Il campo estivo dei ragazzi che non possono esporsi alla luce

Una malattia li costringe a evitare il sole: sono costretti a stare in casa, al buio, o a vivere di notti. Questo li costringe alla solitudine, tranne quando, d’estate, possono andare a Camp Sundown, insieme ad altre persone nella stessa condizione

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24 Ottobre Ott 2016 1318 24 ottobre 2016 24 Ottobre 2016 - 13:18

Vivere di notte. Un obbligo per chi soffre di XP, cioè di Xeradoma Pigmentosum, una malattia congenita che rende la pelle ipersensibile alla luce. Più o meno ciò di cui soffrivano i bambini nel film The Others, costretti a stare in casa tutto il giorno al buio. Se si espongono al sole, rischiano di morire.

Stavolta però non è un film: i ragazzi di Sundown sono reali, e il documentario di Liza Mandelup, regista e fotografa americana, racconta le loro vite incontrandoli al loro particolare campo estivo.

È un raduno annuale cui prendono parte da tutte le città d’America, ognuno con le sue storie di sofferenza. La comunità temporanea di Sundown è, per loro, una sorta di famiglia: per un breve periodo dell’anno possono vivere insieme a persone che soffrono la loro stessa malattia, costrette a vivere di notte, passando ore a cantare intorno al fuoco e a giocare. Nascono, come in tutti i campi estivi, storie di amicizia e d’amore, intrecciate a riflessioni sullo strano destino di vivere al buio.

“Era come stare in una società a rovescio, una specie di fantasia sognata da questi ragazzi. Se il mondo fosse fatto per loro, sarebbe stato così”, ha dichiarato Mandelup in un’intervista per Nowness. “La comunità che si è formata intorno al campo ha trasformato una cosa che era fonte di dolore e sofferenza per questi ragazzi in qualcosa di positivo, addirittura”. Un altro mondo, in cui vivono confinati ma, per la prima volta, come tutti gli altri.

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