Quando Cicinho incontrò Gesù, dopo 32 bevute

Cosa succede a un calciatore che ha alzato troppo il gomito? Magari incontra proprio Lui. Così almeno è accaduto all'ex giocatore di Real Madrid e Roma

Cicinho
4 Novembre Nov 2016 0800 04 novembre 2016 4 Novembre 2016 - 08:00

Cicinho predica con fare assertorio camminando con lo sguardo perso nel vuoto. Nelle sue orecchie un’orchestra immaginaria di archi celesti accompagna la sua camminata sicura, arrogante: “Guardiamoci in faccia: siamo Iperborei. Siamo ben consapevoli della diversità della nostra esistenza. Abbiamo scoperto la felicità, conosciamo la via, abbiamo trovato l’uscita per interi millenni di labirinto. Chi altri l’ha trovata? Forse l’uomo moderno? “Non so che fare; sono tutto ciò che non sa che fare”, sospira l’uomo moderno… È di questa modernità che c’eravamo ammalati, della putrida quiete, del vile compromesso, di tutta la virtuosa sporcizia del moderno sì e no. Eravamo abbastanza coraggiosi, non risparmiavamo né noi stessi né gli altri: eppure per lungo tempo non abbiamo saputo in che cosa impegnare il nostro coraggio. Eravamo diventati tristi e ci chiamavano fatalisti. La nostra fatalità era la pienezza, la tensione, il ristagno delle nostre forze. Ci fu una tempesta nella nostra atmosfera, la natura che noi siamo s’oscurò, perché non avevamo una via. La formula della nostra felicità: un sì, un no, una linea retta, una meta…

Cicinho, un sì, un no, una linea retta fino alla meta: il bancone del bar. Ignorato dai più – la musica del locale è fuori sincrono con la sua melodia celestiale – riconosciuto da pochi, ammirato da nessuno, si rivolge alla barista e pronuncia le seguenti parole:

Che cosa è bene? Tutto ciò che accresce il senso di potenza, la volontà di potenza e la potenza stessa dell’uomo.
Che cosa è male? Tutto ciò che deriva dalla debolezza.
Che cosa è la felicità? Sentire che la potenza aumenta, che si vince una resistenza.
Non soddisfazione, ma più potenza; non pace universale, ma guerra; non virtù, ma abilità (virtù nello stile rinascimentale, virtus, libera da convenzioni morali).
I deboli e i malriusciti dovranno perire: primo principio della nostra filantropia. Inoltre li si dovrà aiutare a farlo.
Che cosa è più dannoso di qualsiasi vizio? L’attiva pietà per tutti i deboli e i malriusciti, il cristianesimo…

La barista lo osserva con sguardo stupido. Comprende dai gesti che vuole una birra, ma non capisce se, oltre a servirgliela, debba rispondere qualcosa, o chiamare qualcuno. Il modo i cui Cicinho si muove indica che è ubriaco.

La barista lo osserva con sguardo stupido. Comprende dai gesti che vuole una birra, ma non capisce se, oltre a servirgliela, debba rispondere qualcosa, o chiamare qualcuno. Il modo i cui Cicinho si muove indica che è ubriaco.

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