Con lo stocco di Mammola a Milano si rivede la ‘ndrangheta

Finisce sui tavoli della prefettura la sagra patrocinata dal Comune. Sulla locandina dell'evento il nome del genero di un padrino delle 'ndrine. Le retromarce del sindaco e le minacce in consiglio comunale

Corsico

ingiroconmama/Flickr (CC)

25 Ottobre Ott 2016 1353 25 ottobre 2016 25 Ottobre 2016 - 13:53

Alle porte di Milano il rumore della ‘ndrangheta risuona da decenni. E da qualche tempo ha smesso di essere un rumore «di fondo». In tutto l’hinterland erano state le inchieste a cavallo degli anni ’80 e ’90, e più recentemente nel 2010 a portare l’azione delle cosche nel dibattito dell’opinione pubblica. Il tempo dello scalpore per la scoperta delle «infiltrazioni» nel circolo dell’economia legale e nel settore degli appalti pubblici, gli arresti, le fiaccolate e la vita delle città attorno alla capitale economica del Paese che continua a scorrere. Come a Corsico, dove nessuna vicenda dietro cui si muovono certi nomi e cognomi è casuale. Così diventa un caso anche l’organizzazione del Festival dello Stocco di Mammola (merluzzo alla tipica maniera della provincia di Reggio Calabria) a cui il comune, guidato dal sindaco Filippo Errante ha concesso il patrocinio.

Ci sarebbe da ridere, non fosse che sulla locandina dell'evento, che ha iniziato a girare in città la scorsa settimana, compare il nome di Vincenzo Musitano. 60enne lavora al panificio Musipane in via Montello a Corsico. Un precedente, lontanissimo, per un assegno falso e un negozio, intestato alla moglie Elisabetta Perre, figlia del boss Giuseppe Perre, detto ‘u maistru, e parte della famiglia Barbaro, cosca che nell’hinterland milanese ha trovato più di una fortuna. Al posto del negozio fino al 2007 c’è stato un circolo di pesca sportiva, il Circolo Montello. I soci? Uomini della ‘ndrangheta. Da qui passava anche Pasquale Barbaro, braccio destro di Rocco Barbaro e ras degli stupefacenti nel nord Italia. «II locale - ricostruiscono gli investigatori nell’inchiesta che portò poi alla chiusura del Circolo - era stato appositamente costituito dall'organizzazione criminale Barbaro-Papalia affinché gli affiliati potessero comodamente riunirsi per discutere dei loro traffici illeciti ed essere nel contempo legittimati alla frequentazione del locale». Anche i fratelli di Musitano fanno rizzare le antenne in città: Vincenzo è stato coinvolto nell’inchiesta Nord Sud nei primi anni ’90 sui sequestri di persona, e scontati 18 anni si è rimesso in pista. Nuovamente arrestato nell’indagine «Rinnovamento» è finito assolto. Con lui l’altro fratello, Rosario.

Insomma, a pesare di più è però quella parentela della moglie con la famiglia Barbaro di Platì. C’è chi si domanda se sia opportuno il patrocinio del Comune. La prima a farlo è Maria Ferrucci, ex sindaco. Prima su Facebook poi trasmettendo la segnalazione ai carabinieri, che girano la nota alla Prefettura. L’incartamento è sul tavolo del prefetto e verrà discusso mercoledì durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza. Certo non ci sono ipotesi di reato che abbiano portato la procura di Milano ad aprire un fascicolo, tuttavia in queste ore si stanno consumando fatti ed episodi che mostrano in controluce quel clima tipico figlio delle intimidazioni.

Il sindaco Errante, contattato il giorno successivo alla segnalazione di Ferrucci fa subito marcia indietro. Prima riferisce al Corriere della Sera: «Non sapevo niente. Non spetta a me fare i controlli, se abbiamo dato il patrocinio significa che tutto era in ordine. I Boss? La festa - diceva alle 16 dello scorso 17 ottobre - si farà, non ci vedo niente di male. Alle 19 comincia un’altra storia. «Il festival dello stocco - risponde nuovamente il sindaco al Corriere - viene sospeso e rinviato a data da destinarsi. Si riteneva - spiega Errante - che il festival fosse un’occasione per rivitalizzare una zona della nostra città e intrattenere, con tradizioni regionali, la popolazione di Corsico. Però la procedura non era conclusa, perché si stavano eseguendo tutte le verifiche necessarie per concedere le autorizzazioni». Cerca di mettere una toppa Errante, ma il caso arriva in consiglio comunale lo scorso 20 ottobre, e lì il clima si fa pesante con tanto di insulti e fischi. Il sindaco rivendica la sua versione, mentre l’ex primo cittadino viene presa di mira durante il suo intervento, soprattutto quando si domanda dell’opportunità del patrocinio in una «città che risulta fortemente penetrata dalla ‘ndrangheta». Il Fatto Quotidiano riporta la testimonianza di uno dei presenti tra il pubblico: «Due persone adulte stavano dietro di me, e rivolte alla Ferrucci hanno detto: quella va bruciata con la benzina». Minacce che potrebbero portare la procura ad aprire un fascicolo dal momento che la stessa Ferrucci ha annunciato l’invio di un esposto indirizzato all’antimafia diretta da Ilda Boccassini.

Intanto il sindaco prepara una fiaccolata antimafia dopo l'incontro di ieri mattina col prefetto. «Accresceremo i controlli – ha detto Errante a margine dell'incontro – perché non possiamo più consentire in futuro che si ripetano errori. Rivedremo le procedure, affinché i controlli siano più puntuali e serrati. Anche sul materiale promozionale». Intanto arriva l’ennesima iniziativa in attesa che tutto, a Corsico, torni a scorrere.

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