Caso Jarvis e il lato oscuro di X Factor: regolamenti fantasma, mini compensi e penali da 200mila euro

Il caso della band ritirata, mostra l’altra faccia del talent show: i contratti non vengono neanche letti dai ragazzi, che devono firmare sulla fiducia, senza neanche poterne parlare col manager o con un avvocato. E per quattro anni i compensi rimangono gli stessi, anche in caso di grande successo

Jarvis
26 Ottobre Ott 2016 1014 26 ottobre 2016 26 Ottobre 2016 - 10:14

Patto Leonino: “Patto con il quale si stabilisce che uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite”.

Contratto Capestro: “Contratto nettamente sbilanciato, nelle clausole che lo compongono, a favore di una parte e a discapito di un'altra”.

Consuetudine: “1.Modo costante di procedere, o di operare; abitudine, costume, usanza, tradizione. 2. Fonte di diritto costituita dalla ripetizione costante di un determinato comportamento da parte della generalità dei soggetti, accompagnato dalla convinzione della sua obbligatorietà giuridica”.

Inculata: “1.Atto di sodomia. 2.Figurato: Buggerata, fregatura.”

Iniziamo.

Cerchiamo di fare chiarezza.

Una settimana fa abbiamo raccontato la versione dei Jarvis sulla loro esclusione dai Live di X Factor, per bocca del loro manager Larsen Premoli. La faccenda non è passata inosservata, la notizia ha fatto il giro della rete e non solo. Il Codacons ha chiesto un’indagine alla Procura e una verifica all'Autorità per le telecomunicazioni dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi per coloro che pagano l'abbonamento alla pay-tv per assistere al talent di Sky. “Se i fatti così come espressi nell'articolo citato sono veri - dice l'esposto - al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti”. A questo punto il presidente della Sony Andrea Rosi ha dato una risposta d'ufficio, come anche il Ceo di Fremantle Media, che arriva a citare il regolamento messo online dalla Rai per l'edizione 2010. I social se ne sono occupati a lungo, giustamente.

Domani, giovedì 27 ottobre, comincia il programma nella sua versione Live Show, magari in questo bailamme non ce ne siamo neanche accorti, ma ci sono ancora un paio di cose da chiarire, o sulle quali chiedere chiarezza.

Partiamo, come sempre, dai fatti.

IL REGOLAMENTO FANTASMA

Domenica 23 ottobre, con un lieve ritardo sui fatti, arriva online, sul sito di X Factor, un link a cui è possibile scaricare un documento che si intitola Regolamento di X Factor. Si tratta, parola più o parola meno, del regolamento dei tempi della Rai. Manca giusto il riferimento ai 300mila euro di budget per la realizzazione dell'album del vincitore. Rimane invece la dicitura “gold”, che priva di budget lascia abbondantemente il tempo che trova. Sarà l'aria di crisi.

Il documento, se date un'occhiata al video che trovate qui, reca come data di ultima modifica quella di giovedì scorso, 20 ottobre 2016, e prevede la firma per accettazione dei concorrenti. Stando a quanto c'è scritto, per poter partecipare a una qualsiasi fase del programma tocca leggere, capire e firmare. I Jarvis, senza andare lontano, non l'hanno né visto né firmato, e invitiamo Fremantle Media a provare il contrario. Del resto, come avrebbero potuto anche solo vedere un documento che è stato messo online a programma già cominciato? Chiaro: magari metterlo online, anche se in ritardo, poteva lasciare intendere che già fosse presente prima che il programma iniziasse. Tuttavia, non crediamo che qualcuno, oggi come oggi, possa davvero pensare che non sia possibile datare la presenza di un link all'interno di un sito.

Non scherziamo. Passiamo oltre.

Andrea Rosi, il presidente della Sony, una volta scoppiata la querelle che vedeva i Jarvis opporsi alla versione dei “motivi personali” portata avanti da Alessandro Cattelan durante l'ultima puntata degli Home Visit, si è sentito in dovere di rispondere così: «Tutto questo è paradossale. Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai dodici concorrenti che approdano ai live, e non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor. In dieci anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto».

Ne prendiamo atto.

A questa dichiarazione ha fatto da contraltare quella di Gabriele Immirzi, Ceo della Fremantle Media, secondo cui «la prova che si è sempre fatto così è che il regolamento di X Factor 2010, ancora disponibile sul sito della RAI, prevedeva la stessa identica regola. I ragazzi conoscevano il regolamento e sapevano a cosa andavano incontro. Il motivo per cui vige questa regola è che, al momento della firma del contratto, che avviene prima dell'inizio dei Live Show, tutti i dodici finalisti sono potenziali vincitori, quindi devono firmare lo stesso documento».

Buono a sapersi anche questo.

Quindi, ricapitolando, ci viene detto dal presidente di Sony, la major che pubblicherà il lavoro del vincitore (e che ne gestirà quindi la parte discografica, il management, il catalogo editoriale, il booking e probabilmente anche la scelta dei programmi da vedere la sera in tv) e il Ceo di Fremantle Media, la casa di produzione di X Factor, adottano questa tesi: è sempre stato così, c'è un regolamento che lo dice, i Jarvis non hanno firmato, pazienza, arrivederci e grazie.

Sulle pagine social del programma, addirittura, arrivano a fare il proprio in bocca al lupo ai ragazzi, con tanto di punto esclamativo a chiudere la frase conciliatoria.

Domenica 23 ottobre, con un lieve ritardo sui fatti, arriva online, sul sito di X Factor, un link a cui è possibile scaricare un documento che si intitola Regolamento di X Factor. Si tratta, parola più o parola meno, del regolamento dei tempi della Rai. I Jarvis non l'hanno né visto né firmato, e invitiamo Fremantle Media a provare il contrario. Del resto, come avrebbero potuto anche solo vedere un documento che è stato messo online a programma già cominciato?

LA DIFFIDA E IL RISARCIMENTO

Tutto è bene quel che finisce bene.

Forse.

O meglio, no, non proprio tutto bene.

Per niente.

Tutto male.

Perché succede questo. Abbiamo già detto di come Sky, Fremantle Media, o chi per loro abbiano deciso di provare a mettere una pezza a colori alla faccenda, mettendo online il regolamento il giorno 23 ottobre 2016, a programma già cominciato. Già farebbe sorridere. Ma questa non è una faccenda simpatica. E ovviamente non è una faccenda comica. Questa è una tragedia. E a renderla tale ci sono prove che dimostrano come quel che viene racconato da Immirzi e Rosi - in bocca al lupo, cari Jarvis, e amici come prima - sia quanto meno opinabile (ed è noto, quando un fatto è opinabile farlo passare come la Verità diventa un filo più complicato, se si esce dal recinto ristretto dei Dogmi).

Quali?

Una lettera di diffida con la quale, in data 8 agosto 2016, quindi a squadre per i Live Show già formate e con i Jarvis in quella di Alvaro Soler, ma in assenza di un contratto firmato, la Fremantle Media intima ai quattro componenti dei Jarvis di firmare il contratto che verrà loro sottoposto per accedere ai Live Show, pena una richiesta danni da parte della stessa società di produzione. Non esattamente un “ognuno è libero di fare quel che crede”, men che meno un sincero “In bocca al lupo, ragazzi”. Si parla di “adempiere all'obbligo di sottoscrizione del Contratto da Finalista di cui agli Accordi Fasi Successive entro il termine previsto dall'art. 1454 c.c., con espressa avvertenza che, in mancanza, Fremantle procederà alla citazione in giudizio dei summenzionati per il ristori di tutti i danni subiti e subendi, senza ulteriore avviso.”

Quando si dice essere conciliatori.

Chi scrive ha avuto il piacere, si fa per dire, di visionare il documento, insieme ai vari contratti firmati strada facendo dai ragazzi.

Alla faccia di “amici come prima”.

Nei contratti di precasting si fa chiaro riferimento al fatto che nulla è dovuto per la partecipazione ai talent, perché ai partecipanti viene data visibilità, stando ai contratti proposti anche dopo poco o nulla verrà dovuto, forse sempre in vista di una presunta visibilità

COMPENSI BASSI, ZERO MANAGER

Del resto, tanto per non farci mancare niente, nel contratto di precasting ai ragazzi, come a tutti gli altri concorrenti, è stato chiesto di indicare se fossero sotto contratto con un manager, indicando che, in caso contrario, fosse diritto della major o di Fremantle prendersi carico di questa mansione (si parla di un contratto di opzione per il management che potrebbe andare avanti per quattro anni, non esattamente uno scherzo). Poi ci sono ore di registrazioni audio - effettuate da Larsen Premoli previo consenso del suo interlocutore - che chi scrive ha potuto ascoltare e riascoltare, registrazioni fatte in Sony, perché della Sony si parla, in cui il direttore artistico della casa discografica Roberto Rossi ha specificato al manager come nel contratto di opzione fosse previsto anche il management.

Ma non basta. Sempre in dette registrazioni viene spiegato come il contratto non verrà lasciato ai ragazzi prima della firma, e c'è appunto lì un legale a raccontarlo loro, un legale incaricato da Fremantle Media e Sony. Non è infatti permesso loro neanche di farlo leggere al loro manager, o a un loro legale. E viene detto come questo contratto preveda l'opzione, esercitabile unilaterlamente solo da Fremantle e Sony, per quattro album, ciascuno della durata di un lasso di tempo tra i dodici e diciotto mesi, tutti con le medesime condizioni della firma. Come dire, se fra quattro album Pinco Pallino, che firma oggi, passerà dal suonare nei pub al suonare negli stadi, continuerà a percepire sempre la stessa cifra. Queste caratteristiche sono state confermate anche da alcuni ex concorrenti, che hanno messo a disposizione i loro contratti, in effetti con caratteristiche simili. Niente di nuovo sotto il sole, niente di buono sotto il sole.

Nei contratti di precasting si fa poi chiaro riferimento al fatto che nulla è dovuto per la partecipazione ai talent, perché ai partecipanti viene data visibilità, stando ai contratti proposti anche dopo poco o nulla verrà dovuto, forse sempre in vista di una presunta visibilità. Come dire, sei giovane, ti faccio giocare in serie A, ma invece di riempirti di soldi ti regalo visibilità e il fatto di giocare in serie A, non ti lamentare.

Di cose, in quelle registrazioni, se ne sentono molte altre: ad esempio, le pressioni fatte al manager per rescindere il proprio contratto coi ragazzi, nonostante la presenza di un manager sia prevista proprio nei precontratti della fase casting.

Uno a questo punto potrebbe dire, spinto dal buon senso, che i contratti si possono rinegoziare.

Certo, verissimo. In genere i manager servono anche a questo, a tutelare gli interessi di un artista. Ma cosa succede se un unico referente è al tempo stesso discografico, editore, manager e incaricato del booking? Chi farà gli interessi dell'artista? Andiamo sul pratico: come farà la Sony a rinegoziare con la Sony il contratto di Pinco Pallino?

Mica è un caso che in genere i ruoli siano distinti. Lo si fa proprio per tutelare tutte le parti in causa. Qui non è così.

Per la cronaca, al momento i Jarvis non sono in attività. I ragazzi sono spaventati e al momento, invece di approfittarne per uscire con qualche nuova canzone o fare concerti, preferiscono starsene appartati in relax, a ragionare sul futuro prossimo, nel caso qualcuno interpretasse la faccenda come un modo per farsi pubblicità gratuita

Ecco, ritorniamo alle quattro definizioni poste in esergo a questo articolo. Patto leonino. Contratto capestro. Consuetudine. Quell'altra roba lì.

I Jarvis non hanno voluto firmare questi contratti svantaggiosi. Hanno sì firmato contratti precedenti, in cui si impegnavano poi a firmare quelli successivi in caso fossero andati avanti nel programma - su quelli si è fatta leva poi, superati gli Home Visit - ma non conoscendone le caratteristiche nessuno può permettersi di chiedere loro i danni per non aver accettato.

E nessuno può neanche permettersi di dire che la faccenda è legata a scelte personali.

Né che è stata chiusa amichevolmente.

Andrea Rosi, presidente di Sony usa come espediente retorico il concetto “in 10 anni non si è mai lamentato nessuno”.

Ecco, diciamo che in virtù della visione di un documento intitolato “Obbligo di riservatezza” in cui Fremantle Media, in data 5 agosto 2016, cioè dopo che Alvaro Soler o chi per lui aveva scelto i Jarvis per entrare ai Live Show, per conto anche di Sony e Sky impone - o prova a imporre - ai quattro componenti dei Jarvis e al loro manager un vincolo di riservatezza assoluta riguardo tutto quel che concerne X Factor, sottolineando in alcuni passaggi l'obbligo a non parlare con giornalisti, o, per dire, l'utilizzo di qualsiasi social, la faccenda prende una piega differente. Visto che il documento si chiude con questo passo “Nell'ipotesi di inadempimento, anche parziale, di uno qualsiasi degli obblighi di riservatezza e tutela della reputazione di cui agli artt. 1, 2 e 4, il Contraente sarà tenuto a pagare a Fremantle, entro 30 giorni dalla contestazione della violazione da parte di Fremantle, una somma pari a euro 40mila a titolo di penale non esaustiva del maggior danno”, dubito che un concorrente si lasci andare a commenti negativi sul programma a cuor leggero. 40mila euro (a testa, quindi 200mila euro in totale, tra i quattro Jarvis e il manager) non sono esattamente bazzecole. Possono far paura, converrete.

Poi si dirà: "eh, ma lo sanno tutti che i talent funzionano così". Certo, chi scrive ha letto anche i contratti di The Voice, in effetti non troppo diversi da questi, e quelli di Amici sono praticamente inaccessibili. Lo sanno tutti, e oggi lo sanno tutti un po' meglio, anche grazie a questa vicenda, e il fatto che una faccenda sia nota non significa che sia ben fatta.

Non c'è niente di illegale, ci mancherebbe altro, ma sicuramente la situazione è assai poco gradevole, e mal si sposa con l'aura di coolness che da sempre circonda X Factor. Come hanno sottolineato quelli del Codacons, c'è di mezzo una rete con dei clienti a pagamento, ci sono di mezzo dei giovani concorrenti.

Per la cronaca, al momento i Jarvis non sono in attività. Le pressioni subite, compresa quella della diffida di Fremantle Media, hanno avuto i loro effetti. I ragazzi sono spaventati e, al momento invece di approfittarne per uscire con qualche nuova canzone o fare concerti, preferiscono starsene appartati in relax, a ragionare sul futuro prossimo, nel caso qualcuno interpretasse la faccenda come un modo per farsi pubblicità gratuita.

Concludo: vogliamo raccontarlo al pubblico di X Factor come sono andate le cose? I Jarvis si sono ritirati o no per “motivi personali”? Dai, giochiamo a carte scoperte.

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