Né quest’anno né il prossimo: i droni consegneranno i vostri pacchi nel 2020

La consegna via drone tarda ad arrivare. Nonostante i test, da quelli di Alphabet a quelli per spedire le forniture mediche, gli operatori dicono che bisognerà aspettare altri tre o quattro anni prima che questi servizi partano su larga scala. Soprattutto per motivi di regolamentazione

Drone Spedizioniere

(Andreas Rentz/Getty Images)

Andreas Rentz/Getty Images

18 Ottobre Ott 2016 1523 18 ottobre 2016 18 Ottobre 2016 - 15:23
Messe Frankfurt

Non lasciate ingannare dalle previsioni spensierate e dai primi test dimostrativi da parte di grandi società: i droni spedizionieri non sono ancora pronti a entrare in servizio.

A marzo avevamo scritto che la consegna via drone avrebbe tardato ad arrivare, e nonostante il recente rilascio di norme che autorizzano l’impiego di droni per attività commerciali, severe restrizioni continuano a vincolarne la portata – incluso il fatto che, in assenza di un permesso speciale, i droni non possono volare sopra le persone o fuori dal campo visivo di un operatore.

Persino nel caso in cui le norme venissero allentate, restano ancora da superare importanti problemi, quali la sicurezza, la gestione dello spazio aereo e l’affidabilità, per non parlare di dettagli come le procedure che questi droni dovrebbero seguire una volta giunti a destinazione.

Nonostante tutto, continuano i test per la consegna via drone. Alphabet sta consegnando dei burritos di Chipotle entro le mura della Virginia Tech con il velivolo del suo Project Wing. Ups sta testando un drone per inviare forniture mediche e ha collaborato con Matternet allo sviluppo di un veicolo che funga da piattaforma mobile.

Persino i sostenitori delle consegne aeree via drone dicono che si arriverà a un punto di svolta solo intorno al 2020

L’idea è sensata: una rete di droni spedizionieri potrebbe offrire consegne rapide ed efficienti, ridurre il traffico e persino contribuire all’abbattimento delle emissioni. Persino i sostenitori di questo concept, però, devono ammettere che non siamo ancora del tutto pronti. In una intervista al Wall Street Journal Andreas Raptopoulos, direttore esecutivo di Matternet, ha detto che le consegne aeree via drone raggiungeranno un punto di svolta intorno al 2020.

Lo stesso articolo suggerisce che gli standard che la Federal Aviation Administration sta pensando di applicare per scongiurare le collisioni, fondamentali per la creazione di una rete aerea dedicata ai droni, richiederanno “fra i tre e i quattro anni”. Questo sistema, secondo il WSJ, farà affidamento su sensori in via di sviluppo da parte della Radio Technical Commission for Aeronautics. Anche il termine dei lavori su questi sensori è previsto «intorno al 2020».

Tutti questi elementi sembrano guardare alla stessa conclusione: per il momento, le consegne via drone sono in ritardo.

Articolo tratto da Mit - Technology Review Italia

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