Censura e progresso: dieci libri che gli americani vogliono proibire

Chi pensava che la censura nella stampa fosse un problema di Stati poco democratici, si sbaglia di grosso: anche negli Usa sono tante le richieste, da parte dei cittadini, di mettere al bando dalle biblioteche pubbliche testi giudicati indecenti

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30 Settembre Set 2016 0837 30 settembre 2016 30 Settembre 2016 - 08:37

Uno parla di libri censurati e il pensiero vola all’Arabia Saudita, alla Cina e ad altri Paesi poco liberali. Eppure anche nei “modernissimi” Stati Uniti sono in tanti, ogni anno, che chiedono di mettere al bando dalle biblioteche testi e pubblicazioni, giudicati inadatti e offensivi. La American Library Association (Ala), contraria a ogni forma di censura, riceve le lamentele, ci ride su e poi, ogni anno, compila una lista dei titoli più segnalati. Le accuse dei lettori sono varie ma una delle più frequenti è, senza dubbio “omosessualità: il libro racconta stili di vita contrari alla morale e alla religione”. Arabia Saudita, si diceva.

La lista dei 10 libri più diffidati d’America per il 2016 è piuttosto curiosa. Al primo posto c’è Looking for Alaska (in italiano: Cercando Alaska), libro del 2012 che racconta la storia avventurosa e folle di due personaggi, un colonnello e la signorina Alaska. A prima vista non sembra un libro pericoloso: il problema è che contiene “scene esplicite” di sesso e che alcuni insegnanti lo hanno inserito come testo per la lettura dei ragazzi durante le vacanze. I genitori hanno tuonato.

Segue Cinquanta sfumature di grigio. È intuibile il motivo: scene di sesso, sadomaso, inadatto alla lettura per i ragazzi, potrebbe indurli a imitare i protagonisti. Poi, pazienza se ne hanno tratto anche un film: metteranno al bando anche quello.

Al terzo posto c’è I am Jazz, di Jessica Herthel e Jazz Jennings. È il libro che segue il reality show americano dallo stesso nome che racconta la vita e le vicende di Jazz Jennings, una ragazza transgender. Le ragioni per cui va bandito? Parla di “omosessualità”, “inadatto per i ragazzi”, “poco accurato”. Cosa si intenda per “poco accurato” resta, tuttora, un mistero.

Sotto il podio ci sono volumi come Beyond Magenta: Transgender Teens Speak Out, che affronta il tema della transessualità e che è considerato “contro la famiglia”; c’è Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, secondo alcuni americani violento e “offensivo”; segue – sorpresa – La Bibbia, giudicato troppo “religioso” (ma va?); poi c’è Fun Home, una graphic novel che racconta l’ingresso della protagonista nella vita adulta insieme a un padre segretamente omosessuale, e che è troppo “violento”, con “troppe immagini esplicite”.

Poi segue Habibi, un’altra graphic novel che racconta una favola ambientata in un medioriente oleografico, dove i due protagonisti, Dodola e Zan, prima diventano amici, poi una sorta di famiglia e, infine, amanti (troppe “immagini di nudo”, troppe scene “di sesso esplicito”); Nasreen’s Secret School è una favola ispirata a una storia vera: una nonna, pur di far avere un’istruzione alla nipotina rimasta orfana dei genitori, la fa entrare in una scuola segreta: non va bene perché ci sono “scene di violenza” e si parla di “religione”; David Levithan ha scritto il romanzo Two Boys Kissing, e già il titolo lascia capire perché in tanti abbiano chiesto la proibizione del testo: troppa “omosessualità” e, peggio ancora, “offre uno sguardo solidale alle dimostrazioni pubbliche di affetto”. Cose problematiche, appunto, in Arabia Saudita.

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