Quanti sono i pesci nell’oceano? Un sistema per contarli

Quella che sembra una domanda oziosa è, in realtà, molto importante per stabilire le quote per i pescatori, mantenere l’ambiente sostenibile e non impoverire i mari. Ma il rischio è che sia già troppo tardi

Getty Images 82502816
13 Ottobre Ott 2016 0840 13 ottobre 2016 13 Ottobre 2016 - 08:40
Tendenze Online

Un numero di sicuro c’è, ma nessuno lo conosce. L’esatta quantità di pesci sulla Terra (o meglio, nelle acque degli oceani della Terra) potrebbe sembrare una curiosità da persone oziose, dedite a pensieri pigri e inconcludenti. Non è così: è un dato importante, ad esempio per determinare, a seconda delle diverse zone del pianeta, le quote di pescato da concedere ai pescatori. In questo mood si concilia la sostenibilità ambientale (e cioè la pescosità del mare) e l’occupazione.

Come si può immaginare, non è facile. Come scrivono su questo articolo di The Atlantic, è più o meno come “contare gli alberi, ma invisibili e sempre in movimento”. Fino a qualche anno fa il metodo più utilizzato dagli scienziati era il campionamento annuo: si scandagliavano, ogni anno, gli stessi punti dell’oceano e si guardava nelle reti. Se c’era più pesce, allora la pesca poteva andare alla grande. Se ce ne era di meno, allora scattava l’allarme. Balza agli occhi che il metodo, sebbene condotto con tutta la buona volontà del mondo, non fosse del tutto incontestabile.

Alcuni Paesi (non gli Usa, ad esempio), affidano questo calcolo agli stessi pescatori, con il rischio che i risultati siano falsati – non solo perché, come tutti sanno, i pescatori tendono a esagerare – dal momento che i pescherecci seguono sempre le zone più pescose, influenzando il risultato medio.

Che fare? Dagli anni ’70 al 2012 alcune specie (quelle più pescate) hanno visto una riduzione del 75% per cui la situazione è molto seria. Le nuove tecnologie stanno fornendo più dati che mai. Ci sono sottomarini telecomandati, droni, sonar, sistemi di rilevamento. I pesci ci sono e si vedono. In qualche modo, si riesce anche a contarli. Ma il problema è che, se prima i dati erano pochi, adesso sono troppi: maneggiarli è difficile, e servono algoritmi appositi. Tutta una fatica, però, che potrebbe essere inutile: i pesci stanno scomparendo, sempre di più. Da un’analisi dei dati degli ultimi 200 anni almeno “i nove decimi della biomassa dei grandi pesci e degli animali marini è stata sradicata”. E forse, un giorno, contare quanti sono i pesci sarà troppo facile. E troppo tardi.

Potrebbe interessarti anche