Non solo cibo: ascoltiamo i nuovi profeti della lentezza, dalla medicina alle news

Viaggiare, informarsi, perfino curarsi: esistono delle alternative “lente” al mondo come lo conosciamo oggi. Un ebook di Slow News e Informant spiega perché è importante allontanarsi dal frastuono continuo

Lumaca Slow

(Joe Raedle/Getty Images)

16 Settembre Set 2016 1100 16 settembre 2016 16 Settembre 2016 - 11:00

C’è una parte del mondo, in aumento, che sta riscoprendo la voglia di fermarsi, andare lentamente, farsi permeare dalle cose e non travolgere. Vivere in modalità “slow”: più lenti ma più sereni e appagati, anche grazie a teorie come quella dell’Economia della Felicità che mettono il benessere al centro di tutto. Dalla medicina al modo di viaggiare, dagli ebook al modo di fruire le notizie, vediamo insieme alcuni esempi di modalità slow.

Sapevate che esiste la Slow medicine? Si tratta di un movimento che nasce in collaborazione con Slow Food e punta sul rispetto dei tempi. Innanzitutto del rapporto medico paziente, e poi del decorso della malattia e della cura adeguata, rinunciando alla fretta in nome dell’accuratezza e della riflessione, cercando il giusto equilibrio tra l’uso di tecnologie e terapie di efficacia dimostrata.

Inoltre si dà grande spazio alla prevenzione e alla comunicazione, aspetti fondamentali della medicina spesso trascurati. Ecco perché chi sostiene il movimento organizza svariati incontri in giro per l’Italia (li trovate nel sito).

La Slow medicine è un movimento che nasce in collaborazione con Slow Food. Punta sul rispetto dei tempi, innanzitutto del rapporto medico paziente, e poi del decorso della malattia e della cura adeguata

C’è chi dice che il viaggio sia una medicina dell’anima e anche qui, dovendo sempre più giocare a Tetris tra ferie e ponti festivi, le vacanze sono spesso mordi e fuggi. E invece lo Slow Travel Fest dal 9 all’11 ottobre a Monteriggioni, borgo medievale nel senese, con il suo antico tracciato della via Francigena, mette l’accento sull’importanza del viaggio lento, in bicicletta o a piedi, per spostarsi in simbiosi con il territorio e goderselo. Chi diceva che la cosa più importante è il percorso?

C’era una volta il real time, gli aggiornamenti in tempo reale, la notizia impacchettata e sviscerata poco dopo che un fatto era successo. C’era e ovviamente c’è ancora (il passato era ironico) e in alcuni casi, lo sappiamo, è utile per rispondere alla fame di dettagli che si ha quando “è successo qualcosa”. Solo che mentre c’è chi continua a voler sapere e non si ferma, in un continuo controllare post di Facebook, tweet, titoli di giornali e finendo con il diventare inutilmente bulimico, altri cercano (e offrono) un’informazione diversa. Slow News punta sullo slow journalism tramite una newsletter che arriva due volte alla settimana (per 2 euro al mese) e dà quella gradevole sensazione che alla fine della giornata di lavoro c’è qualcosa di bello che ti aspetta. Perché? Perché le news che trovi non sono breaking news ma approfondimenti anche multimediali che ti danno modo di scoprire cose che non sapevi.

Anche a questo serve la modalità slow: a non considerare passata una notizia che non risale al minuto prima o al massimo a qualche giorno prima. Perché se non la si sa, in fondo è sempre attuale

Un esempio? Sapevate che in Italia esiste il progetto Fate il nostro gioco? L’idea è che il gioco d’azzardo possa essere vissuto in modo consapevole usando la matematica. Il progetto si snoda tra laboratori, format TV, corsi di formazione e un libro uscito nel 2016. Ah, il progetto è nato nel 2009. Vi sembra una notizia vecchia? Anche a questo serve la modalità slow: a non considerare passata una notizia che non risale al minuto prima o al massimo a qualche giorno prima. Perché se non la si sa, in fondo è sempre attuale. (...)

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