Le mille e una notte magiche degli Emirati

Vi ricordate i Mondiali del 1990 vero? E vi ricordate chi esordì, tra le altre? La storia della nazionale degli Emirati Arabi in quel torneo e che fine hanno fatto i suoi componenti, nel racconto di Valderrama.it

Emirati
7 Ottobre Ott 2016 0944 07 ottobre 2016 7 Ottobre 2016 - 09:44

IERI

09.06.90
Bologna, 30.000 spettatori
Emirati Arabi Uniti – Colombia 0-2

15.06.90
Milano, 71.000 spettatori
Germania Ovest – Emirati Arabi Uniti 5-1

19.06.90
Bologna, 27.000 spettatori
Jugoslavia – Emirati Arabi Uniti 4-1

La storia calcistica degli Emirati Arabi Uniti ebbe inizio poco dopo la fondazione dello Stato, nel 1971. Fino a quel momento gli emirati erano riuniti sotto un protettorato britannico installato nella prima parte dell’800 per proteggere le navi inglesi cariche di perle dalle incursioni dei pirati nel Golfo Persico. Le dipendenze della marina e dell’esercito dell’Impero Britannico si erano prodigate di esportare nel paese il cricket come primo sport, anche se la fondazione della squadra principale, l’Al-Nasr, risale al 1945. Con la fine dell’industria delle perle e del protettorato inglese e la formazione del nuovo Stato come potenza petrolifera, immediatamente prese il via la fondazione delle federazioni nazionali sportive. Tra i primi allenatori della nazionale va ricordato quel Don Revie che, prima di arrivare nel golfo, portò al successo il Leeds e lasciò la panchina del “maledetto United” a quei 44 giorni di Brian Clough, il quale poi avrebbe vinto due Coppe dei Campioni con il Nottingham Forest.

La storia è breve, ma l’ascesa fu rapidissima: in pochi anni la nazionale si qualificò alla Coppa d’Asia e giocò regolarmente la Coppa delle Nazioni del Golfo. Revie fu solo il primo di una lunga parata di vecchi simulacri della panchina a guidare la squadra: dopo di lui vanno ricordati almeno Zagallo, Lobanovski, Ivic, Queiroz, Hodgson e Advocaat. L’apice di questa parabola fu tuttavia raggiunto a metà tra Revie e Advocaat, più precisamente all’altezza di Carlos Alberto Parreira. Aiutò nella qualificazione della squadra ai Mondiali del 1990, se ne andò per guidare due anni l’Arabia Saudita e poi varcò di nuovo il confine del deserto per giocarsi il mondiale italiano. Probabilmente era scritto nei suoi astri che avrebbe vinto un Mondiale. Per sfortuna degli emiri vinse quello successivo alla guida del Brasile. Dall’Italia tornò solo con una caterva di gol. Un primo turno oggettivamente impossibile da superare per una squadra all’esordio contro tre squadre all’apice della propria storia calcistica, tutte nello stesso girone: Germania Ovest, Jugoslavia e Colombia. Carlos Alberto Parreira passerà alla storia per essere l’allenatore che ha guidato ai Mondiali cinque nazioni diverse, tra le quali il Sudafrica, l’unica squadra del paese organizzatore che non ha superato il primo turno. Gli Emirati Arabi Uniti alla storia è probabile che non passeranno mai.

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