Trasporti

La Calabria resta a terra: a rischio chiusura due aeroporti su tre

Alitalia ha annunciato di voler lasciare l’aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria. A Crotone il Sant’Anna dal 1 novembre è chiuso e Ryanair ha sospeso i voli. Dietro le due storie, c’è il fallimento delle società di gestione a guida pubblica, amministrate in maniera “insensata” e clientelare

Volo

(Getty Images/GABRIEL BOUYS)

3 Novembre Nov 2016 1510 03 novembre 2016 3 Novembre 2016 - 15:10

La Calabria non vola. Anzi. Nel giro di pochi giorni, è stato preannunciato il funerale per due dei tre scali aerei della regione: l’aeroporto di Reggio Calabria, e il Sant’Anna di Crotone. Entrambi sopravvissuti al fallimento delle società di gestione a guida pubblica, ora rischiano l’estrema unzione.

La crisi dello scalo dello Stretto non è nuova. Adesso però è arrivata la ciliegina sulla torta a far crollare un sistema già in crisi: Alitalia ha annunciato che abbandonerà lo scalo. I rappresentanti dell’ex compagnia di bandiera lo hanno comunicato in una telefonata al presidente della provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa. Il motivo sarebbero le perdite accumulate da Alitalia nello scalo reggino, pari a 6-8 milioni l’anno, tra la continua emorragia di passeggeri e i prezzi poco concorrenziali. A rischio ci sono circa 200 posti di lavoro.

«Quello che sta accadendo è una tempesta negativa perfetta», commenta Nino Cortillo, segratario nazionale della Filt-Cgil. Perché l’addio di Alitalia arriva insieme al fallimento della Sogas, la società pubblica guidata dalla provincia reggina che ha gestito lo scalo. Dopo anni di scelte manageriali che i sindacati definiscono «insensate» e nomine politiche, il 24 ottobre scorso è stato nominato il collegio della curatela fallimentare con la possibilità di un esercizio provvisorio di tre mesi. A fronte, però, dell’impegno della provincia di Reggio Calabria di destinare 696mila euro. Impegno che l’ente avrebbe da poco confermato. Giusto per mantenere in vita l’aeroporto il tempo necessario all’arrivo dei risultati del bando di gara emesso dall’Ente nazionale aviazione civile (Enac) per la concessione trentennale della gestione degli scali di Reggio e Crotone.

Ma ora con l’annuncio dell’addio di Alitalia, l’aeroporto che già prima era un malato terminale rischia di andare incontro a morte certa. Su circa 500mila passeggeri, il 75% dell’attività è coperta da Alitalia. «La decisione di Alitalia di andare via significa quindi la chiusura dell’aeroporto», conferma Cortillo. «E le società che hanno presentato un’offerta, senza Alitalia è come se acquisissero un’infrastruttura vuota». Un aeroporto senza aerei. Il bando Enac quindi è a rischio e le offerte potrebbero essere ritirate. Trascinando sul fondo anche l’aeroporto di Crotone, dove pure i politici locali sono in attesa degli esiti della gara per salvare il malandato scalo aereo della costa ionica. L’unica soluzione è che da Palazzo Chigi qualcuno metta mano al portafoglio per convincere Alitalia a restare in riva allo stretto. «Altrimenti al posto dell’aeroporto ci sarà presto solo una prosecuzione del lungomare», dice Cortillo. Condannando Reggio Calabria all’isolamento definitivo.

Nel giro di pochi giorni, è stato preannunciato il funerale per due dei tre scali aerei della Calabria: l’aeroporto dello Stretto, e il Sant’Anna di Crotone. Entrambi sopravvissuti al fallimento delle società di gestione a guida pubblica, ora rischiano l’estrema unzione. Condannando le due città all’isolamento definitivo

Intanto anche a Crotone sono tutti con il naso all’insù in attesa di novità. Dal 1 novembre dall’aeroporto Sant’Anna non si vedono più decollare aerei. Lo scalo è stato chiuso. Nessuno può entrare senza autorizzazione. L’Enac con una nota ufficiale ha comunicato di aver disposto la chiusura in seguito alla «comunicazione da parte della curatela fallimentare della società Aeroporto Sant’Anna spa, gestore dello scalo di Crotone, relativa al termine dell’esercizio provvisorio d’impresa fissato per il 31 ottobre 2016». Che tradotto significa: l’esercizio provvissorio termina qui. E Ryanair, l’unica compagnia a operare su queste piste (che in passato aveva minacciato di abbandonare lo scalo per l’aumento della tassa sui biglietti), ha fatto decollare il suo ultimo aereo il 29 ottobre.

Da quando nell’aprile 2015 la società di gestione pubblica è stata dichiarata fallita, il tribunale di Crotone ha concesso – proroga dopo proroga – alla curatela fallimentare l’esercizio provvisorio per garantire la prosecuzione dei voli. A febbraio 2016 la Regione Calabria e i comuni di Crotone e Isola Capo Rizzuto hanno anche costituito una newco, la Sagas, per partecipare al bando Enac e concorrere ad acquisire la gestione dell’aeroporto.

Per quasi un anno lo scalo è andato avanti con il contributo economico del Comune di Crotone e di altri sette comuni della fascia ionica crotonese beneficiari delle royalties. Una fase di crisi, durante la quale però si è registrato il record di oltre 300mila passeggeri. I voli da e per Crotone sono sempre pieni, con uno dei coefficienti di riempimento degli aerei più alti d’Italia, e le strutture alberghiere della costa che hanno fatto il tutto esaurito nei mesi estivi. Insomma nessuno qui voleva rinunciare ai benefici stagionali di Ryanair. Tanto che lo scorso luglio, in attesa del bando Enac, i sette comuni hanno aumentato la quota di finanziamento dal 15 al 25% delle annualità delle royalties del 2012 e 2013, mentre il comune di Crotone è arrivato fino al 30 per cento. Ma, a fronte della quinta proroga dell’esercizio provvisorio, il rincaro non è servito a nulla.

«Più volte, il sottoscritto e la stessa Sagas hanno sollecitato l’Enac a darsi da fare in tempi rapidi per la pubblicazione del bando», ha detto il sindaco di Crotone Ugo Pugliese durante il consiglio straordinario del 31 ottobre. Il bando è arrivato solo a inizio settembre, per Crotone e Reggio Calabria. Il problema è che fino a metà settembre la Sagas è stata sottoposta a sequestro giudiziario per l’inchiesta per bancarotta fraudolenta che riguarda il fallimento della vecchia società. «Il dissequestro è arrivato a venti giorni dalla scadenza del bando», spiega Matteo Ambrosio, amministratore delegato della Sagas, «ma sono rimasti sotto sequestro i soldi del capitale sociale, dissequestrati il 24 ottobre 2016, a 14 giorni dalla scadenza del bando, motivo per il quale non abbiamo presentato una polizza fideiussoria per la gestione trentennale dello scalo, di cui però nel bando non viene indicato l’importo». La Sagas quindi è stata esclusa dalla gara dell’Enac. E la società ha fatto ricorso al Tar perché il bando dell’Enac conterrebbe illegittimità: non solo il mancato importo della fideiussione, ma anche il riconoscimento della preferenza alle offerte interessate a gestire insieme l’aeroporto di Crotone e quello di Reggio.

Come quella presentata dalla catanzarese Sacal, la società che gestisce già l’aeroporto di Lamezia Terme, e che in questo modo coordinerebbe tutti e tre gli scali della regione. Scelta verso la quale propende anche il governatore calabrese Mario Oliverio. Ma ora anche la Sacal, se Alitalia andrà via da Reggio Calabria, potrebbe fare un passo indietro, ritirando pure l’offerta per il Sant’Anna.

Intanto il sindaco di Crotone ha chiesto un’ulteriore proroga dell’esercizio provvisorio fino al 31 dicembre, dicendosi disposto a elargire altri fondi per tenere lo scalo in piedi. Anche Ryanair ha fatto sapere di essere disposta a riprendere i voli già dai primi di dicembre. Giusto in tempo per prenotare i biglietti per le vacanze di Natale. Altrimenti, anche i crotonesi, come i reggini, torneranno a spostarsi con i pullman o i treni “a bassa velocità”, che in questa parte d’Italia garantiscono ancora i trasporti.

Potrebbe interessarti anche