Consigli famosi per salvarsi la vita che sono del tutto sbagliati

Se una vipera colpisce qualcuno, c’è ancora chi pensa che sia necessario succhiare il sangue della ferita. Una mossa patetica e pericolosa, da non fare. Come tante altre, elencate qui sotto

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AFP

15 Settembre Set 2016 1300 15 settembre 2016 15 Settembre 2016 - 13:00

Immaginiamo una situazione piuttosto insolita: un orso lanciato all’attacco contro di noi. La cosa migliore è sdraiarsi per terra e fingere di essere morti, come vuole l’idée reçue, giusto? No. Per nulla. Fingersi morti è solo una delle possibilità, e nemmeno la più consigliabile. Se l’orso è davvero in fase di attacco, l’unica cosa che resta da fare – per quanto sia possibile – è prepararsi a combattere. Altrimenti, una volta compreso il pericolo, la cosa più intelligente è arretrare con calma e sparire.

Sono tante le credenze popolari che promettono di salvare la vita e, in realtà, si rivelano inutili o, nel peggiore dei casi, ancora più pericolose. Business Insider ne ha messe in fila una decina: sono falsi miti smentiti, uno per uno, attraverso una spiegazione scientifica e puntuale.

Il morso della vipera, ad esempio, non va contrastato succhiando il sangue della ferita. È una mossa inutile e patetica: il veleno è già iniettato e scorre per le vene. L’unico rimedio è fasciare l’arto (se è un arto) e cercare di rallentare i battiti del cuore, per rendere meno veloce la circolazione. Nel frattempo, precipitarsi in ospedale.

Se ci si perde in luoghi selvaggi, la priorità è trovare una fonte di cibo, dicono i sapientoni. E, come tutti i sapientoni, sbagliano. La cosa più importante non è mangiare, ma è bere. E soprattutto, un riparo sicuro dalle bestie feroci (a che serve potersi fare un panino se la pantera è pronta alle tue spalle per saltarti addosso?). Per cui, assicurarsi l’approvvigionamento di acqua è vitale. Trovare un riparo è essenziale. Per mangiare si può anche aspettare qualche giorno, che non si muore mica.

Ma l’acqua, appunto, è un problema. Secondo i fumetti western, se ci sono cactus nelle vicinanze allora si è in salvo. Contengono acqua e si possono usare per vere. Non è così facile: bisogna prima di tutto saper distinguere i cactus giusti (i cosiddetti barrel cactus, quelli che incamerano acqua) e poi si dovrebbe riuscire a purificare l’acqua. La maggior parte delle volte l’acqua dei cactus provocherà malesseri e disidratazione, cioè il contrario di quello che si voleva.

Nei momenti in cui si è disorientati, bisogna sempre trovare un punto di riferimento. Se manca il Sole, allora può bastare il muschio sugli alberi: cresce sempre sul lato nord. Falso, falsissimo. Un cartellino rosso molto grave. Non è chiaro come sia nata e come si sia diffusa questa leggenda, ma basta un minimo di osservazione sperimentale per notare che il muschio può crescere su tutti i lati di un albero, a seconda delle condizioni circostanti. Non è insomma una buona bussola.

Se arriva lo squalo, la soluzione che viene consigliata più spesso è quella di prenderlo a pugni. Cosa che, chissà perché, nessuno può dire di aver messo in pratica. In realtà tirare schiaffoni a uno squalo richiede un sngue freddo non comune e, soprattutto, ha ottime possibilità di essere l’ultima azione che fate nella vostra vita. È più saggio, in queste rare circostanze di pericolo, cercare qualche oggetto da frapporre tra voi e l’animale. Altrimenti, graffiategli occhi e branchie.

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