono più choosy, ma il lavoro non l'hanno mica trovato...

5 – BAMBOCCIONI e SFIGATI Non c'è pace per gli under 30. L'ex ministro dell'Economia (governo Prodi) Tommaso Padoa Schioppa se ne uscì etichettando come bamboccioni i giovani che vivevano con i genitori, senza pensare che, forse, un lavoro aiuterebbe a pagare un affitto altrove. Quasi dieci anni dopo arriva il carico da undici del ministro del Lavoro Poletti: “Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati”. Se in Italia vendessero l'elisir della giovinezza nei supermercati probabilmente rimarrebbe invenduto...

Bamboccioni, sfigati, choosy: sotto a chi tocca nell'insulto al giovane italiano

4 – LA GRANDE PROLETARIA S'È MOSSA Italiani, prendete armi e bagagli: la Svizzera è anche un po' nostra. O almeno, così pare, perché il premier Renzi qualche mese fa ha dichiarato che l'Italia ha avuto il merito di inaugurare il tunnel del San Gottardo, galleria che collega Erstfeld e Bodio. Insomma, le grandi opere nel nostro Paese funzionano eccome. Adesso sotto con Istria e la Dalmazia, e se ci avanza tempo c'è una questione Etiopia in sospeso.

3- GRILLO FONDI UN PARTITO! Era il lontano 2006. Fassino commentava i primi passi di Grillo in politica, non ancora come Movimento 5 Stelle, ma come agitatore di piazze nei vari VaffaDay. Celebre la sua dichiarazione: “Grillo fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”. Da Sindaco di Torino, qualche anno dopo, il nostro prova la tripla dalla distanza con un'altra profezia e, rivolgendosi a Chiara Appendino, dice: "Se un giorno sarà sindaco vedremo cosa combinerà, ma lo decideranno gli elettori". Succede di tutto: il Movimento supera il Pd alle elezioni e la Appendino batte Fassino alla corsa per Torino. Nostradamus.

2- LA CRISI CHE NON C'E' Era il 2011. Berlusconi sparava le ultime cartucce da show man prima dell'annunciato ribaltone che avrebbe portato Monti a Palazzo Chigi. In quella che doveva essere una monotona e piatta conferenza autunnale ecco la sparata: “Voi dite che c'è crisi, ma i ristoranti sono pieni, i consumi non sono diminuiti e sugli aerei si fa fatica a trovare un posto”. Credevamo fosse il canto del cigno, invece poi qualche anno dopo tornò a guidare la campagna elettorale del centro-destra. I ristoranti, nel frattempo, si sono allargati e continuano a fare affari d'oro.

1- EUROTUNNEL Ma al primo posto non poteva non esserci lei: Maria Stella Gelmini. Nel 2011 il Cern e l'Istituto di Fisica del Gran Sasso avevano appena scoperto che la velocità dei neutrini era superiore a quella della luce. L'ex ministra dell'Istruzione se ne uscì raggiante: “I neutrini hanno percorso il tunnel tra la Svizzera e il Gran Sasso”. Ecco, non proprio. Altrimenti altro che Tav. Ovviamente la Gelmini si giustificò dicendo di essere stata fraintesa, proprio come ha insegnato il mattatore già incontrato alla posizione numero 2 di questa classifica.

Insomma, la politica italiana sarà quel che sarà, ma avete idea che noia la serietà?

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