Misteri britannici: perché si può dire "my brother’s car" ma non "the car of my brother"

Le insidie della lingua sono numerose: trappole infinite si annidano nel cammino dello straniero che si avventura nello studio dell’inglese. E tante regole, regolette da imparare rimangono sconosciute

Getty Images 3365272
24 Settembre Set 2016 0600 24 settembre 2016 24 Settembre 2016 - 06:00

Mai dare retta a chi sostiene che imparare l’inglese sia facile. È il primo passo verso una vita di frustrazione e incomprensione: si comincia con due basi di grammatica, qualche parola diffusa e poi con tutta l’arroganza del mondo, ci si butta in dialoghi strampalati con frasi sconnesse e pronunce impensabili. Gli inglesi reagiscono male, fanno facce strane e non capiscono. E gli stranieri, risentiti, pensano che lo facciano apposta.

Non è così, poveri british. Passeggiano tranquilli e si trovano, all’improvviso, a dover cavare un senso dai suoni gutturali di strani mediterranei agitati. Sono fin troppo gentili: non correggono la pronuncia (perché pensano che sia un caso disperato), non ritoccano la sintassi, non intervengono nemmeno sul lessico. E se sentono dire “the car of my brother”, un brivido lungo la schiena li paralizza. Ma non lo danno a vedere.

Certo, nel corso di lingua a due euro comprato in edicola non si trova, eppure questa è una regoletta, facile facile, che andrebbe conosciuta. Gli inglesi non dicono “the car of my brother”, ma “my brother’s car”, così, senza pensarci, con il genitivo sassone. E anche se la prima costruzione della frase è molto comune in italiano o in francese, in inglese è poco apprezzata. Si può usare solo se si vuole creare un effetto retorico, cioè in situazioni di forzatura del linguaggio.

La questione, però, si complica quando si nota che “the car of my brother” è scorretto, mentre “the door of my house” non solo va benissimo, ma è perfino preferibile a “my house’s door” (altro brivido, in senso contrario). Come mai?

Molto semplice. È una questione di anima. O meglio, di soggetti animati o inanimati, una distinzione concettuale e linguistica molto antica ma troppo spesso dimenticata: rimane implicita e nascosta nell’enorme mondo del non-detto (e il mondo inglese del non-detto è davvero enorme). Per cui, se si indica il possesso relativo a “my brother”, che è soggetto animato in quanto essere umano, ci vuole il genitivo sassone. Se si parla di “my house”, cioè soggetto non animato, allora si costruisce con “of +”. Nulla di più e nulla di meno.

Potrebbe interessarti anche