Misteri d’America: perché Trump continua a nascondere la sua dichiarazione dei redditi

Se la Clinton potrebbe aver nascosto la gravità delle sue condizioni di salute, i rapporti di Trump con la Russia potrebbero essere ancora più compromettenti

Chip Somodevilla/ Getty Images
13 Settembre Set 2016 0902 13 settembre 2016 13 Settembre 2016 - 09:02

Lo sappiamo tutti: tutti abbiamo visto quel video che ha gettato ombre sulla salute della candidata presidenziale democratica Hillary Clinton. Si tratta di uno di quegli episodi rari, rarissimi ma potenzialmente decisivi che possono cambiare qualsiasi campagna elettorale. Domenica l'ex Segretario di Stato ha lasciato improvvisamente le celebrazioni a Ground Zero per i quindici anni dagli attentati alle Torri Gemelle che cambiarono l'America e l'Occidente. Qualche ora dopo è apparsa al pubblico e ai media per rassicurare sul suo stato di salute ma anche per rivelare che il venerdì precedente le era stata diagnosticata una polmonite.

Erano mesi che il rivale Donald Trump e diversi repubblicani a lui vicini come l'ex speaker della Camera Newt Gingrich stavano sollevando dubbi circa la forma fisica e la trasparenza di Hillary. Dopo aver definito gli elettori del repubblicano una "manica di miserabili", ecco il secondo grande intoppo della settimana per Hillary. Non è stata bene, e questo può capitare. Ma perché nascondere la polmonite diagnostica? Perché non rivelarlo subito? Forse avrebbe suscitato simpatia e si sarebbe mostrata – per una volta – umana al suo elettorato. Ma adesso, per quanto infondate, le speculazioni sulla sua salute non faranno che raggiungere nuove vette dopo questo episodio di scarsissima trasparenza.

Inoltre, il fattaccio di domenica rischia di servire un assist a porta vuota al rivale. Di questo fatto se ne parlerà tanto, questo è certo. Per ora Donald ed il suo staff tacciono, ma forse stanno preparando qualche spot o qualche video per tentare l'affondo alla rivale che a questo punto ha deciso di rimandare il tour elettorale in programma lunedì e martedì in California. Incredibile ma vero: Donald Trump giovedì apparirà nello show di Dr. Oz, noto programma televisivo dedicato alla medicina e alla salute, proprio per parlare delle sue condizioni personali. Secondo quanto riporta Variety, il conduttore non risparmierà una domanda sull'importanza della salute in questa campagna. Secondo fonti della macchina elettorale di Trump citate da Bloomberg prevarrà la linea del silenzio ma The Donald non è nuovo a ripensamenti dell'ultimo minuto.

Ma quello che è un terreno scivoloso per Clinton potrebbe rivelarsi minato per Trump. Salute e trasparenza sono i temi chiavi di questa faccenda. Analizzando il primo, i problemi per Trump potrebbero essere due. Uno: esagerare con gli attacchi e far passare la Clinton da poco trasparente a signora un po' malaticcia su cui The Donald si è lanciato come uno sciacallo. Due: il prossimo 26 settembre ci sarà il primo, attesissimo confronto televisivo tra i due; se in quell'occasione, dopo l'episodio di domenica, la Clinton dovesse dimostrarsi forte e combattiva schiacciando l'avversario, Trump avrebbe perso una carta importante da giocare nella partita più calda della politica post-verità, come titola l'ultimo numero dell'Economist.

Quanto alla trasparenza, beh, non mancano dubbi circa i rapporti tra Trump e Putin che potrebbero essere rivelati da una pubblicazione: se Donald chiede ad Hillary di rendere nota la sua cartella clinica per garantire agli americani di scegliere un presidente adatto e preparato, il magnate continua a rimandare il giorno in cui la sua dichiarazione dei redditi sarà a disposizione degli elettori. Trump sarebbe «Il pupazzo di Putin» secondo Slate ed «Il candidato del Cremlino» secondo Politico. Josh Marshall, giornalista di Talking Points Memo, ha passato in rassegna le evidenze sui legami tra Donald e Vladimir.

Trump è pieno di debiti (al 2015 erano 630 milioni di dollari), le banche statunitensi non gli fanno più credito e dagli anni Ottanta gran parte delle sue attività sono sostenute da uomini d'affari e banchieri russi e kazaki, molti dei quali vicini a Putin. Gran parte della Russia, soprattutto da un giro di persone vicine a Putin. A gettare nuove ombre ci sono poi le consulenze di Paul Manafort, ex capo della campagna elettorale di Trump, all'ex presidente ucraino filo-russo Viktor Yanukovych, i legami finanziari del consulente Carter Page con i vertici Gazprom.

Marshall aggiunge un quarto fattore: durante la convention di Cleveland consulenti ed autori erano disinteressati a qualsiasi tecnica di ammorbidimento delle posizioni di Trump (dopo la conquista della nomination è frequente uno spostamento al centro del candidato, sia questo di destra o di sinistra): l'unico pensiero era quello di riequilibrare la posizione dei repubblicani al fianco dell'Ucraina. Una mossa apprezzata dal Cremlino. A preoccupare della Clinton è la salute fisica, a preoccupare di Trump è la salute finanziaria ed i suoi risvolti.

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