Renato, Zucchero e i mega-concerti: la musica in tv è sempre più una bufala

I megaconcerti sono un bluff totale, i talent vengono esaltati oltre misura e gli show che glorificano i santoni della nostra musica sono spesso imbarazzanti

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28 Settembre Set 2016 1039 28 settembre 2016 28 Settembre 2016 - 10:39

Esistono luoghi comuni talmente potenti che, reiterati nel tempo, finiscono per diventare credibili o, peggio, creduti. Che fare il bagno subito dopo mangiato al mare comporti congestioni e addirittura la morte. Che non ci sia niente che disseta come l'acqua. Che stare a ascoltare Paolo Crepet che parla di qualsiasi cosa abbia un senso. Nel mondo della musica il luogo comune diventato nel tempo dogma è senza ombra di dubbio uno: la musica in televisione non funziona. Ce lo siamo sentiti ripetere sin da quando eravamo giovanissimi e non abbiamo potuto non crederci. Anche quando, giovanissimi, Baglioni teneva undici milioni di persone davanti al piccolo schermo (allora la tv era piccola, fidatevi) con il concerto del tour di La vita è adesso. O quando su Rai 2 andava in onda ogni giorno DOC, un programma geniale condotto da Monica Nannini e Gegè Telesforo e ideato da Renzo Arbore che ospitava davvero il meglio della musica italiana e mondiale, dal vivo. La musica in televisione non funziona, amen.

Poi succede che torniamo dalle vacanze, depressi e disperati, e i palinsesti televisivi di Rai 1 e Canale 5 sono una sorta di ininterrotto concerto. I mega concerti, li chiamano, con gente come Laura Pausini, Modà, Zucchero, Pooh e via discorrendo a cantarcele e suonarcele da questo o quello stadio. Difficile capire quando si è sulla rete ammiraglia del servizio pubblico e quando su Mediaset, un po' come di colpo fossimo piombati dentro la televisione della Corea del Nord di Kim Jong-un. Del resto, a aguazzare lo sguardo, si vede una sola mano dietro tutte queste operazioni, per altro sempre la solita di Ferdinando Salzano e della sua Friends and Partners, di cui ci siamo già occupati qui e qui. Ogni due, tre giorni un concerto. Riprese standard, scaletta standard, a un certo punto una sorpresa, sempre la stessa, arriva Emma Marrone o Elisa a duettare. Visto che anche Emma Marrone e Elisa saranno protagoniste di prossimi mega concerti in televisione la sola curiosità che ci alberga è capire se, a un certo punto, si sdoppieranno per andare a duettare con loro stesse, ma tale è la disistima nei loro confronti che dubitiamo riusciremo a sorbirci il loro concerto per vedere come andrà a finire.

Il fatto è che stando a quel che si è visto in questo settembre 2016, la musica in televisione c'è quantomeno tornata. Anche il lancio di X Factor è stato pompato a dismisura, con parole e elogi (specie a Manuel Agnelli) che solitamente si riservano ai capolavori, non certo alla solita zuppa scaldata.

Anche il lancio di X Factorè stato pompato a dismisura, con parole e elogi (specie a Manuel Agnelli) che solitamente si riservano ai capolavori

Proviamo però a analizzare la cosa con un minimo di obiettività. Cosa ci sta passando Salzano su Rai 1 e Canale 5, con, si suppone, mamma Maria dietro a gestire la cosa con la sua Fascino, presenza evocata ma non dichiarata, e Rtl a ricoprire il ruolo di radio partners di tutto? Concerti di nomi popolari, che richiamano davanti al grande schermo i fan dei suddetti più una platea pigra che non si sposterebbe da quei canali manco se glielo obbligasse Bruno Vespa da Porta a Porta. Picchi massimi di quattro o tre milioni e mezzo di spettatori, quando in tv c'è Renato Zero o Zucchero, ma a volte anche molti meno, come il neanche milione e mezzo dei Modà dimostra. E perché mai dovrebbero essere di più? I Modà, in un mondo non dico giusto, ma anche solo normale, non dovrebbero andare in televisione. Al limite potrebbero comparire in una puntata di Chi l'ha visto?, quando, finalmente, di loro tracce nelle classifiche non ci sarà più traccia. Invece sono lì, col placet delle reti generaliste disposte a sacrificare una buona porzione di pubblico per fare da volano a artisti che, in buona parte, non hanno nulla da dire, o non hanno più nulla da dire da tempo.

Ultimo in ordine di tempo, infatti, è stato Renato Zero. Dall'Arena di Verona. Titolo, questo almeno simpatico, Arenà, giocando appunto tra location e il romanesco A Renà. Il concerto è stato uno spettacolo imbarazzante. Perché il fatto che Zero sia oggi un artista reazionario, laddove in passato è stato, per quanto con le tipiche contraddizioni di chi nasce cattolico e prova a andare controcorrente, un rivoluzionario. Proprio la presenza di un brano come Rivoluzione in scaletta, ma già di per sé nel repertorio del nostro basterebbe a intristire, ma il vedere i vecchi classici, pietre miliari della nostra musica leggera, al fianco delle tante brutte canzoni tirate fuori negli ultimi decenni (diciamo da quando aveva annunciato il ritiro, nel 1991, salvo poi tornare indietro), salvo rarissime eccezioni come I migliori anni della nostra vita, è davvero troppo. Poi vederlo duettare con Emma, e addirittura affidarle una canzone di Gabriella Ferri, così, senza colpo ferire, tradisce come, a volte, l'incedere del tempo sia davvero impietoso. Limitati a fare il tuo vecchio repertorio, Renà, e non costringerci, per la tipica pigrizia del sabato sera, a vedere 'sta roba. Perché alla fine, stavolta, il concerto lo abbiamo anche visto, ma ci è rimasto in bocca un brutto sapore, la sensazione di aver ricevuto uno sfregio da uno di famiglia. No, non lo zio strano, quello che ci ha abituato a colpi di genio e stravaganze durante il pranzo di Natale, più l'amico dei nostri genitori che, in ascensore, molla un peto che rende l'aria irrespirabile.

Da qui alla fine del mese sono previsti tanti altri mega concerti. Tutti targati Friends and Partners. Tutti su Rai 1 o Canale 5. Tutti con ospiti Emma e Elisa.

La musica in televisione non funziona, ci hanno sempre detto. Bene, adesso abbiamo anche le prove.

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