Museo degli Innocenti: anti Museo, super Brunelleschi

Gli interventi architettonici hanno coinvolto dalle fondazioni al riallestimento di tutti i piani espositivi del palazzo rinascimentale, cercando il coupe de théatre per il visitatore

Innocenti
20 Settembre Set 2016 1820 20 settembre 2016 20 Settembre 2016 - 18:20

Un passettino in più, più in là, e da qualche settimana a questa parte dobbiamo finalmente espandere il canonico raggio di percorso tra i must-checked culturali del centro di Firenze.

Infatti, pantagruelici turisti che siamo, classicamente puntiamo il centro nella cupola di Santa Maria del Fiore, e descriviamo un arco che si spinge oltre le gallerie dell'Accademia solo quando il tempo rimanente già diviso tra boutiques-pseudo-chic e panino col lampredotto lo consente.

Ora, meno shopping e basta carne, che in Piazza Santissima Annunziata il 24 Giugno (sì, festeggiamenti di San Giovanni patrono della città, fochi d'artificio gratis a coronare l'evento) ha aperto al pubblico il nuovo Museo degli Innocenti, proprio nell'omonima sede di brunelleschiano disegno dell'istituzione laica dedicata ai minori più antica d'Europa, ovvero lo Spedale degli Innocenti.

“Nuovo”, non per dire ma per davvero, sotto molteplici aspetti. Innanzitutto per la decisione di fare dell'enorme patrimonio dell'Istituto anche un progetto museologico: si è trattato di sistematizzare ed esporre arte, architettura, e storia di sei secoli di impegno nella tutela e promozione dei diritti dei minori. In secundis nella formula museale, pensata prevedendo quasi 1500 metri di percorso espositivo e almeno altrettanti liberi a proposte di eventi temporanei e attività educative aperte alla città. Infine, nuovissimi sono i coraggiosi interventi architettonici che orchestrano l'edificio come macchina scenica in costante mutamento, specchio di un'istituzione viva e attivissima com'è quella degli Innocenti.

Metà di un bottone, una medaglietta spezzata, una spilla divisa in due, diversi brandelli di tessuti: biografie e memorie degli “nocentini” abbandonati sotto il portico dello Spedale vivono attraverso la storia dei loro oggetti, frettolosi mezzi lasciti di madri inermi assieme a nomi bene-auguranti come Immacolata, Benedetto, Consilia. In diversi punti del percorso espositivo i giovanissimi visitatori oggi sono invitati a lasciare messaggi su carta ai posteri, in una sorta di interattività analogica in cui il tema del gesto diventa di primaria empatica importanza. Grandi sistemi a piccoli improvvisatori, così si annulla qualsiasi gap gerarchico tra quel nastro di cotone ruvido sfilacciato e le tonde terracotte invetriate con i putti di Andrea della Robbia che ornano la facciata: tutto diventa ugualmente e preziosamente parte delle attività di educazione e accoglienza, in cui i toccanti racconti dei bambini anonimi convivono eccezionalmente con le opere di alcune tra le più grandi superstar rinascimentali: Luca e Andrea della Robbia, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Piero di Cosimo.

Gli interventi architettonici hanno coinvolto dalle fondazioni al riallestimento di tutti i piani espositivi del palazzo rinascimentale, cercando il coupe de théatre per il visitatore

Un concorso internazionale nel 2008, il fortissimo studio dell'architettonico, tre anni di cantiere, e così gli architetti fiorentini Ipostudio firmano il Museo degli Innocenti, in un percorso di stretta collaborazione con gli organi di governo dell'Istituto. Gli interventi architettonici hanno coinvolto dalle fondazioni al riallestimento di tutti i piani espositivi del palazzo rinascimentale, cercando la soluzione di ogni problematica in un coup de théâtre sorprendente per il visitatore. A cominciare dall'ingresso: a lato delle scale del basamento due scintillanti meccanismi-porta aprono l'una per accedere al percorso espositivo museale, l'altra per il “Cortile delle donne”, il bookshop tematico per ragazzi, e la scultorea scala che risolve la circolazione verticale indipendente dalla visita al Museo fino all'ultimo piano, in cui si trova la terrazza-bar nello spazio del fu stenditoio (vista mozzafiato sulla città s'intende). É vibrante sia il contrasto tra l'eterogeneità degli oggetti esposti accanto alle istallazioni multimediali, sia le epurate parti di edificio rinascimentali contro i forti segni dei dispositivi architettonici di nuovo stampo, come ad esempio i bianchi corridoi voltati a crociera addosso cui si ergono con decisione scuri muri espositivi.

Ogni parte è pulsante, si è immersi in una sorta di tensione emotiva per tutta la visita. Dunque, più che la solida autorità museale, il nuovo Museo degli Innocenti cerca piuttosto il dinamismo di un centro culturale, con buona parte dei contenuti mutevoli e votati all'esperienza.

Precisamente l'Istituto degli Innocenti comprende oggi tre case di accoglienza, tre nidi, una scuola materna, il servizio educativo la “Bottega dei Ragazzi”, il Centro di documentazione e analisi dei minori, l'archivio, e un centro di ricerca Unicef, di cui si festeggiano i 70 anni dalla nascita del Fondo quest'anno, e per l'occasione è prevista un'implementazione della struttura nella sede fiorentina. In questo quadro di istituzione complessa, ovvero che accoglie una molteplicità di servizi al suo interno, si inserisce l'apparato museale, a questo punto necessario strumento di racconto e di valorizzazione non solo dello straordinario patrimonio artistico accumulato nella storia, ma anche del costante e prezioso lavoro di secolare memoria di assistenza all'infanzia. Sì, i patiti di instagram guadagnano un altro soggetto all'hashtag #reinassance, mentre i fiorentini intascano un nuovo potenziale epicentro urbano.

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