Sorpresa! L’Italia è il Paese più “green” d’Europa (che ci crediate o no)

Dall’inizio della crisi sono aumentate le imprese che investono in processi ecosostenibili e i Comuni hanno fatto la loro parte. Risultato? Nessuno in Europa è eco-efficiente quanto noi. Tutti i numeri del rapporto “Green Italy”

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21 Ottobre Ott 2016 1410 21 ottobre 2016 21 Ottobre 2016 - 14:10
Tendenze Online

Premessa per le dita alzate: conosciamo lo stato dell’aria nella Terra dei Fuochi e in Pianura Padana. Sappiamo le percentuali di bambini ammalati di tumore in provincia di Taranto. E, più in generale, non siamo ciechi di fronte alle tante criticità ambientali - figlie di scelte di sviluppo scellerate, ma anche di una peculiare geomorfologia del territorio italiano - del nostro Paese. Però, per una volta, dobbiamo stringerci la mano da soli. Agli imprenditori, soprattutto. Perché nessun Paese europeo, che ci crediate o meno, ha risposto alla crisi investendo in tecnologie e processi produttivi a basso impatto ambientale quanto l'abbiamo fatto noi.

È questo, soprattutto, che racconta il rapporto Green Italy di Unioncamere e Fondazione Symbola. Di un sistema produttivo primo in Europa per bassa produzione di rifiuti e riciclo industriale e secondo solo alla Germania per il recupero degli imballaggi (siamo al 66,9% contro il loro 71,8%) e al Regno Unito per emissioni energetiche e input di materia per unità di prodotto. Di un Paese leader europeo nel consumo di energia da fonti rinnovabili, passato dal 6,3% del 2004 al 17,1% del 2014. Di 2660 comunità che sono riuscite a produrre energia elettrica da fonti rinnovabili superiore a tutta l’energia consumata dai loro cittadini. Di 1250 sindaci che sono riusciti a portare i loro comuni sopra il 65% di raccolta differenziata. Di 525 tra loro che sono addirittura riusciti a far sì che i loro cittadini riducessero i loro rifiuti indifferenziati sino a 75 kg l’anno. Risultato? Nella graduatoria dei Paesi dell’Unione Europea per indice di eco-efficienza siamo secondi solo al Lussemburgo, davanti a Danimarca, Olanda, Francia, Germania, Svezia. Paesi che, in altri contesti, consideriamo giustsamente come dei manuali viventi di educazione civica.

Nella graduatoria dei Paesi dell’Unione Europea per indice di eco-efficienza siamo secondi solo al Lussemburgo, davanti a Danimarca, Olanda, Francia, Germania, Svezia. Paesi che, in altri contesti, consideriamo giustamente come dei manuali viventi di educazione civica

Non sono santi, né benefattori, gli imprenditori e i cittadini che hanno permesso di raggiungere questo risultato. Semplicemente, hanno capito che investire nella green economy conviene. Chi investe in tecnologie, processi, lavorazioni eco-sostenibili cresce all’estero del 18,3% in più, innova il 14,4% in più, realizza performance di fatturato migliori del 13,3% e, giocoforza, assume più forza lavoro. Uno spread, questo, di cui il governo dovrebbe tenere conto, nel suo distribuire incentivi alle imprese: «Il nostro posto nel mondo non è quello della competitività a bassi prezzi e dumping ambientale e sociale, ma quello della qualità, fatta di cura dei dettagli, di attenzione al capitale umano, di coesione, bellezza, innovazione e sostenibilità - afferma Ermete Riallacci di Fondazione Symbola, nel presentare il rapporto -. Investendo green le aziende diventano più sostenibili e soprattutto più competitive e aprono un sentiero che va verso il futuro». Forse servirebbe qualcosa di più di un sentiero.

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