Presidenza e oltre: i cosacchi dichiarano Trump "cosacco onorario"

Il legame tra il nuovo presidente Usa e la Russia è innegabile. Tanto che il clan guerriero della storia russa lo ha scelto per insignirlo della cittadinanza onoraria. Se accetta, scoprirà "l’anima profonda della Russia"

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11 Novembre Nov 2016 1047 11 novembre 2016 11 Novembre 2016 - 10:47

Non è ancora presidente e già cominciano gli onori. Donald Trump, uscito vittorioso a sorpresa dalle scorse elezioni americane, è già stato insignito di un titolo che non ha precedenza: quello di cosacco russo (onorario). Proprio così: c’è chi vince il Nobel per la Pace e chi diventa cosacco.

Lo hanno deciso i membri del gruppo “Cosacchi di Irbis”, che gasati dalla vittoria di The Donald, hanno ben pensato di includerlo, anche solo a livello simbolico, nel loro clan di guerrieri. A quanto si può immaginare, secondo loro Trump incarna quell’ideale di vita avventurosa che caratterizza la loro comunità militare. I cosacchi, del resto, hanno sempre fatto così: pur cercando di mantenere la loro autonomia, sono stati utilizzati dai vari governi della storia come “popolazione cuscinetto”. O in difesa della religione (e allora li spostavano nei territori vicini ai tartari e ai turchi), o in missioni di pionieri (venivan mandati a occupare le aree ai confini dell’impero). Si può pensare che, avvicinando il nuovo presidente americano, abbiano applicato la stessa tecnica? Difesa e conquista, cuscinetto e annessione.

In ogni caso, se Trump accettasse, avrebbe una rara occasione di incontrarli, visitare San Pietroburgo e “scoprire la misteriosa anima russa”, come dice il loro leader Ataman Andrey Polyakov. Del resto, che tra l’uomo e il mondo russo ci sia – come dire – affinità, non è più una sorpresa.

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