Paralimpiadi: oltre i propri limiti, sognando il podio di Rio

Giulia Ghiretti ha ventidue anni. Un drammatico incidente le ha tolto l'uso delle gambe quando ne aveva sedici, ma non ha mai smesso di amare lo sport e di provare a toccare il bordo della piscina prima di tutti

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9 Settembre Set 2016 1546 09 settembre 2016 9 Settembre 2016 - 15:46

Tanta fatica da fare: allenamenti al mattino e al pomeriggio, in acqua per dieci volte la settimana, più ore e ore di palestra. Sento male alle spalle, fino a non sentirle più, ma vado avanti, perché sono convinta che il lavoro paghi sempre, che le fatiche sono in grado di ricambiare: punto in alto, senza nascondermi. La sfida è con me stessa e con il cronometro. Andrò alle olimpiadi. Mentre lo dico è come se parlassi di un’altra persona, forse a circa un mese dalla partenza realizzo che è proprio così. Farò i 200 misti, i 100 rana, i 50 dorso e i 50 farfalla.

Ogni quattro anni c’è questo appuntamento che per un atleta significa un percorso lungo e faticoso fatto di piccoli passi: campionati italiani, europei, mondiali. Grande emozione alla presentazione della Nazionale agli ultimi Assoluti Estivi di Bergamo: il mio nome insieme a quello dei miei compagni mi ha fatto sentire parte di una grande squadra, e forse inizio a rendermi conto di ciò che accadrà. In effetti è la prima volta che noi italiani siamo così numerosi alle Paralimpiadi di nuoto: 10 femmine e 10 maschi. Il sogno di ogni atleta si sta per avverare, anche se non riesco a rendermene conto davvero: partecipare alle Olimpiadi! L’arrivo del pacco con la divisa ufficiale, provare magliette, costumi, scarpe, guardare ogni pezzo… difficile da credere, ma è tutto vero!

Ogni quattro anni le Olimpiadi significano per un atleta il coronamento di un percorso lungo e faticoso fatto di piccoli passi: campionati italiani, europei, mondiali.

In tanti mi sostengono, ognuno a suo modo:gli allenatori Max e Miki che calibrano e pensano al lavoro da fare, la società cercando risorse e ascoltando i miei bisogni, il centro medico a cui mi appoggio, Spallanzani di Parma, con una disponibilità enorme, Arena che continua a fornire materiale tecnico davvero indispensabile, e tanti che riconoscono il mio impegno e mi dimostrano la loro stima in più occasioni.

Mai dire non si può: si prova col massimo impegno e poi ciò che sarà va bene!

Chi mi dà un grande sostegno, con tanta pazienza, è la mia famiglia: stanno programmando i loro impegni estivi in funzione dei miei, sempre pronti a darmi una mano, ad ascoltarmi o semplicemente a farmi riposare e ridere anche su eventuali imprevisti.

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