Perché amiamo i media digitali? Perché attaccano le autorità costituite

Nonostante la crisi nell’ultimo decennio c’è stato un boom dei consumi tecnologici. Secondo il Censis il loro successo non è solo una questione di numeri: gli strumenti della disintermediazione digitale riducono il solco scavato tra élite e popolo

Smartphone Proteste Hong Kong

Un manifestante riprende con lo smartphone le proteste a Hong Kong, nell’ottobre 2014 (Alex Ogle/AFP/Getty Images)

4 Ottobre Ott 2016 1554 04 ottobre 2016 4 Ottobre 2016 - 15:54
Messe Frankfurt

Il 13° Rapporto del Censis sulla comunicazione, “I media tra élite e popolo”, certifica quanto il web e la tecnologia connessa siamo indispensabili nella vita quotidiana degli italiani.

I numeri pubblicati dal Rapporto infatti che confermano il trend anticiclico dei consumi tecnologici in un decennio caratterizzato da una lunga e profonda recessione. Numeri sorprendenti perché non solo non conoscono crisi ma perché svelano qualcosa di più sugli italiani.

Perché la tecnologia non conosce crisi per gli italiani?

  • +190% i consumi tecnologici.
  • 73,7% la penetrazione di internet in Italia, 95,9% nei giovani under 30.
  • +28,4% la crescita complessiva degli utenti di internet negli ultimi dieci anni, passati da meno della metà a quasi tre quarti degli italiani.
  • 64,8% gli italiani che utilizzano uno smartphone (89,4% i giovani tra i 14-29 anni).
  • 89,4% i giovani italiani che usano WhatsApp.

Il successo della tecnologia e del web in Italia non è una questione solo di numeri.

Il perché per il Censis è chiaro: gli italiani hanno evitato di spendere su tutto, ma non sui media connessi in rete, perché grazie ad essi hanno aumentato il loro potere individuale di disintermediazione.

Usare internet per informarsi, prenotare viaggi e vacanze, acquistare beni e servizi, guardare film o seguire partite di calcio, entrare in contatto con le amministrazioni pubbliche o svolgere operazioni bancarie, ha significato spendere meno soldi o anche solo sprecare meno tempo: in ogni caso, guadagnare qualcosa.

Gli italiani hanno evitato di spendere su tutto, ma non sui media connessi in rete, perché grazie ad essi hanno aumentato il loro potere individuale di disintermediazione

Una rivoluzione che si misura in gigabyte

Questo è il titolo che il Censis ha scelto per il suo 13° Rapporto. Perché c’è un importante risvolto sociologico dietro ai numeri rivelati, che segnalano la presenza di cambio di cultura in atto in Italia, come nel mondo. Una rivoluzione che si misura in gigabyte.

Le ultime tendenze secondo il Censis indicano chiaramente che gli strumenti della disintermediazione digitale si stanno infilando come cunei nel solco di divaricazione scavato tra élite e popolo, prestandosi all'opera di decostruzione delle diverse forme di autorità costituite, fino a sfociare nelle mutevoli forme del populismo che si stanno diffondendo rapidamente in Italia e in Occidente (...).

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